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Scelti da Il Fatto Quotidiano

Fabrizio d'Esposito

Inviato del Fatto Quotidiano

Giornalista, inviato del Fatto Quotidiano.

Virginia Della Sala

Giornalista

Sono nata nel 1989 e sono irpina. Ho amato gli studi scientifici del liceo, poi anche quelli letterari all'università. Poi è arrivato il giornalismo, senza sapere perché. Gavette nei giornali locali subito dopo il diploma e scuola di giornalismo a Urbino, dove ho iniziato a capire cosa significasse davvero fare questo lavoro h24. Giornalista professionista, ho scritto per la cronaca di Napoli di Repubblica, collaborato con il visual desk di Repubblica.it e con l'Huffington Post. Ovunque, dove posso, scrivo di ambiente, digitale e di tecnologia. Ma anche di quelli che mi piace definire “problemi reali”.

Marco Castoro

Appunti di un freelance

Sono un giornalista. Professionista da gennaio 1990. Per vent’anni sono stato a Il Tempo. Percorrendo tutta la trafila (da praticante a caporedattore centrale). Sono contento e orgoglioso di aver usufruito degli insegnamenti della vecchia scuola. Dopo un avvio da galoppino, ho fatto l’inviato ai Mondiali di calcio e al terremoto di Nocera Umbra, il capo dello sport e poi il capocronista. Nel 2007 sono approdato a Italia Oggi. Dopo 6 anni ho deciso di provare una nuova avventura: ho fondato - assieme ad altri colleghi (pazzi come me) - il quotidiano La Notizia. Mi diverto molto a fare il freelance. Ho ancora voglia e entusiasmo di scovare le notizie. Sono nauseato dalla politica e quindi ormai faccio di tutto per scrivere solo di televisione e di calcio. Nel mio blog raccolgo i miei articoli. Sono presente su Facebook e Twitter.

Francescomaria Tedesco

Filosofo del diritto e della politica

Sono nato a Crosia nel 1973 e sono dottore di ricerca in Teoria e storia del diritto. Sono abilitato alle funzioni di professore universitario di II fascia in Filosofia politica. Attualmente sono assegnista di ricerca in Filosofia del diritto presso l’Università degli studi di Camerino. Sono stato borsista presso l’Istituto Italiano di Scienze Umane di Firenze e per 5 anni assegnista presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Sono stato professore di Diritti umani presso l’Università per stranieri di Perugia. Ho tenuto seminari e lezioni in molte università. Sono autore di numerosi saggi e articoli, voci enciclopediche, ed ho scritto tre monografie: Introduzione a Hayek (Laterza, Roma-Bari 2004), Diritti umani e relativismo (Laterza, Roma-Bari 2009), Eccedenza sovrana (Mimesis, Milano 2012). Ho collaborato coi quotidiani Europa e Pagina99. Tengo un blog personale dal nome 'Le Palais du Rire'.

Marco Canestrari

Developer e blogger

Sono nato nel 1983 a Pavia, dove ho conseguito il diploma scientifico e frequentato per alcuni anni l'Università, che ho lasciato quando ho iniziato a lavorare a Milano. Nel 2010 mi sono trasferito a Torino dove ho svolto la mia attività di web developer come libero professionista. Nello stesso anno ho girato, insieme a Salvatore Borsellino, 19 luglio 1992 - una strage di Stato, un documentario sulla Trattativa distribuito dal Fatto Quotidiano. Durante l'anno sabbatico che mi sono preso nel 2015, ho scritto Uber è morto, Viva Uber!. Vivo a Londra da novembre 2015

