È una delle più antiche istituzioni dell’Unione europea. Istituito nel 1952 come Assemblea comune della Comunità europea del carbone e dell’acciaio, diventato poi nel 1962 Parlamento europeo, dal 1978 diventa l’unico organo ad essere eletto con suffragio universale diretto, vale a dire da tutti i cittadini membri dell’Ue e aventi diritto di voto. Dall’entrata in vigore del Trattato di Lisbona (2009), è composto da 750 membri più il presidente, che si rinnovano ogni cinque anni. La sua funzione è quella di adottare la legislazione dell’Unione europea, insieme al Consiglio dell’Ue e sulla base delle proposte provenienti dalla Commissione. Può inoltre decidere sugli accordi internazionali e in merito agli allargamenti. Tra i suoi compiti c’è anche quello di supervisionare sulle altre istituzioni. Ad esempio fa un “controllo democratico” su di loro. Ma non solo.

Il Parlamento elegge il presidente della Commissione e ne approva i membri, ma ha anche la possibilità di obbligare la Commissione a dimettersi, votando una mozione di censura. L’Assemblea ha anche il compito di elaborare il bilancio dell’Ue, insieme al Consiglio, e di approvare il “quadro finanziario pluriennale”. Di norma si riunisce a Strasburgo per quattro giorni al mese, ma a volte vengono organizzate delle sessioni supplementari a Bruxelles. Il numero di eurodeputati per ogni paese è variabile, proporzionale alla popolazione di ciascuno di essi. Per esempio l’Italia è chiamata a eleggere 73 europarlamentari che diventeranno 76 dopo l’effettiva uscita del Regno Unito. Attualmente il suo presidente è Antonio Tajani.

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