Ultimo aggiornamento: 14:38 del 30 Aprile
“Presenteremo richiesta di revisione”, la difesa di Alberto Stasi attende il 415bis della procura di Pavia sul delitto di Garlasco
“Appena ci sarà la discovery, leggeremo tutti gli atti e presenteremo richiesta di revisione”. È da questa dichiarazione che si riapre, ancora una volta, il fronte giudiziario sul delitto di Chiara Poggi. L’avvocata Giada Bocellari, storica legale di Alberto Stasi, annuncia la strategia alla luce del capo d’imputazione formulato dalla Procura di Pavia, che oggi individua in Andrea Sempio l’unico responsabile dell’omicidio. L’indagato, all’epoca dell’omicidio 18enne amico del fratello della vittima, è stato convocato dai pm per essere sentito. Stasi, finora unico condannato in via definitiva, sta terminando di scontare una pena a 16 anni in regime di semilibertà. In passato sono state respinte tutte le sue istanze, compresa revisione, un ricorso straordinario alla Cassazione e uno alla Cedu. Ma all’epoca non c’era un pool di pm che avevano disegnato una pista alternativa al massacro del 13 agosto 2007 nella villetta di Garlasco.
“Prendiamo questa notizia con grande soddisfazione perché sono tantissimi anni che noi sappiamo che Alberto Stasi è innocente ed estraneo ai fatti per i quali è stato condannato e per i quali sta ancora scontando la sua pena” prosegue Bocellari che sottolinea come la revisione “sicuramente non è un passaggio semplice, né dal punto di vista tecnico, né dal punto di vista sostanziale perché chiaramente occorre leggere attentamente tutto. Diciamo no a iniziative di pancia, ma guardando sempre al diretto, sicuramente faremo la richiesta di revisione”.
Ma mentre la difesa di Stasi prepara le prossime mosse (e sul punto la procura generale di Milano sta studiando le carte fornite dagli inquirenti pavesi), dalla parte della famiglia Poggi emergono forti perplessità sulla ricostruzione dei pm. “La dinamica degli eventi indicata nel capo d’imputazione presenta elementi che a mio giudizio non trovano riscontri oggettivi sulla scena del crimine così come documentata durante i sopralluoghi dei carabinieri della territoriale e dei Ris di Parma”, afferma Dario Redaelli, consulente dei familiari della vittima.
Nel dettaglio, l’esperto mette in discussione alcuni passaggi chiave della nuova ricostruzione dell’omicidio avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007. “Si parla di corpo spinto sulle scale della cantina ma sui primi due gradini ci sono presenti solamente gocciolature, nessuna traccia da trascinamento”, osserva. E ancora: “Si parla di 4-5 colpi vibrati con violenza tale da cagionare l’ampia frattura cranica in posizione parieto-occipitale sinistra ma lungo le scale non si riscontrano tracce di sangue dovute al brandeggio del corpo contundente utilizzato oltre alla presenza di schizzi limitati”.
Elementi che, secondo il consulente, aprono interrogativi significativi: “Pertanto diversi dubbi sulla ricostruzione, ma massima cautela ed assoluta necessità di vedere il materiale investigativo-tecnico raccolto dalla Procura”. Le nuove valutazioni tecniche si inseriscono in un contesto già reso complesso dalle recenti dichiarazioni della difesa di Sempio, ha contestato l’introduzione di un presunto movente sessuale e dell’aggravante della crudeltà, parlando di un’imputazione ancora “provvisoria” e tutta da verificare alla luce degli atti.
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