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Kuss si prende la tappa regina del Giro d’Italia: eroico Ciccone, si consola con la maglia azzurra. Cambia la classifica generale

La Visma-Lease a Bike si prende anche l'arrivo di Alleghe. Vingegaard controlla, Hindley supera Arensman. Bene anche Piganzoli e Caruso
Kuss si prende la tappa regina del Giro d’Italia: eroico Ciccone, si consola con la maglia azzurra. Cambia la classifica generale
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Sepp Kuss trionfa in solitaria nella tappa regina del Giro d’Italia 2026, i 151 km tra Feltre e Alleghe. Quando non vince Jonas Vingegaard, vince comunque la sua Visma-Lease a Bike: oggi la maglia rosa ha controllato la corsa e dato via libera al suo gregario statunitense, che è stato semplicemente perfetto. Beffato a 2,2 km dall’arrivo Giulio Ciccone, che aveva sognato l’impresa ma è stato costretto a cedere: si consola però con la conquista della maglia azzurra di miglior scalatore, sottratta proprio a Vingegaard dopo aver conquistato quattro dei sei Gpm di giornata. Cambia la classifica generale: recupera il canadese Derek Gee, secondo al traguardo. Sale in terza posizione Jay Hindley, che scavalca Thymen Arensman.

Kuss ha tagliato il traguardo da vincitore con 14″ su Gee e 37″ su Ciccone. La coppia del team LidlTrek fa parte di coloro che hanno reso spettacolare questa 19esima frazione, che comprendeva 6 Gpm e tra questi il Passo Giau, cima Coppi del Giro. Sono andati all’attacco fin da subito, sulle rampe del Passo Duran. Con loro, tra gli altri, anche Damiano Caruso e Michael Storer, che hanno provato a far saltare il banco in classifica. Ciccone ne ha approfittato per fare il pieno di punti per la maglia azzurra: ora è davanti a Vingegaard di 57 punti, la missione è quasi compiuta.

A Passo Falzarego, ultimo Gpm prima di quello finale, è arrivato però lo sgarbo di Rubio: il colombiano ha superato l’abruzzese, facendolo transitare secondo. “Penso che non abbia avuto rispetto, sul Gpm mi sono fidato e ha fatto una mossa da piccolo corridore“, ha spiegato a RaiSport Ciccone. Che, dopo il litigio con lo spagnolo, ha deciso di scattare in discesa: “La rabbia mi ha dato ancora più grinta per fare qualche curva in modo spericolato”. Ha guadagnato fino a un minuto, ma poi ha subito la rimonta di Kuss, che faceva a sua volta parte della fuga.

Dietro, dopo tanto controllo, sull’ultima ascesa ai Piani di Pezzè c’è stato il forcing prima della Decathlon e poi della Red Bull-Bora-Hansgrohe con un ritrovato Giulio Pellizzari (era in fuga, una volta raggiunto ha lavorato per aiutare il capitano Hindley). Ne hanno pagato le conseguenze soprattutto Thymen Arensman e Afonso Eulalio. Il leader della NetCompany Ineos ha perso la seconda posizione a favore proprio di Hindley. Il portoghese invece ha pagato più di un minuto da Davide Piganzoli: il 23enne gregario di Vingegaard ora è distante un minuto e tre secondi, può ancora cullare il sogno di conquistare la maglia bianca.

Sabato infatti c’è l’ultima tappa vera del Giro, prima della passerella a Roma. Si parte da Gemona del Friuli e si sale due volte a Piancavallo. Le residue energie saranno decisive per scrivere la classifica finale del Giro d’Italia 2026. L’Italia è fuori dalle posizioni che contano, ma si consola per ora con la maglia azzurra di Ciccone e spera nella maglia bianca di Piganzoli. Intanto, in top ten c’è sempre il veterano Caruso, protagonista anche oggi a 38 anni. Lui c’è sempre, in attesa di futuri campioni.

La nuova classifica generale del Giro d’Italia

  1. Jonas Vingegaard (Team Visma | Lease a Bike) — 0:00
  2. Felix Gall (Decathlon CMA CGM Team) — +4:03
  3. Jai Hindley (Red Bull – Bora – Hansgrohe) — +5:04
  4. Thymen Arensman (NetCompany Ineos) — +5:33
  5. Derek Gee (Lidl-Trek) — +6:31
  6. Afonso Eulalio (Bahrain Victorious) — +7:26
  7. Michael Storer (Tudor Pro Cycling Team) — +7:50
  8. Davide Piganzoli (Team Visma | Lease a Bike) — +8:29
  9. Damiano Caruso (Bahrain Victorious) — +9:01
  10. Egan Bernal (NetCompany Ineos) — +11:19

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