Moda e Stile

Fuorisalone 2026, la guida completa: le installazioni più scenografiche e gli eventi nei distretti di Milano, da Alcova alla Statale e Dropcity

Dal 20 al 26 aprile Milano si trasforma in una mappa fittissima di mostre, palazzi aperti, labirinti, tunnel, piscine, cortili, ville razionaliste e installazioni immersive. Da MATERIAE in Statale a Brera, da Tortona a Porta Venezia, fino ad Alcova e Dropcity: ecco cosa vedere davvero, quartiere per quartiere

di Ilaria Mauri
Isola, Centrale, Sarpi: la Design Week si allarga davvero - 8/11

Isola, Centrale, Sarpi: la Design Week si allarga davvero - 8/11

Nel 2026 Isola Design Festival festeggia il decimo anniversario con TEN: The Evolving Now, ritornando a Fabbrica Sassetti come sede principale e riaffermando il proprio ruolo di piattaforma per designer emergenti e internazionale. Accanto a Fabbrica Sassetti ci sono Stecca3, Fondazione Catella e nuove collaborazioni con Designtech e Materially. A Isola cade anche una delle tappe di MATERIAE, con Studio Azzurro da Urban Up | Unipol. Poco più in là, sotto la Stazione Centrale, Dropcity si conferma uno dei progetti più radicali e utili della settimana: oltre alle mostre, apre al pubblico oltre dieci laboratori permanenti — ceramica, tessile, falegnameria, modellistica, stampa e fabbricazione 3D, Bio Lab e Trash Lab — trasformando i tunnel di via Sammartini in una vera infrastruttura culturale del fare.

Nel distretto Isola, tra le scoperte più suggestive di questa edizione, WIDEYES – Beyond Creative Movement apre eccezionalmente al pubblico i Chiostri cinquecenteschi di Santa Maria alla Fontana (21–24 aprile), trasformandoli in una piattaforma immersiva dove musica, design e architettura dialogano in modo inedito. Il progetto indaga il suono come materia progettuale, costruendo un’esperienza in cui ritmo, spazio e percezione si fondono, mentre l’installazione site-specific di Matteo Mauro — un trittico pensato per il primo chiostro — amplifica la dimensione sensoriale, mettendo in tensione la stratificazione storica del luogo con linguaggi contemporanei.

Da vedere poi, anche di passaggio, a Portanuova, il progetto Blooming Imperfection – Relationships in Progress, che trasforma il quartiere in un percorso diffuso che riflette sul valore delle relazioni nella società contemporanea, mettendo al centro l’idea di “Essere Progetto”. Attraverso installazioni monumentali firmate da Andrea Olivari, per la prima volta tradotte in forma fisica, l’itinerario si sviluppa nello spazio urbano a partire da un trittico di organi umani e si dirama lungo un tracciato che invita i visitatori a rallentare, osservare e interagire, facendo del design uno strumento di narrazione emotiva e consapevolezza collettiva.

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