Il mondo FQ

Trovato il tesoro della droga di Matteo Messina Denaro: sequestri per 200 milioni dalla Svizzera alle isole Cayman

Maxi-operazione della Dda di Palermo e della Finanza: tre arresti. Per gli inquirenti è il patrimonio accumulato con il narcotraffico e il reimpiego dei suoi proventi a partire dagli anni '80
Trovato il tesoro della droga di Matteo Messina Denaro: sequestri per 200 milioni dalla Svizzera alle isole Cayman
Icona dei commenti Commenti

Duecento milioni di euro: un patrimonio diviso tra conti correnti, ville di lusso e società in paradisi fiscali ai quattro angoli del mondo. È il tesoretto accumulato in quattro decenni attraverso il traffico internazionale di stupefacenti che, secondo gli inquirenti, è riconducibile a Matteo Messina Denaro (leggi il ritratto di Giuseppe Pipitone su Millennium). Beni che sono stati sequestrati dalla Procura di Palermo in un’operazione internazionale coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e condotta dai Finanzieri del comando provinciale del capoluogo, che ha portato all’arresto di tre persone per impiego di denaro di provenienza illecita aggravato dall’agevolazione mafiosa.

“L’operazione giunge al culmine di un’intensa attività investigativa che ha consentito di ricostruire un imponente patrimonio frutto del reimpiego, anche attraverso società off shore, di ingenti capitali derivanti da attività di narcotraffico, prosperate già a partire dagli anni ’80 sotto l’egida di Cosa Nostra Trapanese e nell’interesse del suo stesso vertice, Matteo Messina Denaro”, dicono le Fiamme gialle. Al centro di tutto c’è il 66enne Giacomo Tamburello che era entrato nel business del traffico della droga quando aveva poco più di 20 anni. Da insospettabile negoziante di vestiti di Campobello di Mazara, il paese dell’ultimo periodo di latitanza di Matteo Messina Denaro, è riuscito a diventare un narcos di prima grandezza. I finanzieri gli hanno notificato l’ordine di arresto a casa della madre, a Campobello, dove stava scontando i domiciliari. Nell sua vita, infatti, p entrato e uscito dal carcere diverse volte, sia in Italia che in Spagna. Proprio in territorio spagnolo sono stati effettuati gli altri due arresti: si tratta dell’ex moglie Maria Antonina Bruno e del figlio Luca, tutti coinvolti nel business di famiglia.

Le attività investigative, coordinate dal procuratore di Palermo Maurizio de Lucia e dall’aggiunto Vito Di Giorgio, si sono svolte, oltre che in Italia, ad Andorra, Gibilterra, alle isole Cayman, in Lussemburgo, in Svizzera, in Libano, nel Principato di Monaco e in Spagna (nelle città di Malaga, Marbella, Benahavis e Puerto Banùs), in stretta collaborazione con gli organi giudiziari e di polizia locali.

Il patrimonio nella disponibilità di Giacomo Tamburello e della sua famiglia era sconfinato: Ville lussuose in Spagna, conti correnti a Gibilterra, Andorra, Libano, Lussemburgo e isole Cayman. Poi azioni, fondi, titoli, conti milionari in banche di mezzo mondo, appartamenti e resort. “È stata un’attività molto complessa andare a rintracciare i capitali. I soggetti che hanno fatto questi investimenti hanno dimostrato una fortissima preparazione professionale, spostando il denaro su conti correnti di società ubicate in paradisi fiscali, movimentando continuamente questo denaro, in tempi rapidissimi proprio per schermare la loro azione e con una diversificazione degli investimenti”, ha spiegato il procuratore aggiunto di Palermo, Vito Di Giorgio.

Fondamentale per l’inchiesta è stato anche il contributo di due nuovi collaboratori di giustizia: Vincenzo Spezia, big storico della mafia di Campobello di Mazara e Giuseppe Bruno. Entrato in Cosa nostra negli anni80, Vincenzo Spezia è figlio di Nunzio Spezia, ex capo della famiglia mafiosa di Campobello da cui ha ereditato il ruolo nel clan. Fedelissimo dell’ex latitante, il neo pentito vanta un curriculum criminale di eccezionale spessore. Dopo una lunga latitanza in Venezuela, è stato arrestato nel 2003 ed estradato in Italia nel 2007 e poi condannato per mafia e omicidi. “Tamburello e il fratello hanno aperto sulla Costa del Sol alcune gelaterie però lavoravano pure con l’hashish, ma tonnellate di hashish – ha detto ai pm – Hanno fatto i miliardi“. Bruno, invece, è detenuto in Brasile dal 2023. Collabora con la giustizia italiana e brasiliana dal 2025, ha concluso un accordo di collaborazione con la Procura Federale del Rio Grande do Norte ed è stato ammesso al programma provvisorio di protezione in Italia. È stato lui a raccontare ai magistrati palermitani il ruolo della famiglia di Messina Denaro nell’importazione di hashish dal Marocco e degli affari di droga con la Spagna.

“Un apporto fondamentale ci è derivato da due recentissimi collaboratori di giustizia, che hanno raccontato come i traffici di droga già dal 1980 erano effettuati per conto di Messina Denaro. Uno dei due ha riferito un fatto specifico, ossia che il 10% di ogni carico di droga piazzato sul mercato andava a Matteo Messina Denaro“, ha spiegato il procuratore aggiunto Di Giorgio. “In una conversazione intercettata nel 2016 – ha aggiunto – si faceva riferimento al fatto che una parte dei ricavi della droga dovesse andare a un soggetto che doveva subire un’operazione. I successivi accertamenti hanno svelato che proprio in quell’anno Matteo Messina Denaro, sotto falso nome, subì un intervento chirurgico“. Va ricordato che nel corso degli anni diversi sequestri hanno interessato soldi, immobili e soscietà riconducibili al boss di Castelvetrano: si stima che il suo patrimonio si aggirava intorno ai 7 miliardi di euro.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione