Alla faccia dell’anno di transizione. Senza Pirlo, Vidal e Tevez, battere la Juventus doveva essere più semplice. Come la stagione passata senza Antonio Conte, del resto. Fiumi di inchiostro sulle possibilità di ricambio al vertice, le speranze di tutte le rivali corroborate anche dall’inizio di stagione disastroso. Ma alla fine i bianconeri hanno rivinto ancora una volta, dimostrando di poter prescindere dai singoli (giocatori o allenatori che siano), grazie ad una macchina ormai perfettamente rodata dentro e fuori dal campo. Che non ha intenzione di fermarsi neppure dopo il quinto scudetto consecutivo.

IL CICLO INIZIA ORA – C’è una differenza fra il titolo della stagione scorsa e quello di questa stagione. La Juventus 2014/2015 sembrava una squadra un po’ “arrivata”, con l’ossatura della formazione avanti negli anni (Pirlo) o in aria di trasferimento (Vidal, Tevez). La Juventus 2015/2016 ha enormi margini di crescita davanti a sé: escludendo l’inossidabile Buffon, l’undici titolare ha un’età media di 28,3 anni, che si abbassa però sensibilmente (fino a 25,3) con l’inserimento dei vari Rugani, Cuadrado, Sturaro e Morata, riserve solo sulla carta. La vittoria del quinto scudetto non chiude un ciclo, ne apre un altro. Anche perché la squadra verrà sicuramente rinforzata con i soldi della Champions (circa 85 milioni, complessivamente) in virtù di un bilancio molto solido (anche se leggermente in perdita). Una situazione privilegiata che nessun altro in Italia può vantare: certo non le milanesi in piena crisi economico-societaria, neppure la Roma degli americani o il Napoli di De Laurentiis, con un fatturato più basso rispettivamente di 150 e 200 milioni di euro.

RINFORZI DAL MERCATO – Il punto di (ri)partenza è la conferma di Massimiliano Allegri, che ha resistito alle lusinghe dall’estero (e forse anche dalla Figc per la nazionale), per proseguire la striscia di successi e magari dare l’assalto definitivo alla Champions, quest’anno sfumata negli ottavi contro il Bayern Monaco più per sfortuna che per demerito. Per farlo, servirà un mercato all’altezza e questa potrebbe essere l’estate buona per il tanto agognato “top player”: il nome più in voga è quello di Edinson Cavani, che con Dybala formerebbe una delle coppie più forti d’Europa. Un innesto di qualità a centrocampo potrebbe fare ancora di più la differenza. Specie se la società riuscisse a trattenere Pogba (richiesto dai principali club del continente) e Morata (su cui il Real Madrid vanta il famoso diritto di “recompra”). Se dovessero partire, invece, Marotta si ritroverebbe in mano un tesoro di oltre 100 milioni con cui rifondare la squadra. In entrambi i casi, la Juventus che verrà sarà più forte di quella che ha già dominato il campionato.

FUTURO BIANCONERO – Questo per quel che riguarda il presente. Ma la società di corso Galileo Ferraris lavora anche in prospettiva. Gli acquisti principali dell’ultima stagione sono stati i due talenti migliori della Serie A: Paulo Dybala, subito protagonista, capace di cancellare il rimpianto di Tevez; Daniele Rugani invece ci ha messo parecchio a guadagnare spazio, Allegri gli ha fatto fare un anno di apprendistato a bottega da Barzagli & Co., di cui sarà presto pronto a raccogliere l’eredità. In estate arriverà Domenico Berardi, gioiellino del Sassuolo che non ha ancora trovato la vera consacrazione, ma a 21 anni ha all’attivo 38 reti in Serie A, numeri senza precedenti. Soprattutto, Marotta e Paratici, braccio e mente del mercato bianconero, hanno già messo le mani su tutti i giovani più promettenti del panorama italiano, con un occhio sempre vigile anche all’estero: Stefano Sensi e Rolando Mandragora, centrocampisti di Cesena e Pescara rivelazioni dell’ultima Serie B, sono stati opzionati; Marcello Trotta, otto gol nella prima parte di stagione ad Avellino, è già sbarcato a gennaio a Sassuolo, società con cui la Juve è abituata a lavorare in sinergia. Buchel, Caprari, Lapadula sono altri nomi nel radar. Mentre dal Brasile (non si sa ancora quando) sbarcherà Matheus, 18 anni compiuti da poco, stellina del Corinthians. Il futuro è bianconero, insomma. Napoli, Roma e tutte le avversarie sono avvisate: battere la Juventus l’anno prossimo (e in quelli a venire) sarà ancora più difficile.

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