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“Andrea Sempio ha ucciso Chiara Poggi perché ha rifiutato le sue avance. Almeno 12 colpi sul cranio e al volto”

L'invito a comparire per l'interrogatorio del 6 maggio. Secondo la procura l'indagato ha agito con l'aggravante della crudeltà e dei futili motivi
“Andrea Sempio ha ucciso Chiara Poggi perché ha rifiutato le sue avance. Almeno 12 colpi sul cranio e al volto”
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Una lite, poi i colpi ripetuti, almeno 12, inflitti soprattutto alla testa. Anche mentre la vittima veniva trascinata senza sensi dal suo aguzzino, lungo le scale della villetta di Garlasco. Cambia la scena dell’omicidio e cambia l’autore del delitto di Chiara Poggi, uccisa con un’arma che resta sconosciuta la mattina del 13 agosto del 2007. È quanto sostiene la Procura di Pavia, che ha chiesto di interrogare il prossimo 6 maggio Andrea Sempio, unico indagato del delitto al posto del condannato in via definitiva Alberto Stasi.

Nel documento dell’invito a comparire, la Procura sostiene che Andrea Sempio, “dopo una iniziale colluttazione, colpiva reiteratamente la vittima con un corpo contundente (dapprima in regione frontale sinistra e in regione zigomatica destra), facendola cadere a terra”. Quindi, “la trascinava al fine di condurla verso la porta di accesso alla cantina” e, dopo che la ventiseienne “provava a reagire mettendosi carponi, la colpiva nuovamente con almeno 3-4 colpi” sempre alla testa “facendole perdere i sensi”.

A seguito di ciò, “spingeva il corpo della vittima facendolo scivolare lungo le scale che conducono in cantina ove, nonostante la stessa fosse già incosciente, la colpiva con almeno 4-5 colpi” ancora alla nuca, “cagionando” a Chiara Poggi “lesioni cranio encefaliche dalle quali derivava il decesso”. Un delitto dettato dal rifiuto delle avance e aggravato dalla crudeltà, “in considerazione dell’efferatezza dell’azione omicidiaria per il numero e l’entità delle ferite inferte alla vittima, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto”. Secondo la procura, Sempio avrebbe agito “per motivi abietti, riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale“.

Sempio, come ha sempre fatto, respinge l’accusa e tramite la difesa fa sapere di “non capacitarsi del movente sessuale”, visto che non frequentava Chiara Poggi. La difesa, sostenuta da Angela Taccia e Liborio Cataliotti, attendono il deposito degli atti e si dicono basiti dalla contestazione dell’aggravante della crudeltà, che non era stata contestata ad Alberto Stasi, poi condannato in via definitiva per l’omicidio. I pm di Pavia, che in un primo momento per riaprire le indagini avevano contestato il concorso a Sempio con Stasi e/o ignoti, contestato il delitto al solo Sempio.

Mentre la difesa di Stasi – che ha annunciato una richiesta di revisione – prepara le prossime mosse (e sul punto la procura generale di Milano sta studiando le carte fornite dagli inquirenti pavesi), dalla parte della famiglia Poggi emergono forti perplessità sulla ricostruzione dei pm. “La dinamica degli eventi indicata nel capo d’imputazione presenta elementi che a mio giudizio non trovano riscontri oggettivi sulla scena del crimine così come documentata durante i sopralluoghi dei carabinieri della territoriale e dei Ris di Parma”, afferma Dario Redaelli, consulente dei familiari della vittima.

Nel dettaglio, l’esperto mette in discussione alcuni passaggi chiave della nuova ricostruzione dell’omicidio avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007. “Si parla di corpo spinto sulle scale della cantina ma sui primi due gradini ci sono presenti solamente gocciolature, nessuna traccia da trascinamento”, osserva. E ancora: “Si parla di 4-5 colpi vibrati con violenza tale da cagionare l’ampia frattura cranica in posizione parieto-occipitale sinistra ma lungo le scale non si riscontrano tracce di sangue dovute al brandeggio del corpo contundente utilizzato oltre alla presenza di schizzi limitati”.

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