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Ebola, l’Ue convoca un incontro straordinario dei ministri della Salute. Tajani rassicura: “Rischio irrisorio, ma dobbiamo lavorare”

Intanto in Kenya scoppiano le proteste contro gli Stati Uniti che hanno deciso di istituire un centro di quarantena
Ebola, l’Ue convoca un incontro straordinario dei ministri della Salute. Tajani rassicura: “Rischio irrisorio, ma dobbiamo lavorare”
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Dopo gli oltre 1000 casi di ebola in Africa, di cui 263 confermati dall’Africa Centres for Disease Control and Prevention, la presidenza di Cipro dell’Unione europea ha deciso di convocare una videoconferenza straordinaria dei ministri della Salute dei paesi membri. I ministri si vedranno venerdì 5 giugno, alle 15, per “affrontare la recente epidemia di Ebola in Africa Centrale e per discutere ulteriori misure di preparazione e coordinamento tra gli Stati membri”.

La presidenza, ha specificato un portavoce, ha anche deciso di usare il Registro internazionale delle infezioni (Iprc) in “modalità di monitoraggio”, per favorire lo scambio di informazioni sull’epidemia di Ebola, a titolo “precauzionale”. Non si tratta di un’attivazione formale del Registro, ha precisato, ma di un mezzo per agevolare la condivisione delle informazioni.

Intanto a Nanyuki, a nord est di Nairobi, sono scoppiate proteste in piazza dopo che gli Stati Uniti, in accordo con il governo del Kenya, hanno scelto l’area per istituire un centro d’emergenza per l’ebola: qui verrebbero messi in quarantena eventuali cittadini americani ed anche keniani. I manifestanti hanno acceso fuochi e marciato minacciosamente anche verso la base aerea di Nanyuki, dove sono stati affrontati dall’esercito e dove si sono verificati scontri.

In Italia, al momento, dopo i test effettuati sul paziente rientrato in Sardegna dal Congo e sulla chirurga, non risultano positivi al virus. Secondo il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, non bisogna “preoccuparci, ma occuparci”. “Il rischio di contagio in Italia è veramente irrisorio, però dobbiamo lavorare“, ha detto Tajani a Morning News, su Canale 5, sottolineando che il ministero della salute sta “lavorando per adottare tutte le contromisure necessarie perché l’Ebola non arrivi da noi” e che siamo anche “pronti a inviare esperti in Congo” per contribuire alla lotta contro l’ebola. Il leader di Forza Italia ha aggiunto che il piano per gli ospedali “è già pronto” e che il governo “ha fatto tutto”. Intanto la Farnesina, su indicazioni di Tajani, ha disposto un finanziamento di 1.150.000 milioni di euro, firmato dal vice ministro Edmondo Cirielli, per sostenere la risposta umanitaria immediata in Congo. Il finanziamento andrà alle organizzazioni della società civile italiane con una presenza operativa nelle province colpite di Ituri, Nord Kivu e Sud Kivu, attraverso un Bando di primissima emergenza gestito dalla sede AICS-Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo di Nairobi, in coordinamento con l’ambasciata italiana a Kinshasa.

Positiva anche l’opinione di Francesco Vaia, già direttore della Prevenzione al ministero della Salute e oggi componente dell’Autorità garante nazionale per i diritti delle persone con disabilità. Secondo Vaia “non abbiamo bisogno di creare nessun allarme” né di “ricominciare con i bollettini quotidiani”. “Conosciamo questo virus, l’abbiamo già combattuto nel passato, abbiamo gli strumenti e le professionalità idonee per combatterlo e contrastarlo efficacemente ancora un’altra volta”, ha rassicurato ancora Vaia, raccomandandosi di non creare “inutile allarmismo”.

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