IL RITORNO DI MARY POPPINS di Rob Marshall. Con Emily Blunt, Lin-Manuel Miranda, Ben Whishaw. USA/GB 2018. Durata: 130’. Voto: 3,5/5 (AMP) 

A oltre 50 anni dal primo e “inimitabile” capolavoro per famiglie ci prova Rob Marshall a sfidare il mito. E, a modo suo, ci riesce. Perché la magia è intatta e l’eroina che piove dal cielo concepita da P.L. Travers non può che trovarsi a proprio agio nella verve e nel bellissimo volto della Blunt. Dunque nessun rimpianto perché Il ritorno di Mary Poppins non pretende di adombrare il suo prototipo d’eccellenza ma ne segue garbatamente stili e atmosfere, musiche (originali e piacevoli, anche se quel Supercalifragilistichespiralidoso e co restano unici..) e mescolanze di genere e tecniche, con un’animazione che dialoga alla perfezione con il live action. Il racconto è ambientato 25 anni dopo il primo film, siamo in piena Depressione e profonda crisi del giovane neovedovo Michael Banks (Whishaw) che altri non è che uno dei fratellini cresciuti da Mary Poppins nella capitolo del ‘64. Lui ora è padre di tre “mocciosi” simpatici ma toccati dalle difficoltà del papà e dalla mancanza della mamma. Ovviamente ci pensa Mary Poppins a sistemare le cose, e con lei Jack, l’amico acciarino (non più spazzacamini, ormai..) incarnato dal divo di Hamilton Lin-Manuel Miranda. Zucchero (quanto basta) e camei amarcord: gli ultra novantenni Dick Van Dyke (magnifica e ultima icona vivente del brand..) e Angela Landsbury, l’attrice britannica finora più longeva.  Perché il tempo in Mary Poppins è relativo…almeno finché al Big Ben si possono spostare le lancette.