7 UOMINI A MOLLO di Gilles Lellouche. Con Mathieu Amalric, Guillaume Canet, Benoit Poelvoorde, Jean-Hugues Anglade, Virginie Efira, Marina Fois, Leila Bekhti Francia 2018. Durata: 122’. Voto: 2,5/5 (AMP) 

Spiantati, depressi, rabbiosi, falliti, frustrati: benvenuti nel club degli “uomini a mollo”, altrimenti detto (alla francese, cioè ab origine) Le grand bain. Esperienza mascolina assolutamente inedita, quella di 7 uomini a mollo offre l’impresa mondiale della prima nazionale di nuoto sincronizzato di Francia. Brutti, panzoni e improbabili, i sette samurai della piscina tentano l’impossibile sotto la guida di due trainer donne, e a modo loro fanno la storia. Certo, la storia di un film di finzione naturalmente, che tanto distante non è dalle memorabili tracce di The Full Monty e di tutte le commedie (sociali, soprattutto) da allora proposte nel cine-filone “sfide sovrumane per gli esseri umani”. L’intreccio funziona ma non abbastanza da elevere questa fiaba all’efficacia promessa sulla carta, benché a Cannes (dove era presentata fuori concorso) sortì un buon successo di pubblico divertito. Il vero problema? Il doppiaggio in italiano dimezza il piacere dell’ascolto (e dunque della visione) perché si intuisce la battuta ma in italiano non ha alcun senso, e nulla di peggio esiste nella commedia  che la sua potenzialità comica non realizzata. Grande cast, è da memorizzare – comunque – fra le cose meglio riuscite la scena della performance olimpica.

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