Tiziana Ciavardini

Giornalista e antropologa

Sono una antropologa culturale e giornalista Italiana. Ho studiato presso l’Università La Sapienza di Roma e per anni mi sono dedicata allo studio delle religioni. Sono stata ricercatrice ed ho insegnato presso il Dipartimento di Antropologia nella Facoltà di Scienze Sociali dell’Università Cinese di Hong Kong e sono tuttora Phd Candidate. Ho svolto una ricerca inedita presso i tagliatori di teste del Borneo in una zona del West Kalimantan. Sono autrice di numerose pubblicazioni accademiche, saggi e articoli di attualità. Ho vissuto più di 24 anni fuori dall’Italia, in Medio Oriente, in Estremo Oriente e nel Sud Est Asiatico. Gli ultimi 12 anni li ho trascorsi nella Repubblica Islamica dell'Iran, paese dove mi reco frequentemente, che amo da sempre e del quale spesso denuncio i gravi problemi. Conosco l’Islam Sunnita e l’Iran Sciita. Da quando Hassan Rohani ha assunto l’incarico di Presidente della Repubblica Islamica dell’Iran, ho iniziato a seguire gli eventi ed i programmi della sua nuova amministrazione. Molti miei articoli sono stati tradotti e pubblicati sui maggiori quotidiani iraniani e spesso l’Iran mi concede la rara possibilità come giornalista straniera di scrivere per loro testate appartenenti sia all’ala ultraconservatrice che quella riformista. Ho intervistato le massime autorità iraniane e ho commentato più volte in Iran le lettere contro l'Islamofobia della Guida Suprema Iraniana Ayatollah Khamenei.

Luther.gov

Retroscena digitali a Palazzo

A che punto è l'agenda digitale? Annunciata, rilanciata, sbandierata, la rivoluzione digitale in Italia non è mai arrivata. A Palazzo però ci lavorano alacremente. Vi raccontiamo come.

Crampi Sportivi

Lo sport raccontato dal divano

Crampi Sportivi è una rivista online di approfondimento sportivo fondata nel maggio 2013. Ripudia la retorica, il buonismo, l’ingiustizia, la discriminazione razziale e le squadre che difendono con dieci uomini dietro la linea del pallone. Ripudia gli scarpini troppo colorati, i nostalgici dei bei tempi andati, i centrocampisti che non tirano mai e i tennisti che non scendono a rete. Ama uno sport raccontato dal divano, ma anche analizzato dalla scrivania. Il tentativo è quello di portare Zinedine Zidane e Dennis Rodman a cena dal professor Heidegger.

Ordine Psicologi Lazio

Ordine professionale

L'Ordine Psicologi Lazio ha intrapreso un percorso non convenzionale per un Ente pubblico: conversare direttamente con i cittadini, attraverso la lettura dei principali fatti di cronaca e attualità da una prospettiva psicologica. Vogliamo comunicare, ascoltare, confrontarci, progettare, innovare... insomma, scrollarci di dosso lo stereotipo di professionisti criptici e cervellotici, ed essere visti per ciò che realmente siamo: promotori e facilitatori di qualità di vita e lavoro.

Nuovi Blogger

Gianluigi Paragone

Giornalista, conduttore televisivo

Ho 44 anni. Nel frattempo mi sono sposato, ho fatto due figli, mi sono divertito, ho suonato. E ho lavorato. Tanto. Mi piace cambiare posto di lavoro: dopo Prealpina, Rete55, AdnKronos, Padania, Libero e Rai, eccomi a La7. Non ho paura delle sfide, nel senso che non mi fanno uscire di testa se vanno bene e non mi abbattono se vanno male. Per noi scout è normale. Adoro la musica, non potrei vivere senza. Bruce su tutti. In Italia Vasco e Bennato. Mi piace il calcio. Il basket di più. Ho indossato la giacca e la cravatta. Non mi donavano granché. Cancellare le vecchie foto? Nemmeno per sogno. Mi sono rimesso i jeans e l'orecchino. Sto decisamente più a mio agio. Non voglio essere credibile. Voglio essere creduto. Pensavo di avere in tasca la soluzione dei problemi italiani. Ho sbagliato, l'ho ammesso. Con la politica sono in pari: mi ha messo in Rai come vicedirettore, ha brigato per levarmi. Ho agevolato loro il compito e me ne sono andato. Da vincitore: lasciare un contratto a tempo indeterminato non è da tutti. In poche parole, non ho più debiti con il Palazzo. Non ho tesi da proporre. Mi basta raccontare le ingiustizie e il malaffare. Per questo faccio girare il microfono tra i cittadini. In tv e ora anche in radio. Con quella pazza di Mara Maionchi su Radio105.

