Ne “Il bambino Giovanni Falcone. Un ricordo d’infanzia” di Angelo Di Liberto (Mondadori), Giovanni ha sette anni e una passione per i tre moschettieri, che cerca di imitare ogni pomeriggio nei giochi con un amico speciale: un albero di ficus, contro cui si cimenta in infiniti duelli immaginari con una spada di legno. Mancano pochi giorni a Natale quando nella sua stanza trova una sorpresa: un meraviglioso presepe. Un pastore vestito di rosso, però, sembra inquietare il piccolo Giovanni, così come un delitto di mafia avvenuto in città. È proprio nei suoi duelli immaginari che Giovanni scopre il significato della parola coraggio, l’unica arma di cui si ha davvero bisogno per dire: “Non ho paura”.

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