Facciamo un passo indietro dai moventi e dai mandanti occulti e focalizziamoci su un altro passaggio fondamentale: le bombe. L’interrogativo più grande rimasto ancora aperto sul botto di Capaci è quello legato all’esplosivo: con che cosa è stato ucciso Falcone? È un fatto conclamato che gli uomini di Cosa nostra abbiano utilizzato tritolo recuperato dalle bombe inabissate nei fondali marini durante la seconda guerra mondiale, misto ad esplosivo utilizzato nelle cave. Tutto materiale sistemato in alcuni bidoni, piazzati sotto l’autostrada con alcuni skateboard. Tra le tante perizie stilate negli anni, ce n’é una di cui si parla poco: quella realizzata dall’Fbi.  Secondo gli americani, come ha ricordato Stefania Limiti su questo giornale, sulla scena del crimine c’erano tracce di “pentrite e rdx“. Elementi che si trovano nel Semtex, cioè un esplosivo di tipo bellico prodotto all’epoca in Repubblica Ceca e mai rilevato da altre perizie. Chi è che lo procura agli uomini di Cosa nostra? Non si sa, visto che nessun pentito di mafia ha mai parlato di Semtex. Perché? In passato, rispondendo a questa domanda, la procura nazionale Antimafia aveva ipotizzato l’esistenza di un “secondo cantiere” della strage, di supporto a quello targato Cosa nostra, ma con un’origine diversa da quella mafiosa. Da una parte i mafiosi con le bombe della seconda guerra mondiale, dall’altra personaggi senza volto con l’esplosivo militare. Un’ ipotesi sempre scartata dagli inquirenti di Caltanissetta.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Strage di Capaci, due nuovi indagati. Il pentito: “Per uccidere Falcone c’era anche l’artificiere del boss Usa John Gotti”

prev
Articolo Successivo

Palermo, in bici elettrica in un cantiere a chiedere il pizzo: arrestato 40enne della famiglia Graviano

next