‘Ndrangheta e politica, crolla in appello il processo “Gotha”: l’ex deputato Romeo assolto dopo la condanna a 25 anni
Il processo “Gotha” è crollato in appello. A parte quattro imputati, tutti gli altri sono stati assolti, a partire dall’ex senatore di Forza Italia Antonio Caridi e dall’ex deputato socialdemocratico Paolo Romeo. Mentre per il primo si tratta solo di una conferma della sentenza di primo grado, per Romeo è un ribaltamento della condanna a 25 anni per associazione mafiosa che il Tribunale di Reggio Calabria gli aveva inflitto nel 2021 al termine del processo con rito ordinario. Non solo, ma la Corte d’Appello è andata anche oltre la classica “estinzione del reato per morte del reo” prevista per l’ex sottosegretario regionale Alberto Sarra, deceduto improvvisamente nelle settimane scorse: su richiesta degli avvocati Pino Nardo, Francesco Calabrese e Danilo Sarra, i giudici sono entrati nel merito delle accuse, dichiarando non sussistente il reato di concorso esterno per il quale, in primo grado, il politico era stato condannato a 13 anni di reclusione. Si è concluso così il maxi-processo su ‘ndrangheta e politica istruito dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria e nato dalla riunificazione delle inchieste “Mamma Santissima”, “Reghion”, “Fata Morgana”, “Alchimia” e “Sistema Reggio”. Con quelle indagini, la Procura riteneva di aver fatto luce sulla componente riservata della ‘ndrangheta, un direttorio capace di dettare gli indirizzi politici degli enti pubblici.
Secondo i pm, un ruolo di primo piano nell’associazione era ricoperto proprio da Paolo Romeo: stando alla sentenza di primo grado del processo “Gotha”, scontata la pena inflittagli nel maxiprocesso “Olimpia” all’inizio degli anni Duemila, l’ex parlamentare “era ritornato a costituire una presenza importante del panorama politico reggino, quello sommerso fatto di intrighi e strategie collaterali che coinvolgevano la criminalità organizzata”. Per i giudici del Tribunale, Romeo era a capo non di “una semplice lobby”, ma di “una convergenza di soggetti con ruoli istituzionali in un ente partecipato anche da soggetti appartenenti alle consorterie criminali”. Un impianto accusatorio che, però, non ha convinto la Corte d’Appello: lo scorso dicembre, peraltro, la Cassazione aveva annullato per la seconda volta la condanna dell’avvocato Giorgio De Stefano, l’altro imputato principale, assolvendolo definitivamente. Assistito dagli avvocati Carlo Morace e Fabio Cutrupi, l’ex parlamentare del Psdi è stato assolto con la formula “perché il fatto non sussiste”. La Corte, però, ha disposto la trasmissione degli atti in Procura affinché rivaluti se il reato di associazione mafiosa debba essere riqualificato in concorso esterno.
Romeo era in aula durante la lettura del dispositivo della sentenza: “Cade definitivamente il teorema insito nel capo di imputazione, che era quello di ritenere sussistente l’intreccio mafia-politica-massoneria, un filone che ancora oggi in Sicilia tentano di riesumare”, commenta a caldo. L’ex deputato era stato arrestato nel 2016, dieci anni fa. “Devo dire in verità che sono passati 43 anni da quando hanno cominciato”, si sfoga adesso. “Perché il teorema comincia con il processo “Olimpia” nel quale sono stato imputato (e condannato, ndr) nel 1993. Successivamente sono stato inseguito da un altro processo, “Sistemi criminali”, a Palermo, dove è stato archiviato. Subito dopo con un altro processo, “il Caso Reggio”, che contiene sempre lo stesso teorema. “Gotha” durato dieci anni e siamo dovuti giungere sino al pronunciamento della Corte d’Appello per avere un’assoluzione perché il fatto non sussiste. Adesso aspettiamo le motivazioni”.
Assolti anche altri imputati condannati in primo grado, come l’ex dirigente comunale Marcello Cammera, il sacerdote di San Luca don Pino Strangio e l’avvocato Antonio Marra. È stata dichiarata la prescrizione, invece, per i reati-fine contestati agli imputati Angela Minniti, Giuseppe Rocco Giovanni Rechichi e al commercialista Giovanni Zumbo. Escludendo l’aggravante mafiosa, gli unici condannati sono Salvatore Primo Gioé (12 anni), Carmelo Giuseppe Cartisano (11 anni), Giuseppe Chirico (dieci anni) e Alessandro Bruno Delfino (tre anni). In merito alla conferma dell’assoluzione dell’ex senatore Caridi, i suoi avvocati Valerio Spigarelli e Carlo Morace esprimono in una nota “la loro più profonda soddisfazione per la sentenza emessa oggi dalla Corte di Appello di Reggio Calabria che ha confermato l’assoluzione: “Rigettando l’impugnazione che era stata presentata dalla Procura della Repubblica, la Corte ha nuovamente confermato che le accuse nei confronti di Antonio Caridi, che ne provocarono l’arresto e una lunga detenzione cautelare, sono e sono sempre state del tutto prive di fondamento. Resta l’amara considerazione che la vita di un parlamentare della Repubblica, prima ancora che dall’ingiustizia degli addebiti mossi nei suoi confronti, e dell’altrettanto ingiusta carcerazione cautelare subita per oltre due anni, a suo tempo venne sacrificata alle divinità del populismo giudiziario dai suoi stessi colleghi parlamentari che, senza avere neppure il tempo materiale di leggere le carte processuali, ne autorizzarono l’arresto”, affermano gli avvocati.