La Juventus vuole ammazzare il campionato. E la Serie A, che adesso riparte dopo quattro mesi di pausa, rischia di essere finita prima di ricominciare. Perché l’impressione è che i campioni, ormai da cinque stagioni consecutivamente, non siano mai stati così forti. Non per caso. L’operazione di Agnelli e Marotta è scientifica, studiata a tavolino: nel momento in cui hanno capito di non poter trattenere ancora Pogba, con i soldi della sua cessione record hanno deciso di comprare Gonzalo Higuain e Miralem Pjanic. Ovvero i due giocatori più forti e rappresentativi delle due rivali dell’ultima stagione.

Qualcosa che non è mai successa in passato. D’accordo il sogno europeo, la voglia di vincere anche oltre i confini: la Champions sarà sicuramente un grande obiettivo della squadra di Allegri. Ma la verità è che il calciomercato estivo dei bianconeri è stato orientato soprattutto sul campionato. Con 150 milioni di euro la Juventus avrebbe potuto comprare praticamente chiunque. Invece ha scelto di andare a prendere le due stelle di Napoli e Roma, avversarie principali nella corsa scudetto. Per dominare ancora e per anni in Italia, poi per l’Europa si vedrà. Da tempo la Serie A non è più il torneo più bello del mondo, primato che spetta ormai alla Premier League. Si pensava che sarebbe potuta diventare simile alla Liga spagnola, con poche squadre, sempre le stesse e sempre più forti, a lottare fra di loro. Invece la tattica spregiudicata della Juventus potrebbe portare ad una metamorfosi sul modello tedesco o francese: una dittatura di una singola squadra come Bayern Monaco o Psg, che si compra i giocatori migliori del campionato, e che salvo qualche sorpresa (il Dortmund o il Montpellier di turno) vince quasi sempre. Ma la Serie A non è mai stata così, e anche l’operazione della Juventus ha i suoi rischi. Per questo non è detto che l’esito del campionato sia scontato.

HIGUAIN, PJANIC E MILANESI ALLO SBANDO: JUVE IMBATTIBILE?
Pochi mesi fa la Juventus ha vinto lo scudetto con 9 punti di vantaggio sul Napoli e 11 sulla Roma. Cosa potrà fare quest’anno, con in rosa i due giocatori migliori delle sue avversarie? Il punto, infatti, non è tanto se i bianconeri siano più o meno forti dello scorso anno (questione su cui si potrebbe anche discutere). Quanto piuttosto che le rivali appaiono tutte più deboli. Sicuramente si è ridimensionato il Napoli, perdendo Gonzalo Higuain: la transazione dei suoi 36 gol alla Juventus non è matematica, ma un contraccolpo forte sarà inevitabile (anche per la travagliata estate del presidente De Laurentiis: la stagione dei partenopei non parte sotto i migliori auspici). Neanche la Roma ha sostituito Pjanic, puntando sul pieno recupero di Strootman (da valutare, dopo tutti questi infortuni) e su un giovane come Paredes. Il mercato, poi, ha portato rinforzi solo in difesa, e nessun grande nome per l’atteso salto di qualità. Il quadro è completato dalle milanesi, praticamente allo sbando, in piena transizione societaria. Il Milan ceduto da Berlusconi è un cantiere aperto, con una squadra (e tutto un apparato dirigenziale) ancora da costruire. L’Inter ha una formazione più competitiva, ha comprato un giocatore di livello internazionale come Banega e un nazionale come Candreva, attende anche Joao Mario fresco campione d’Europa col Portogallo. Ma ha cambiato nuovamente proprietà, finendo in mano ai cinesi, e poi anche allenatore a dieci giorni dall’inizio del campionato. Se De Boer farà meglio o peggio di Mancini lo dirà il campionato. Di certo l’immagine è quella di un club in lenta e difficile rifondazione. Si fa davvero fatica a pensare che una di queste squadre possa battere questa Juventus (che oltre a Higuain e Pjanic ha comprato anche Benatia, Pjaca e Dani Alves, e dovrebbe prendere almeno un altro centrocampista).

SQUADRA NUOVA E “DISTRAZIONE” CHAMPIONS PER TENERE IN VITA IL CAMPIONATO
Poi però ci sono anche delle piccole incognite in casa bianconera, ed è soprattutto a queste che si aggrappano le rivali. La Juventus sarà pur sempre una squadra nuova, che dovrà trovare equilibri diversi: specie il centrocampo, senza più il suo faro Pogba, sarà fisicamente meno dominante; mentre in attacco bisognerà far convivere due “prime donne” come Higuain e Dybala (entrambi fin qui hanno sempre reso al meglio quando erano stelle della loro squadra). La Champions, sogno proibito di società e tifosi, potrebbe rappresentare una “distrazione”, specie se i bianconeri dovessero andare fino in fondo. C’è poi anche una questione di cabala: tradizionalmente i campionati che vengono dopo un grande torneo internazionale sono sempre particolari, anche il prossimo potrebbe essere condizionato dal punto di vista fisico e psicologico dagli ultimi Europei e Copa America. Così come il terzo anno è un po’ un tabù per Massimiliano Allegri: a Cagliari neanche ci arrivò, al Milan visse una stagione molto difficile, preludio dell’esonero. Dettagli, appigli per sperare di avere un campionato combattuto, almeno come l’anno scorso (dove comunque il Napoli si è giocato il titolo fino allo scontro diretto di Torino, e la Roma dall’avvento di Spalletti ha marciato con media scudetto). Alla luce di ciò la garanzia maggiore, forse, resta proprio la Serie A. Che nella sua storia non ha mai accettato domini incontrastati di nessuno, prima dell’ultimo decennio, con i due cicli (molto diversi) di Inter e Juventus. Per questo era “il campionato più bello del mondo”. Ma oggi non lo è più. Allora la domanda non è tanto se la Juventus vincerà ancora, o chi potrà essere la sua rivale. Ma se riuscirà davvero a trasformare la Serie A in una Bundesliga o una Ligue 1 qualsiasi.

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