Sei soldati francesi sono rimasti feriti in raid con drone a Erbil
Sei soldati francesi sono rimasti feriti in un “attacco con drone” a Erbil, nel Kurdistan iracheno. Lo annuncia lo Stato Maggiore francese.
Sei soldati francesi sono rimasti feriti in un “attacco con drone” a Erbil, nel Kurdistan iracheno. Lo annuncia lo Stato Maggiore francese.
Momenti chiave
Sono state udite esplosioni nel centro di Dubai. Vengono segnalate anche sirene a Gerusalemme per una possibile nuova ondata di missili.
Il ministero degli Esteri iraniano ha confermato che la nuova Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, è ferito ma ha assicurato che si sente bene. Ieri la Cnn ha riportato che Khamenei ha subito una frattura al piede e altre lievi ferite nel primo giorno di bombardamenti di Usa e Israele in Iran, quando è stato ucciso il padre Alì Khamenei e sua moglie.
I continui attacchi iraniani hanno innescato una serie di incendi nella regione del Golfo. Lo riporta la Bbc. Oltre alle due petroliere incendiate dopo un attacco vicino al porto meridionale iracheno di Bassora, in Bahrein si è verificato un grave incendio dopo che l’Iran ha preso di mira i serbatoi di petrolio e carburante vicino all’aeroporto internazionale. Il fumo, scrive Bbc, è così denso che le autorità stanno esortando la popolazione a tenere le finestre chiuse. In Oman, le squadre antincendio stanno ancora lavorando per contenere un incendio nei serbatoi di carburante dopo l’attacco di ieri al porto di Salalah. L’Oman ha ora ordinato l’evacuazione delle navi presso il suo terminal di esportazione petrolifera come misura precauzionale.
Sono almeno 11 i morti e oltre 30 i feriti nei bombardamenti lanciati dall’esercito di Israele sulla capitale del Libano, Beirut. Attachi a Ramlet el-Baïda, sul lungomare di Beirut, hanno ucciso otto persone, come riporta il ministero della Salute libanese. L’attacco con drone su un’auto ha preso di mira la costa di Beirut che, dall’inizio della guerra, è rifugio per migliaia di sfollati che dormono per strada o nei loro veicoli dopo essere evacuati, secondo le istruzioni israeliane, dalle loro case al sud o dalla periferia meridionale di Beirut. Nel distretto di Aley, l’esercito israeliano ha poi bombardato Aramoun due volte, uccidendo tre persone e ferendo un bambino. Lo riporta L’Orient Le Jour.
“La base italiana a Erbil è una base all’interno di un comprensorio che comprende altre basi di altri paesi, non sappiamo se l’attacco era diretto contro gli italiani o contro quell’insediamento in generale”. Lo dice Antonio Tajani a Realpolitik su Rete4. Alle domande sulle conseguenze di un atto ostile di questa portata, il ministro degli Esteri precisa che intanto “non si capisce se sia stato un missile iraniano o di milizie filo iraniane”, certo è che “sappiamo che quella parte di Kurdistan è sotto attacco, la situazione è pericolosa”.
“Ferma condanna per l’attacco che ha subito la base italiana di Erbil. Ho appena parlato con l’Ambasciatore d’Italia in Iraq. Per fortuna i nostri militari stanno tutti bene e sono al sicuro nel bunker. A loro esprimo solidarietà e gratitudine per il quotidiano servizio alla Patria”. Lo afferma su X il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, dopo che un missile ha colpito la base italiana a Erbil.
“L’appello all’unità” della premier Meloni “è durato giusto un paio d’ore ed è giunto con 12 giorni di ritardo”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, a Rtl 102.5. “Io – ha ricordato – ho dovuto iniziare il mio intervento invitandola a poggiare la clava… Speravamo di poter parlare, ma l’appello è durato poco. Io sono in costante contatto con il governo, con Crosetto e anche, nelle settimane scorse, con Tajani. Noi ci siamo, il numero ce l’ha… certo – ha concluso – l’appello è arrivato in ritardo e poi solo dopo due ore ha cambiato orientamento sennò non sar
I porti petroliferi iracheni hanno completamente interrotto le operazioni a seguito degli attacchi iraniani a due petroliere nelle sue acque. Lo scrive la Cnn. Le operazioni presso i terminal petroliferi iracheni sono state completamente sospese, ma i porti commerciali rimangono operativi, ha dichiarato all’Iraqi News Agency Farhan al-Fartousi, direttore generale della Iraqi Ports Company. Un membro dell’equipaggio è stato ucciso e 38 sono stati tratti in salvo dalle petroliere rimaste in fiamme nel Golfo Persico dopo essere state colpite da quello che si ritiene essere un drone acquatico iraniano. Da ieri, spiega Cnn, si sono verificati sei attacchi a navi nel Golfo Persico, con lo Stretto di Hormuz sempre più punto focale della guerra con l’Iran. La società di marketing petrolifero irachena Somo ha affermato che l’incidente “ha un impatto negativo sulla sicurezza e sull’economia dell’Iraq”.
Il ministero della Difesa saudita ha reso noto di aver intercettato un drone diretto al giacimento petrolifero di Shaybah, segnando il terzo incidente del genere in un giorno. I droni iraniani hanno preso di mira regolarmente la zona questa settimana.
Informazioni di intelligence obsolete hanno probabilmente portato gli Stati Uniti a sferrare un micidiale attacco missilistico contro una scuola elementare femminile in Iran che ha causato la morte di oltre 165 persone, molte delle quali bambine. Lo hanno rivelato un funzionario statunitense e una seconda persona informata sui risultati di un’indagine preliminare dell’esercito americano sul raid. Il Comando Centrale degli Stati Uniti si sarebbe basato sulle coordinate del bersaglio fornite dalla Defense Intelligence Agency, utilizzando dati obsoleti. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump inizialmente aveva accusato l’Iran dell’attacco, poi ha detto di non essere sicuro di chi fosse la colpa e infine ha dichiarato che avrebbe accettato i risultati dell’indagine del Pentagono. La questione ha assunto maggiore urgenza ieri, dopo che il New York Times ha riportato per primo che un’indagine preliminare ha individuato la responsabilità degli Stati Uniti.