Vincenzo Fenili

Ex operatore dei servizi segreti e pilota Alitalia

Dopo una vita nei servizi e come contractor per il Ros, nel 2016 ho pubblicato In missione (Chiarelettere 2016) Sono nato a Firenze nel 1958, ho fatto il primo lancio con il paracadute nel 1977 e due anni dopo sono entrato nell’Arma dei Carabinieri. Nel 1980, ho ricevuto il brevetto di pilota e sono stato arruolato nel network di GLADIO partecipando a numerose missioni fra le quali la rendition di un noto brigatista nero rifugiatosi in Paraguay e un’operazione di controinformazione tra Sudafrica ed Europa, accumulando nel frattempo migliaia di ore di volo su jet e diventando pilota istruttore. Conclusa la guerra fredda, dopo aver operato sul fronte balcanico nel corso del conflitto nella ex Iugoslavia, sono diventato contractor del ROS che mi ha chiesto di partecipare come agente sotto copertura, usando la mia qualifica di pilota Alitalia, a due grandi operazioni contro il traffico internazionale di stupefacenti: le operazioni Pilota e Sinai. Alla fine degli anni Novanta, ormai “bruciato”, ho lasciato la compagnia di bandiera e mi sono trasferito a Phnom Penh, in Cambogia, dove sono stato impegnato nel contrasto al riciclaggio internazionale. Il mio primo libro, Supernotes (con Luigi Carletti, Mondadori 2014), è stato tradotto in tutto il mondo e prossimamente diventerà un film. Le rivelazioni riportate in Supernotes non sono mai state contraddette né smentite nei fatti.

Vincenzo Lo Cascio

Manager, esperto del mondo penitenziario

Sono nato a Palermo e cresciuto a Termini Imerese, la famosa cittadina che ha ospitato la Fiat. Ho lavorato alle dipendenze del Ministero della Giustizia e sono stato il promotore e coordinatore del lavoro di pubblica utilità con delega alla gestione del protocollo Anci/Dap. Nel 2010 sono stato nominato Garante dei diritti detenuti di Roma Capitale. Sono l’ideatore del programma televisivo Altrove Liberi di sperare condotto da Maurizio Costanzo. Oggi svolgo mansioni di Manager grazie alla aspettativa speciale concessami dal Ministero della Giustizia. Dirigo un fondo di investimento pubblico e privato che si interessa di illuminazione pubblica per le smart cities. Nel 1990 la carriera in divisa mi allontana dalla Sicilia. Inizia il mio debutto nella pubblica amministrazione indossando l'uniforme degli agenti di custodia prima e polizia penitenziaria dopo. Mi sono occupato prevalentemente di gestione di detenuti sottoposti al 41 bis e proprio da quei reparti speciali mi sono reso conto che bisognava intervenire sulla popolazione detenuta per creare un muro tra chi il crimine lo organizzava e chi invece veniva utilizzato.

