Sei soldati francesi sono rimasti feriti in raid con drone a Erbil
Sei soldati francesi sono rimasti feriti in un “attacco con drone” a Erbil, nel Kurdistan iracheno. Lo annuncia lo Stato Maggiore francese.
Sei soldati francesi sono rimasti feriti in un “attacco con drone” a Erbil, nel Kurdistan iracheno. Lo annuncia lo Stato Maggiore francese.
Momenti chiave
L’esercito israeliano ha dichiarato che Hezbollah ha lanciato nella notte circa 200 razzi contro Israele, in quello che ha descritto come la “più grande raffica” di raid del gruppo libanese dall’inizio della guerra. “Hezbollah ha programmato un attacco simultaneo con l’Iran lanciando razzi e droni contro città e comunità in tutto Israele. I numeri (sono) circa 200 razzi, circa 20 droni sommati ai missili balistici lanciati dall’Iran nello stesso momento”, ha dichiarato il portavoce militare Nadav Shoshani, ai giornalisti in un briefing. “Si è trattato del più grande bombardamento di Hezbollah” dall’inizio della guerra.
L’esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito un sito in Iran, che a suo dire sarebbe utilizzato dalla Repubblica Islamica per sviluppare armi nucleari. “L’aeronautica militare israeliana, agendo su precise informazioni di intelligence delle IDF, ha colpito un ulteriore sito del programma nucleare iraniano”, ha dichiarato l’esercito, sostenendo che “il complesso di Taleghan è stato utilizzato dal regime per sviluppare capacità critiche per lo sviluppo di armi nucleari”. Il complesso di Taleghan si riferisce probabilmente a una struttura a Parchin, a sud-est di Teheran, dove il think tank statunitense Institute for Science and International Security, che monitora il programma nucleare iraniano, ha recentemente affermato che la Repubblica Islamica conduce attività militari segrete.
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato di aver avvertito il Libano che se non impedirà a Hezbollah di attaccare, Israele “prenderà il territorio e lo farà da solo”. “Hezbollah ha lanciato ieri pesanti bombardamenti contro lo Stato di Israele“, ha detto Katz durante una valutazione con alti ufficiali dell’esercito israeliano (Idf), “l’Idf hanno risposto con forza a Dahiyeh (la periferia sud di Beirut, ndr) e contro obiettivi di Hezbollah in tutto il Libano”. “Ho avvertito il presidente del Libano che se il governo libanese non saprà come controllare il territorio e impedire a Hezbollah di minacciare le comunità del nord e di aprire il fuoco su Israele, prenderemo il territorio e lo faremo noi stessi”, ha aggiunto Katz.
Il potente presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha avvertito che Teheran “abbandonerà ogni moderazione” se gli Stati Uniti e Israele attaccheranno una qualsiasi delle sue isole nel Golfo. “Qualsiasi aggressione contro il suolo delle isole iraniane infrangerà ogni moderazione. Abbandoneremo ogni moderazione e faremo scorrere nel Golfo Persico il sangue degli invasori”, ha dichiarato Ghalibaf in un post su X. Non è stato chiaro a quali isole si riferisse, ma un rapporto di Axios ha citato funzionari statunitensi secondo cui la cattura di Kharg è sul tavolo se la guerra in Medio Oriente dovesse degenerare.
Israele è stato coinvolto nel processo di selezione degli obiettivi che ha portato all’attacco, probabilmente condotto dagli Usa, contro la scuola femminile di Manib, in Iran, costato la vita a oltre 170 persone. Lo ha riferito un funzionario statunitense a condizione di anonimato alla Nbc, spiegando che la Defense Intelligence Agency ha raccolto le informazioni e ha ritenuto che gli obiettivi fossero validi. Gli Stati Uniti in genere coinvolgono diverse organizzazioni di intelligence nel processo di approvazione di un attacco. Il funzionario statunitense ha affermato che non è chiaro in quale fase del processo di selezione degli obiettivi si sia verificato l’errore che potrebbe aver causato il probabile attacco statunitense alla scuola femminile.
La guerra in Medio Oriente sta causando la “più grande interruzione dell’approvvigionamento nella storia del mercato petrolifero globale”, costringendo i produttori di petrolio del Golfo a tagliare la produzione. Lo indica l’Agenzia internazionale per l’energia. Nel suo ultimo report mensile, l’Aie riferisce che la produzione di greggio è attualmente in calo di almeno 8 milioni di barili al giorno, con ulteriori 2 milioni di barili al giorno bloccati relativi ai prodotti petroliferi, inclusi i condensati, un volume pari a quasi il 10% della domanda mondiale.
Una forte esplosione nell’impianto nucleare iraniano di Fordow viene riferita dalla tv pubblica israeliana Kan che cita un report saudita.
“La nave statunitense Safe Sia, battente bandiera delle Isole Marshall, considerata una delle risorse dell’esercito americano, è stata colpita questa mattina presto nel Golfo Persico settentrionale dopo aver ignorato ripetuti avvertimenti e allarmi da parte della Marina dei Guardiani della Rivoluzione”. Lo hanno indicato i Pasdaran in una nota citata dai media della Repubblica islamica.
Israele vuole continuare la sua campagna militare contro il Libano anche dopo che sarà finita quella in corso contro l’Iran. Lo ha dichiarato una fonte diplomatica israeliana a Haaretz a condizione di anonimato, precisando che questo è il messaggio che Israele sta inviando ai suoi partner all’estero. L’obiettivo, ha spiegato un’altra fonte citata dal giornale, è quello di “disarmare Hezbollah e distruggerlo”.
Una fonte politica di alto rango di Hezbollah ha affermato all’ANSA che il movimento armato filo-iraniano è entrato “in una nuova fase della guerra” col lancio nella notte di “150 missili” verso Israele. “Siamo pronti a ogni scenario e preparati a una lunga guerra”, ha detto la fonte contattata telefonicamente ma che preferisce rimanere anonima perché non autorizzata a parlare con i media. “Per noi è una guerra esistenziale contro il nemico”, ha ribadito la fonte.