Sei soldati francesi sono rimasti feriti in raid con drone a Erbil
Sei soldati francesi sono rimasti feriti in un “attacco con drone” a Erbil, nel Kurdistan iracheno. Lo annuncia lo Stato Maggiore francese.
Sei soldati francesi sono rimasti feriti in un “attacco con drone” a Erbil, nel Kurdistan iracheno. Lo annuncia lo Stato Maggiore francese.
Momenti chiave
Almeno due combattenti di un gruppo sostenuto dall’Iran sono stati uccisi in un attacco aereo contro una base situata nella periferia di Baghdad. Lo hanno riferito all’Afp due funzionari della fazione. Secondo una fonte della sicurezza, il bombardamento ha colpito una base a sud-ovest della capitale condivisa tra la polizia federale e le Forze di Mobilitazione popolare Hashed al-Shaabi, la coalizione sciita integrata nelle forze regolari ma comprendente gruppi filo-iraniani. Un funzionario delle Brigate Hezbollah, alleate di Teheran, ha dichiarato che “due combattenti di Kataeb Hezbollah sono stati martirizzati in un attacco sionistico-americano alla base Falcon di Baghdad”.
“Avviare una guerra è facile, ma non vi si pone fine con qualche tweet. Non vi lasceremo andare finché non ammetterete il vostro errore e pagherete il prezzo”. Questo il messaggio per il presidente Usa Donald Trump da parte di Ali Larijani, segretario del Supremo Consiglio di sicurezza nazionale dell’Iran. Lo riporta l’agenzia di stampa iraniana Mehr.
TotalEnergies sospende il 15% della sua produzione totale di petrolio e gas a causa degli attacchi iraniani in Medio Oriente. “La produzione è stata interrotta o è in fase di interruzione in Qatar, Iraq e offshore negli Emirati Arabi Uniti, il che rappresenta circa il 15% della nostra produzione totale”, ha indicato il gruppo in un comunicato, precisando all’Afp che ciò riguarda sia il petrolio che il gas. L’azienda ha fatto sapere che comunque “il prezzo del petrolio più elevato” consentirà di compensare “ampiamente la perdita di produzione in Medio Oriente”.
Una sparatoria è in corso all’interno di una sinagoga a West Bloomfield Township nel Michigan, dove nello stesso complesso si trova anche una scuola ebraica. Lo ha reso noto la polizia del Michigan spiegando di aver risposto a un uomo armato. La Federazione ebraica di Detroit ha consigliato a tutte le organizzazioni ebraiche della zona di “adottare il protocollo di lockout: nessuno deve entrare o uscire dal proprio edificio”.
Alcuni soldati statunitensi sono rimasti feriti in un attacco con droni la notte scorsa su una base a Erbil. Lo ha reso noto il generale di brigata inglese Guy Foden. La base nel nord dell’Iraq ospita sia truppe britanniche che americane. Un altro ufficiale citato dal Times of Israel, il Tenente Generale Nick Perry, afferma che non ci sono state vittime britanniche nell’attacco di ieri sera e che le vittime statunitensi non sono “troppo gravi”. Non è chiaro se la base colpita sia quella in cui si trova il contingente italiano a Erbil preso di mira sempre ieri sera.
Per fare fronte alla grave situazione umanitaria in Libano, dove si assiste a una crescita del numero di sfollati interni con forti riverberi sulla stabilità socio-economica del Paese, il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato oggi un nuovo pacchetto di interventi d’emergenza del valore di 10 milioni di euro.
Il pacchetto, che sarà reso esecutivo nelle prossime ore dal Vice Ministro Edmondo Cirielli, si compone di un’iniziativa bilaterale del valore di 6 milioni di euro, un intervento di 2 milioni di euro a supporto del Fondo Umanitario per il Libano gestito dall’Ufficio per il Coordinamento degli Affari Umanitari ONU (OCHA) e un intervento a supporto della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, anch’esso del valore di 2 milioni, rende noto la Farnesina. In particolare, l’iniziativa bilaterale permetterà di raggiungere circa 220.000 beneficiari – tra cui le comunità cristiane più vulnerabili nell’area del Monte Libano – con attività di assistenza di base, sicurezza alimentare, prima accoglienza e servizi igienici.
È inoltre in preparazione un volo umanitario della Cooperazione Italiana di circa 30 tonnellate di beni di prima necessità, quali coperte termiche, articoli per l’igiene personale e per lo stoccaggio e il trasporto dell’acqua, set per la preparazione dei pasti. Tali aiuti si aggiungono al tradizionale sostegno italiano al Libano nel settore umanitario e della cooperazione allo sviluppo.
“L’Iran non intende rendere insicuro lo Stretto di Hormuz, ma le navi devono coordinarsi con la Marina iraniana durante il passaggio per garantire la sicurezza marittima“. Lo ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri di Iran, Esmaeil Baghaei, citato dall’agenzia semi-ufficiale Mehr News Agency.
Il video postato oggi dal ministero degli Esteri israeliano che parla di missili iraniani lanciati vicino alla Spianata delle Moschee risale al 28 febbraio, primo giorno di guerra. Le immagini – già pubblicate su alcuni media israeliani il primo di marzo – vengono utilizzate per motivare la decisione delle autorità israeliane di chiudere l’area. ‘Proteggere le vite e la sicurezza dei fedeli è la priorità’, si legge nel post, in cui si afferma che ‘il regime iraniano sta lanciando missili su Gerusalemme’ e che uno di loro ‘è caduto a poche centinaia di metri dal Muro del Pianto, la moschea di Al-Aqsa e la chiesa del Santo Sepolcro’. Ieri i Paesi islamici avevano protestato per la chiusura dei luoghi sacri durante il ramadan.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha riferito in un post sui social media che le forze statunitensi hanno colpito circa 6mila obiettivi in Iran dall’inizio della guerra. Il comando ha anche affermato che 60 navi iraniane e 30 posamine sono stati distrutti durante la campagna, iniziata il 28 febbraio.