5Vie e asse Magenta-Sant’Ambrogio: il lato più teatrale e colto - 4/11
Nel quadrante storico di 5Vie il tono cambia: più artigianato, più materia, più racconto, più attenzione alla dimensione sensoriale. Il tema del distretto è QoT – Qualia of Things, cioè una riflessione su oggetti e spazi come presenze capaci di attivare immaginazione, memoria e sensazioni. È qui che si trova una delle immagini più forti della settimana: il labirinto fucsia di Lina Ghotmeh nel cortile di Palazzo Litta, progetto centrale di MoscaPartners Variations intitolato Metamorphosis in Motion, installazione site-specific che trasforma il cortile in un luogo di passaggio, sosta e metamorfosi. Sempre in 5Vie, all’ingresso delle Cavallerizze, studio mo man tai firma Re-campaign, quindici portali in tessuto ricavati da grandi banner pubblicitari dismessi, cromaticamente fortissimi e perfetti per chi cerca lavori capaci di fondere sostenibilità e spettacolo.
Nello stesso asse si incontrano anche ALMA WATER – La stanza del mare di Sara Ricciardi Studio in via Olona 4, padiglione sonoro e tattile ispirato all’acqua e alla Sardegna, e la terza tappa della mostra di Arpa con FENIX, Formica, Homapal e Getacore, curata da Federica Sala, che coinvolge Marion Mailaender, Parasite 2.0, RedDuo Studio, STORAGEMILANO, Studio GGSV e ZIMMER, con allestimento di (AB)NORMAL. Sempre da queste parti, CIMENTO affida a Patricia Urquiola un intervento al Convey Building, mentre Materia 2.0 costruisce nella propria materioteca un percorso in dodici moodboard e oltre cinquecento metri quadrati di superfici e composizioni materiche. È una zona dove il Fuorisalone si fa meno evento da “wow effect” immediato e più esperienza da sguardo lento, ma proprio per questo molte installazioni funzionano molto bene anche sul piano fotografico.