Una deviazione finale: quello che vale la pena vedere, e perché - 11/11
Chi arriva a Milano per la prima volta rischia di farsi travolgere dalla quantità; chi la frequenta da anni sa che il segreto è un altro: costruirsi un percorso plausibile e poi improvvisare sul momento, tenendo conto sempre di due variabili tutt’altro che secondarie, il meteo e il traffico. Partire dalla Statale resta sensato, perché lì si capisce subito il tono dell’edizione. Poi conviene scegliere un asse forte: Brera per i grandi brand della moda e le installazioni più curiose, 5Vie per il lato più materico e sensoriale, Porta Venezia per il design che si intreccia meglio con moda e retail, Tortona/BASE/Superstudio per la massa critica e le grandi attivazioni, Alcova per l’effetto “solo per pochi giorni”, Dropcity per chi vuole vedere il progetto farsi infrastruttura, Triennale e ADI per la parte istituzionale, Sarpi e Isola per capire come il Fuorisalone continui a cercare, con fortune alterne, nuovi baricentri urbani.