Un altro nodo mai sciolto dagli investigatori è quello legato alla possibile manomissione dei supporti informatici di Falcone. Un tema incluso dai giudici di Caltanissetta tra quelli “suscettibili di ulteriori approfondimenti“. Si riferiscono all’agenda elettronica Casio che usava il giudice: gli ultimi accessi, infatti, hanno una data successiva alla strage. E dunque: dopo la morte di Falcone, qualcuno ha continuato a usare le sue agende elettroniche. Chi? Scrivono i giudici: “Come spiegato dal teste Gioacchino Genchi, la sostituzione di file nel personal computer fu certamente successiva alla morte di Giovanni Falcone, della datazione della cancellazione dei dati presenti nell’agenda elettronica non vi è alcuna certezza scientifico-informatica; è però del tutto verosimile che anche essa sia stata compiuta dopo la strage di Capaci, essendo incomprensibili le ragioni per cui lo stesso dottor Falcone avrebbe dovuto eliminare dalla sua agenda tutte le annotazioni ivi presenti, comprese quelle che si riferivano ad appuntamenti da lui presi per date posteriori al 23 maggio 1992”. Chi e perché ha usato le agende elettroniche di Falcone dopo la sua morte? Ed è un caso che tra i file “rieditati” ci fossero anche schede di Gladio, cioè la struttura paramilitare segreta attiva in Italia durante la guerra fredda? Secondo molti testimoni Falcone era molto interessato alla versione di Stay Behind, come la Cia aveva ribattezzato le organizzazioni impiantante in Europa in chiave anticomunista . E proprio su Gladio Falcone stava continuando a indagare. Anche quel giorno di maggio del 1992.

Twitter: @pipitone87

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