Immortali, highlander, impossibili da uccidere. Forse è proprio per questo motivo che le province sono diventate l’ente più odiato di sempre. Più vecchio delle Regioni, più anziano della stessa Unità d’Italia, protetto dalla Costituzione, l’ente intermedio è oggi il simbolo dei carrozzoni inutili. Di più: l’emblema della casta e del privilegio. Anche adesso che una riforma riuscita a metà – quella di Graziano Delrio e Matteo Renzi – le ha ridotte a una forma ibrida: a causa della bocciatura del referendum costituzionale continuano a esistere ma con le competenze dimezzate. Una sorta di zombie, guidate da presidenti e consiglieri non eletti dai cittadini, con il personale ridotto ai minimi termini e i bilanci in rosso, le province sono tornate di nuovo al centro del dibattito politico. Per l’ennesima volta.

Sostieni ilfattoquotidiano.it ABBIAMO DAVVERO BISOGNO
DEL TUO AIUTO.

Per noi gli unici padroni sono i lettori.
Ma chi ci segue deve contribuire perché noi, come tutti, non lavoriamo gratis. Diventa anche tu Sostenitore. CLICCA QUI
Grazie Peter Gomez

Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Pensioni d’oro, Fico: “Tagliate quelle dei dipendenti della Camera. Risparmio da venti milioni l’anno”

next
Articolo Successivo

Indennità, dietrofront di Zanda: “Ritirerò proposta per salvaguardare Pd. E querelo Di Maio”. M5s: “Avevamo ragione noi”

next