La Statale, prima di tutto: MATERIAE resta il grande baricentro - 2/11
Il grande classico resta la Ca’ Granda dell’Università Statale, che dal 20 al 30 aprile torna a essere il cuore simbolico del Fuorisalone con MATERIAE, la mostra-evento diffusa di Interni, co-prodotta con Audi. È qui che, come ogni anno, si misura la capacità della settimana di tenere insieme architettura, industria, ricerca e pubblico generalista. Il progetto 2026 usa il termine latino materiae per allargare il concetto di materia: non solo materiali da costruzione o da rivestimento, ma anche discipline, saperi, argomenti, intersezioni tra ecologia, tecnica, filosofia, cultura d’impresa e sperimentazione. Le cinque sedi del progetto sono la Statale, l’Orto Botanico di Brera, Portrait Milano per Audi x Zaha Hadid Architects, Eataly Milano Smeraldo e Urban Up | Unipol in via De Castillia. Alla Statale si concentra il peso scenografico e simbolico dell’evento, ma il senso di MATERIAE è proprio diffondersi in città come una costellazione.
Intorno a questo baricentro si muove anche una parte importante del racconto più “instagrammabile” della settimana. È alla Statale che passa anche la mostra-evento di Interni più fotografata, ma il sistema si allarga rapidamente: all’Orto Botanico di Brera, Annabel Karim Kassar firma per ANNAKA con Rubner Haus e ABS Group un’installazione che ricrea un giardino perduto tra leggenda e architettura; a Portrait Milano, nel quadrilatero di Porta Venezia, Zaha Hadid Architects costruisce per Audi una delle tappe più attese del 2026; da Eataly Smeraldo, Giotto Calendoli rilegge il tema MATERIAE intrecciando progetto e cultura del cibo; mentre da Urban Up | Unipol, a Isola, Studio Azzurro porta il suo linguaggio immersivo dentro uno dei contenitori più interessanti della rigenerazione urbana milanese.