Più attivi

Beppe Giulietti

Giornalista

Giuseppe Giulietti è nato a Roma il 19 ottobre 1953. Le scuole elementari le ha fatte a Napoli, le medie e il liceo classico a Venezia, l’Università invece a Roma, dove ha pensato bene di laurearsi in Lettere dedicando la tesi agli anabbatisti perché già allora provava una irresistibile attrazione per gli eretici, gli irregolari, quelli che diffidano dei dogmi e delle sante o laiche inquisizioni. Alla Rai ci è arrivato nel 1979 dopo aver vinto il primo concorso che l'azienda decise di bandire per giornalisti praticanti. Dopo un decennio trascorso nella sede del Veneto, fondò con tanti altri il gruppo di Fiesole, da qui la successiva attività sindacale nell’Usigrai, il sindacato dei giornalisti della Rai, e nella Federazione della Stampa. Attualmente è il portavoce di Articolo 21, associazione fondata e presieduta da Federico Orlando, siede in Parlamento nel gruppo misto ed è componente della commissione cultura della Camera dei deputati. Non coltiva grandi sogni salvo quello di vedere unite tutte le opposizioni, politiche e sociali, non solo per mandare a casa Berlusconi, ma soprattutto per liberare l’Italia dal berlusconismo, una malattia che ha già contagiato milioni di italiani e persino chi crede di esserne immune.

Fabio Marcelli

Giurista internazionale

Nato il 15 marzo del 1956 a Roma, sono dirigente di ricerca dell’Istituto di studi giuridici internazionali del CNR, e dirigente dell’Associazione dei giuristi democratici a livello nazionale, europeo e internazionale. Ho scritto dodici libri e oltre cento articoli su temi di diritto e relazioni internazionali.

Lavoce.info

Watchdog della politica economica italiana

La crescente concentrazione di potere mediatico nel nostro Paese condiziona il confronto civile spingendo a schierarsi, a prendere posizioni estreme. Si può solo essere pro o contro. Pressoché bandite dalle TV le riflessioni, le analisi, l'informazione che vada in profondità. Vogliamo usare la nostra voce in un altro modo. Dal luglio 2002, quando è nata lavoce.info, cerchiamo di informare e di offrire uno strumento di approfondimento per chi non si accontenta del giudizio sommario e delle parole d'ordine. Una voce libera e indipendente. Informiamo e, soprattutto, proponiamo analisi indipendenti di fatti e notizie, con lo scopo di offrire un servizio utile a tutti coloro che accettano di misurarsi, senza pregiudizi, su questioni complesse. La nostra ambizione? Essere competenti nella critica, provocatori nei contenuti ed equilibrati nelle proposte. Vogliamo essere qualcosa che in Italia manca: una testata, che svolga la funzione di "watchdog", di cane da guardia, che valuti criticamente la politica economica, disinteressandosi dell'uso politico che può essere fatto di ciò che scrive. È un ruolo ambizioso ma non presuntuoso e, crediamo, importante. Soprattutto in un momento in cui ogni errore tecnico, ogni difetto di progettazione o ritardo ha costi molto elevati per il nostro paese. La redazione de lavoce.info è attualmente costituita da 36 membri "stabili" e da un grande numero di collaboratori. Il comitato di redazione, responsabile dei testi non firmati, è attualmente formato da Angelo Baglioni, Massimo Bordignon, Francesco Daveri, Maria De Paola e Michele Polo. Alessandra Casarico svolge il ruolo di tesoriera. I membri della redazione in aspettativa per incarichi parlamentari o di governo scrivono su temi non attinenti al loro incarico e non partecipano alle scelte redazionali. Alla vita de lavoce.info ha partecipato anche Riccardo Faini, scomparso il 20 gennaio 2007.

Guido Scorza

Docente, avvocato e giornalista

Avvocato, giornalista pubblicista, blogger at guidoscorza.it e Presidente dell’Istituto per le politiche dell’innovazione. Insegno diritto delle nuove tecnologie in diverse università italiane e scrivo, con poca fantasia, delle stesse materie su diversi giornali e periodici online e offline: L’Espresso, Wired.it, Punto Informatico, PC Magazine, Win Magazine, Office Magazine, Computer Business Review, Internet Magazine e Quale computer. Mi occupo da oltre dieci anni di politica dell’innovazione e di difendere i diritti civili in Rete convinto come sono che Internet possa e debba divenire la nuova agorà democratica del Paese che verrà.

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