La Cina si prende Milano. Sponda nerazzurra, però. Dopo che le trattative di cessione del Milan vanno avanti tra alti e bassi da oltre un anno, prima dovrebbe concretizzarsi quella dell’Inter. Erick Thohir è pronto a passare la mano al Suning Commerce Group, colosso dell’elettronica da 17 miliardi di dollari di fatturato annuo che ha già investito nel calcio in Cina ed ora vuole sbarcare in Europa. La novità dell’ultima ora è che i cinesi non tratterebbero più per una quota di minoranza, ma per diventare subito soci maggioritari al 70% dell’Inter. Che così troverebbe finalmente un nuovo uomo forte dopo l’addio di Massimo Moratti: quello che in fondo non è mai stato Thohir, e che sarà Zhang Jindong, magnate dal patrimonio di 3,9 miliardi.

LA FORMULA: 400 MILIONI (TOTALI) PER IL 70% – Secondo le ultime indiscrezioni, Suning metterà sul piatto circa 400 milioni di euro per il 70% del club: i cinesi rileverebbero interamente le quote di Moratti (il 29,5%), più una fetta consistente (la metà?) di quelle di Thohir. La definitiva liquidazione del vecchio socio sarebbe la mossa per superare l’impasse nella trattativa: fin qui si era sempre parlato della cessione di un 20% della società, ipotesi che però allettava poco i cinesi interessati a pesare subito di più, mentre Thohir non voleva saperne di uscire di scena. In serata lo stesso Moratti si è pronunciato sulla questione, con parole prudenti ma anche di apertura: “Eravamo rimasti ai discorsi inerenti la cessione del 20%, ma se ci saranno sviluppi si può arrivare a qualsiasi situazione”. Suning si accollerebbe il debito di circa 220 milioni nei confronti di Goldman Sachs, e verserebbe cash il resto della somma nelle tasche di Moratti e Thohir per rilevare le loro azioni (senza dimenticare i circa 100 milioni che l’indonesiano ha prestato al club: anche quelli potrebbero essergli restituiti). Complessivamente, la società verrebbe così valutata tra i 500 e i 600 milioni di euro; ben più dei 300 del 2013 al momento della cessione a Thohir, e anche dei 399 milioni della valutazione fatta di recente dall’istituto Kpmg. Rapidi anche i tempi del closing: entro fine giugno, per dare un assetto definito già in tempo per la prossima stagione.

IL COLOSSO DELL’ELETTRONICA – Un investimento importante, che non può spaventare il Suning Commerce Group: colosso dell’elettronica e degli elettrodomestici nato nel 1996, che in vent’anni è riuscito a toccare i 17 miliardi di dollari di fatturato e a prendersi da solo circa il 20% di tutto il mercato cinese di settore. La multinazionale, che è partita dalla vendita di condizionatori e ora possiede anche un centro di ricerca nella Silicon Valley, dà lavoro ad oltre 13mila dipendenti, conta 1.600 negozi tra Cina e Hong-Kong ed è in continua espansione. Così il suo proprietario, Zhang Jindong, può vantare un patrimonio personale di quasi 4 miliardi di dollari, e viene considerato dalla rivista Forbes il 403° uomo più ricco al mondo. La nuova frontiera è proprio il pallone: nel 2015 ha acquistato lo Jiangsu, squadra della Premier cinese che sta provando a rilanciare a colpi di acquisti faraonici (come Alex Teixeira e Ramires); di recente ha investito 350 milioni nella web-tv PPTV con cui trasmetterà le partite della Liga spagnola. Il futuro è in Italia, con l’Inter.

UN AFFARE PER TUTTI (SPECIE PER THOHIR) – Se la trattativa andrà effettivamente a buon fine, la cessione dell’Inter potrebbe rivelarsi un affare per tutti. Per Suning, che troverà la piazza giusta per sbarcare sul mercato europeo ed espandere i propri confini. Per i tifosi nerazzurri: dopo anni di incertezza, l’Inter potrebbe avere finalmente una proprietà solida e forte. Questo non cancellerà tutto d’un tratto la difficile situazione economica e i vincoli del fair-play finanziario (che potrebbero comunque essere ridiscussi), ma certo i cinesi porterebbero nuova linfa e risorse fresche nelle casse del club, con cui progettare un futuro da grande. Soprattutto, sarà un affare per Erick Thohir: nel 2013 aveva investito 75 milioni di euro per prendersi il 70% delle quote di Moratti (più il carico del debito), per una valutazione complessiva intorno ai 300 milioni. Dopo tre anni è pronto a rivendere con una plusvalenza importante, senza rimetterci un euro (i 100 milioni che ha investito nell’Inter sono stati prestati al club, e gli dovranno essere restituiti), e mantenendo anche una quota azionaria di rilievo. Non era lui, evidentemente, il grande presidente che l’Inter aspettava. Ma ha aiutato i nerazzurri ha trovare l’uomo giusto. E per questo sarà ricompensato.

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