“Collaborare con la giustizia? Consente di mettere fine a quella che io chiamo una ‘fabbrica di morte’, cioè Cosa nostra“. Sono le parole del boss mafioso pentito, Giovanni Brusca, che lunedì scorso ha finito di scontare 25 anni di carcere. “Chiedo scusa e perdono ai familiari delle vittime, ma anche a mio moglie e mio figlio, che stanno subendo ancora le conseguenze delle mie scelte di vita”. Brusca, per ragioni di sicurezza, appare di fronte alle telecamere col volto e le mani coperte e gli occhiali da sole. Il video è parte di un documentario del regista francese Mosco Levi Bocault, intitolato Corleone (produzione Arte France e Zek) e presentato a Roma nel 2018.

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L’appello alla politica di Maria Falcone: “A restare in carcere devono essere i boss che non collaborano”. Ma Salvini non capisce: “Cambiare la legge sui pentiti”

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Scarpinato: “Dalla collaborazione di Brusca vantaggi alla collettività. Mafiosi disincentivati a pentirsi dopo sentenze della Consulta”

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