Sei soldati francesi sono rimasti feriti in raid con drone a Erbil
Sei soldati francesi sono rimasti feriti in un “attacco con drone” a Erbil, nel Kurdistan iracheno. Lo annuncia lo Stato Maggiore francese.
Sei soldati francesi sono rimasti feriti in un “attacco con drone” a Erbil, nel Kurdistan iracheno. Lo annuncia lo Stato Maggiore francese.
Momenti chiave
“Il drone ha impattato all’interno della base provocando danni ad infrastrutture e materiali al momento non quantificabili, mentre non ci sono stati danni alle persone. Dal momento dell’incidente il ministro della Difesa, Guido Crosetto, e il capo di stato maggiore, Luciano Portolano, sono stati in costante contatto e manifestano vicinanza a tutti gli uomini e donne del contingente”, così il comandante del contingente italiano nella base di Erbil, Stefano Pizzotti, comandante dell’Italian National Contingent Command Lande nell’ambito dell’operazione ‘Prima Parthicà. “Siamo stanchi ma il morale resta alto. Il personale è addestrato per affrontare anche queste situazioni, tenendo in considerazione che la sicurezza del personale rimane la massima priorità”, ha aggiunto Pizzotti.
Un “comportamento vergognoso, inaccettabile sia dal diritto islamico che dal diritto internazionale umanitario” e che “costituisce un crimine di guerra”: così il segretario generale della Lega araba, Aboul Gheit, ha condannato l’attacco iraniano al porto di Salalah in Oman, una “brutale aggressione” con missili che hanno danneggiato diversi serbatoi di carburante all’interno del porto.
Ancor più grave, evidenzia Gheit, l’attacco contro un Paese, l’Oman, “che si è sforzato in ogni modo possibile di risparmiare alla regione e all’Iran il flagello della guerra attraverso notevoli sforzi di mediazione“. “Il deliberato attacco dell’Iran a siti civili e infrastrutture vitali nella regione del Golfo, l’inquinamento dell’ambiente marino con l’affondamento di gigantesche petroliere in un mare semichiuso, l’impatto sugli impianti di desalinizzazione e il bombardamento di impianti petroliferi rappresentano una minaccia per il tessuto stesso della vita civile – ha aggiunto.
Jamal Roshdy, portavoce del Segretario generale, ha sottolineato che “lo scetticismo dell’Iran riguardo all’identità dei responsabili dell’attacco al porto di Salalah in Oman non diminuisce la sua chiara responsabilità per la pericolosa situazione che ha creato nella regione del Golfo”.
La prima dichiarazione di Mojtaba Khamenei dalla sua nomina a Guida Suprema è stata letta da un conduttore televisivo. Khamenei non è apparso in tv e la televisione di Stato non ha fornito spiegazioni sul perché.
“Dobbiamo avere buoni rapporti con i vicini, siamo pronti a migliorare i rapporti con i Paesi vicini“. Lo ha detto la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei nel suo primo discorso alla nazione avvertendo però che “se ci saranno attacchi saremo costretti ad attaccare coloro che cooperano” con il nemico.
“Promettiamo alla defunta Guida suprema” Ali Khamenei “che seguiremo il percorso e faremo del nostro meglio per proseguire quanto fatto in passato e chiedo a tutti i diversi leader politici dell’Iran di fare del proprio meglio per mostrare unità”. Lo ha detto Mojtaba Khamenei nel suo primo discorso come nuova Guida suprema dell’Iran in seguito alla morte del padre, Ali Khamenei.
L’aeronautica militare israeliana comunica di aver “intensificato gli attacchi contro i sistemi di fuoco del regime terroristico iraniano: sono stati attaccati più di 250 droni, lanciatori e decine di siti di lancio”. “Inoltre, molti comandanti e soldati della squadra di velivoli senza pilota responsabili di numerosi lanci verso lo Stato di Israele sono stati eliminati“, scrive l’Idf.
Resta alto il livello di allarme nella base di Erbil, dove si trovano i militari italiani, dove la scorsa notte si è verificato un attacco iraniano con un drone. Ad essere distrutto sarebbe stato un autocarro che trasporta dispositivi logistici, andato in fiamme. In queste ore i 141 soldati del contingente italiano entrano ed escono dal bunker a seconda degli allarmi.
“Noi non ci ritireremo mai. Vendicheremo il sangue dei nostri martiri, vendicheremo il sangue di tutti i nostri cittadini. I nostri nemici pagheranno il prezzo, perché ci sarà una vendetta”. Lo ha detto Mojtaba Khamenei nel suo primo intervento pubblico.
Mojtaba Khamenei, nel suo primo discorso alla nazione dopo essere stato eletto Guida Suprema dell’Iran, ha lanciato un appello a tenere chiuso lo Stretto di Hormuz.
“Gli Stati Uniti sono di gran lunga il più grande produttore di petrolio al mondo, quindi quando i prezzi del petrolio salgono, guadagniamo un sacco di soldi. Ma, di ben più grande interesse e importanza per me, come presidente, è impedire a un impero malvagio, l’Iran, di possedere armi nucleari e di distruggere il Medio Oriente e il mondo. Non permetterò mai che ciò accada”. Lo scrive Donald Trump su Truth.