Era tornato in libertà da due anni e per tutti era rimasto ‘don Mariano’. Così lo chiamava anche il sindaco di Paceco, Giuseppe Scarcella, che adesso è indagato dai pm della Dda di Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa. La sua abitazione e l’ufficio al Comune sono stati perquisiti dai carabinieri di Trapani, mentre è stato arrestato per mafia il boss-massone Mariano Asaro, di 64 anni, originario di Castellammare del Golfo, ma trasferito a Dattilo (Paceco). È accusato di associazione mafiosa.

Noto come ‘il dentista’, fu accusato anche per la Strage di Pizzolungo del 2 aprile 1985, ma assolto perché riuscì a dimostrare che quel giorno visitò dei pazienti in uno studio dentale a Palazzo Adriano. Una misura cautelare in carcere è stata notificata a Carmelo Salerno, che è già detenuto da oltre un anno in seguito al blitz Scrigno. Avviso di garanzia invece per l’ex deputato Paolo Ruggirello, anche lui arrestato lo scorso anno e da alcuni giorni trasferito ai domiciliari. Asaro, dopo anni di carcere, era tornato a gestire le cose di mafia, con particolari velleità nell’apertura di centri scommesse, bar e una clinica dentale chiamata Pacecodental. Anche grazie a importanti entrature. “Non si tirava certo indietro ad una richiesta di aiuto da parte di don Asaro”, scrive il gip, in riferimento al sindaco Scarcella. Un medico invece è stato sospeso dal servizio per un anno.

“A Palermo abbiamo un onorevole di qua, che ci pensa lui, perche lui la..ha fatto, non so se hai sentito parlare, Paolo Ruggirello che era qua onorevole alla Regione, era al reparto sanità e cose e se la fotte lui come farmela firmare: mi hai capito? E vuole i voti li vuole, se vuoi i voti deve dare, altrimenti..”, spiegava a due medici palermitani, disponibili a intestarsi falsamente le quote del centro dentale. L’ex politico invece “prometteva un interessamento presso gli uffici dell’Asp di Trapani” per l’accreditamento del centro dentale, scrivono i pm di Palermo (procuratore aggiunto Paolo Guido, sostituto procuratore Gianluca De Leo). Gli effetti del blitz però fecero saltare il progetto e al medico fu consigliato di allontanarsi da Asaro. “Ahi!Ahi! Quanto sono cornuti! Lo hanno chiamato (a Lucido ndr)”, diceva il boss intercettato “e gli hanno detto, dice, veda che lei è messo troppo vicino, dice si brucia”. E ancora: “Mi è arrivata la notizia che devono sequestrare… perché è riconducibile a me”, diceva il 5 maggio 2019, a due mesi dalla retata Antimafia.

Il sindaco di Paceco, l’avvocato Scarcella, invece è indagato perché a gennaio, prima dell’arresto di Ruggirello, era stato avvicinato per sbloccare “il rilascio di un certificato di agibilità e o abitabilità in favore del suocero” di Asaro. Poi però il boss e il primo cittadino finirono per parlare della clinica dentale. “Noi altri praticamente stiamo aprendo lo studio qui a Paceco”, diceva, riferendo che un geometra se ne stava occupando, “a me interessa che mi danno la Scia subito per cominciare a tramezzare altrimenti mi perdo di casa”. “Tra l’altro il presidente è un castellammarese, Agugliaro (Giuseppe, dirigente del Suap di Paceco), si ma ormai – continuava Asaro, abbassando la voce – io parlando con lei già gli ho fatto parlare… già ci fici parlare da Castellammare, ho un amico che sono come fratelli”. “Va bene, va bene” e poi ancora “comunque da parte nostra quando arriva.. Agugliaro è uno molto sveglio… dico, e appena arriva noialtri, Nuccio giustamente che è solo potrebbe..va bene, ci teniamo informati”, rispondeva il primo cittadino di Paceco. “Non c’è problema al Comune! Non ci sono problemi… il sindaco è Dattularo, arrivo lì e gli dico al sindaco ‘com’è no? E allora facci la variante’, io non ho problemi con lui” diceva Asaro a suo nipote.

Il boss non poteva figurare formalmente, ma ipotizzava di collaborare come consulente. I carabinieri del comando provinciale di Trapani hanno monitorato la creazione della società Pacecodental, costituita il 22 marzo e sciolta il 15 aprile, oltre che il relativo procacciamento di prestanome a cui intestare tutto, compreso il direttore sanitario. A partire dalla cognata Maria Vincenza Occhipinti, adesso all’obbligo di dimora, così come Maria Amato, detta ‘Cristina’ collaboratrice di uno studio notarile e moglie di Rocco Coppola, condannato per mafia, anche per aver agevolato Messina Denaro, ed ex dipendente della Bcc di Paceco, sequestrata nel 2016.

Negli anni ottanta il nome di Mariano Asaro saltò fuori dagli elenchi della loggia Ciullo d’Alcamo, una delle otto sequestrate – tra cui l’Iside 2 – all’interno del Circolo Scontrino. “Non era uomo d’onore ma diceva, si vantava che era alla massoneria, apparteneva alla massoneria, era massone”, disse Antonio Patti, mafioso di Marsala poi divenuto collaboratore di giustizia. Adesso tra i contatti ripresi c’era quello con Filippo Coppola, fratello di Rocco e manovratore della Bcc di Paceco, definita come “la banca della massoneria”.

Il curriculum giudiziario di Mariano Asaro attraversa gli anni degli ‘omicidi eccellenti’ e quelli delle faide interne a Cosa Nostra. Trait d’union con le famiglie americane, condannato per mafia nel 1995, era tornato in libertà il 4 giugno 2018 e stava riallacciando ogni contatto, soprattutto con Rocco Coppola e Carmelo Salerno. “Altri cinquanta ne hanno presi questa mattina” e “meno male che era gente seria” diceva Asaro in riferimento al blitz Cupola 2.0, in cui emerse un progetto di ricostituzione della commissione regionale di Cosa Nostra. Nell’81 fu arrestato per un traffico di droga con gli Stati Uniti su ordine di Giangiacomo Ciaccio Montalto, che nel 1983 venne ucciso: Asaro fu indagato, ma prosciolto. Dalle intercettazioni acquisite dal gip però, è emersa una sfumatura rimasta indefinita. “Io l’ho conosciuto non come uomo d’onore, fidanzato a Partinico”, diceva Asaro riferendosi al pentito Franco Milazzo. “Poi c’è stato il fatto di Ciaccio Montalto perciò quel cornuto diceva che io, la pistola che avevo sparato”. E invece il collaboratore “ha detto: non c’entra niente con nessuna cosa..minchia ho detto ‘mi consuma’..minchia invece, è un mio amico..donne, discoteche”.

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