Mentre Sinner riscrive la storia, Jannik sorride, stringe mani, si commuove: un esempio positivo
di Flavia Palomba
La terra rossa torna a tingersi di azzurro, dopo 50 anni. Semplicemente leggendario. Non parlo soltanto della trentaquattresima vittoria consecutiva, nobilissima per carità, quanto dell’effetto che questo giovanissimo altoatesino sta portando con sé.
Tutti conoscono Jannik Sinner, il Re, dai più giovani ai più anziani; chi non ha tifato almeno una volta in questi ultimi anni quel ragazzino magro, timido, dai capelli rossi che sta diventando uomo partita dopo partita? Incarna alla perfezione l’amico di tutti noi, stabilendo un invisibile contatto empatico con il “suo” pubblico. Il fratellino minore, il ragazzo della porta accanto, ed allo stesso tempo l’eroe immenso che ha riscritto la storia del tennis italiano, stimolando un cambiamento profondo a livello culturale, nel bel Paese.
Ed anche economico s’intende.
Un esempio positivo, una volta tanto, per i giovanissimi che oltre ad avvicinarsi allo sport, cominciano a comprendere che dietro il successo si nasconde tanta fatica. Nessuno ti regala niente, dietro ogni sollevamento di coppa, ci sono giorni, mesi ed anni di duro allenamento, di abnegazione. Ed è questo l’insegnamento che serve, l’esempio positivo, per chi crede nel successo facile, basato sul nulla. Oggi molti ragazzi stanno diventando vittime di falsi idoli. Questo non giova ai più piccoli, non ancora dotati degli anticorpi per poter scegliere.
Siamo di fronte ad un eroe umile, quasi inconsapevole di un successo planetario, mentre Sinner riscrive la storia, Jannik sorride, stringe la mano, si commuove, come tanti. A volte la bravura non basta per diventare idoli, è necessario quel carisma divino, che porta all’ammirazione, all’identificazione e all’emulazione.
L’altra sera, chi non è rimasto con il fiato sospeso, mentre Jannik per un attimo, perdeva il fiato, quasi annaspava, sotto gli occhi di una spaventata platea, di fonte ad un monolitico Medvedev dal cui volto non trasparivano emozioni? Chi non ha condiviso l’ansia della mamma corsa via dagli spalti? Non solo un ragazzo pulito, ma anche l’immagine di una famiglia perbene, unita.
Non a caso anche il discorso finale, è stato perfetto nella sua genuinità, che ha saputo conquistare anche il granitico “Signor Mattarella”, che con lo sguardo bonario quasi di un nonno… avrà augurato il meglio a questo ragazzo, affinchè il successo non lo cambi, perchè il segreto di quell’amore sconfinato da parte del pubblico risiede nella sua semplicità, nell’umiltà che è propria dei grandi.