Una delle ultime piste che i pm nisseni hanno battuto è quella legata al “furgoncino bianco“. Alcuni testimoni parlano di un furgone, forse un Fiat Ducato, circondato da sei persone, sedicenti operai che si muovevano sull’asfalto che sarebbe diventato terreno di strage, senza che nessuno avesse mai ordinato di fare dei lavori nei dintorni. Lo nota, per esempio, l’ingegner Francesco Naselli Flores, cognato di Carlo Alberto Dalla Chiesa, che passa dallo svincolo per Capaci intorno alle ore 12 del 22 maggio. Flores parla di alcune persone che “stendevano cavi”. Le indagini avevano già all’epoca appurato che nessun’azienda aveva ordinato di svolgere lavori nella zona. Eppure quella pista viene abbandonata e il furgone bianco scompare dal luogo della strage: perché? Chi sono quei sei uomini che “stendono cavi”? E cosa facevano veramente? Ed è un caso che nei paraggi della strage sia stato trovato un foglietto con il numero di telefono di Lorenzo Narracci, un agente segreto molto vicino a Bruno Contrada? Un collega di Narracci testimonierà di averlo perso nei sopralluoghi successivi all’attentato. 

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