di Andrés Muschietti (2017) – IT (miniserie tv – 1990) di Tommy Lee Wallace

It o non It, questo è il problema. Se lo metti in lista metà dei fan storce il naso, l’altra metà esulta. Intanto si è esultato molto per la miniserie tv del 1990. Il Pennywise di Tim Curry è uno dei clown più terrificanti della storia (per questo, ma non solo, non ci è mai piaciuto il circo, nemmeno quello felliniano). Più misteriosamente spaventoso di X-Files, più inquietante di Twin Peaks, It andava comunque custodito con cura. Rifarlo a oltre 25 anni di distanza con il pilota automatico della CGI fa perdere la genuinità dell’impianto poetico perfino del capolavoro di King che, questa volta, nel libro era forse stato ancor più cruento nella descrizione, ad esempio, dell’uccisione del piccolo Georgie e aveva collocato il racconto negli anni cinquanta e plasmato una mancanza di speranza generale per i personaggi ragazzini che lasciava davvero atterriti. Ci sarà un sequel. Ma sappiamo già che per qualche settimana saremo impegnati lontano dal cinema.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Film in uscita, da I figli del fiume gialle a Tutti pazzi a Tel Aviv e poi Red Joan e Pet Sematary

next
Articolo Successivo

Bangla, ecco perché ci siamo innamorati di questo film (e c’entra anche un po’ Woody Allen)

next