Il governo Conte 2 ha ottenuto la fiducia anche al Senato con 169 sì, 133 no e 5 astenuti. La nuova maggioranza sostenuta da M5s e Pd, sulla carta, nasce con otto voti di scarto rispetto alla maggioranza relativa. Due i voti in meno rispetto a quelli ottenuti dai gialloverdi nel giugno del 2018. A Palazzo Madama su 319 senatori ne erano presenti 308, 11 gli assenti, 307 i votanti, visto che di solito la presidente non vota per prassi. Hanno votato la fiducia i due senatori del Movimento italiani all’Estero, Ricardo Merlo e Adriano Cario. Tra i 5 stelle ha scelto di astenersi in segno di polemica il senatore Gianluigi Paragone. Lo stesso ha fatto il democratico Matteo Richetti e i tre senatori dell’Svp. Contro ha votato l’ex M5S Carlo Martelli.

A favore del governo si sono schierati anche i senatori a vita: Mario Monti, Giorgio Napolitano (assente per motivi di salute, ma ha annunciato che avrebbe votato sì), Giuliana Segre. Assenti, oltre all’ex presidente della Repubblica, anche Renzo Piano e Umberto Bossi. Tra quelli che non hanno espresso alcun voto ci sono anche due esponenti della nuova maggioranza: il 5 stelle Lello Ciampolillo e la dem Tatiana Rojc. Non hanno votato anche Saverio De Bonis (Misto, ex M5s), e cinque senatori di Forza Italia: Massimo Vittorio Berruti, Donatella Conzatti, Gabriella Giammanco, Fiammetta Modena, Laura Stabile.

La giornata in Senato – Dopo che ieri il governo ha ottenuto la fiducia alla Camera (343 sì) tra le proteste del centrodestra, oggi il copione si è ripetuto al Senato. Le opposizioni, fin dall’inizio del dibattito in mattinata, hanno protestato con cori (“elezioni”, “dignità”, “mai col Pd” alcuni degli slogan cantati dai banchi) e cartelli. Nel pomeriggio la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati ha interrotto per qualche minuto la seduta, dopo che la leghista Lucia Borgonzoni ha mostrato una t-shirt con la scritta “Bibbiano“. Insomma si è ripetuta la bagarre già vista a Montecitorio, quando addirittura il Carroccio è arrivato a sollevare una sedia per meglio accusare di essere “poltronari” gli ex alleati di governo. In più, nel tardo pomeriggio, è andato in scena l’ennesimo duello tra il presidente del Consiglio e Matteo Salvini. Il leader del Carroccio ha preso la parola e ha accusato i 5 stelle di essere passati “dalla rivoluzione al voto di Monti“. E sempre rivolgendosi al premier lo ha chiamato “Conte-Monti”. Il presidente del consiglio ha replicato dicendo che, “per chi voleva i pieni poteri, è diventato suo nemico chiunque lo ostacoli”. Per Conte però, lo scontro con i leghisti è ormai una questione che riguarda il passato. E oggi il suo esecutivo ha incassato un primo risultato: la nomina di Paolo Gentiloni a commissario agli Affari economici. È la prima volta per l’Italia e, anche se è esponente Pd, Conte ha sottolineato che si tratta di una prima importante vittoria.

La replica di Conte: “Salvini voleva i pieni poteri. Chiunque lo abbia ostacolato è diventato nemico”
Il presidente del Consiglio, che questa mattina si è limitato a consegnare il suo discorso senza pronunciarlo davanti all’Aula, ha replicato agli interventi dei parlamentari dopo le cinque ore di dibattito. E, anche oggi, senza mai pronunciare direttamente il nome del leader del Carroccio, ha respinto le accuse di “tradimento” rievocando le ultime tappe che hanno portato alla crisi del governo gialloverde. “Se quello di assumere ‘pieni poteri’ “era lo schema”, ha detto il premier, usando ancora una volta parole molto nette, “è comprensibile che chiunque l’abbia ostacolato, tutti coloro che lo hanno fatto pur nel rispetto della Costituzione e per senso di responsabilità, siano diventati nemici. Gli amici di ieri, gli interpreti del cambiamento non diventano avversari ma nemici”. E ancora: “Assegnare ad altri le proprie colpe è il percorso più lineare per essere deresponsabilizzati a vita, un modo certo, non il migliore, per salvare la propria leadership”. E ai leghisti che, in coro, insistevano nel gridare “dignità”, Conte ha ribattuto: “Poi con calma nelle prossime settimane spiegherete al Paese cosa ci sia di dignitoso in tutti i repentini voltafaccia che ci sono stati in poche settimane”.

Nella seconda parte del suo intervento, Conte ha rilanciato anche sui temi del programma di governo su cui Pd e 5 stelle hanno trovato l’intesa. E, oggi, si è rivolto anche alle opposizioni: “Dobbiamo fare di tutto per poter realizzare le riforme che stanno a cuore al Paese, in una prospettiva di nuova legislatura” europea. “Confido che anche le forze di opposizione diano il loro contributo perché quello che costruiremo in questa legislatura andrà a beneficio di tutti gli italiani”, a partire dalla “revisione del patto di stabilità e crescita”. A questo proposito, il premier ha parlato della nomina di Paolo Gentiloni, commissario per gli Affari economici, come di un grande risultato per l’Italia: “La neo presidente Ursula von der Leyen riconosce all’Italia il portafoglio più forte che c’è. La polemica politica e le logomachie sono intense e vivaci, ma vi invito a considerare il commissario come colui che rappresenterà l’Italia intera. Lo farà per cinque anni, sarà un importante presidio non per la maggioranza di turno”. Conte ha quindi ribadito che l’esecutivo partirà dal “taglio delle tasse” e dai lavoratori: “Quando ragioniamo di un taglio del cuneo fiscale a totale vantaggio dei lavoratori è perché non vogliamo prendere in giro gli italiani e siamo consapevoli che le risorse in manovra, puntando noi a bloccare l’aumento dell’Iva, scarseggeranno, ma in prospettiva ci auguriamo di avere maggiori risorse anche a favore delle imprese”. Per quanto riguarda il tema immigrazione invece, che profondamente ha caratterizzato l’epoca gialloverde, ora Conte ha chiesto di smetterla con gli slogan: “Chiedo”, ha detto, “a tutte le forze politiche qui presenti, anche di opposizione, e anche ai cittadini collegati in tv: d’ora in poi evitiamo di concentraci ossessivamente sullo slogan, porti aperti, porti chiusi. Sul tema dell’immigrazione lavoreremo su un piano multilivello, con più collaborazione con i Paesi di origine, di transito, per contrastare i traffici illeciti e l’immigrazione clandestina. Uno stato sovrano ha il diritto a regolare l’accesso ai propri confini, rafforzando i rimpatri. Sinora abbiamo avuto pochi accordi: tutto il tema va gestito a livello europeo”. E per questo, ha ribadito: “Va modificato il regolamento di Dublino“.

Infine Conte ha parlato della legge sul fine vita che, nonostante il richiamo della Corte costituzionale, non è nemmeno citata nel programma. “Sono stato sollecitato sul tema del suicidio medicalmente assistito. Non è oggetto del programma di governo perché non ritengo che si presti a linee programmatiche di governo. Mi auguro che il Parlamento trovi occasione di approfondire queste questioni e che lo faccia rapidamente”. E che, “ci sia la più ampia condivisione”. Sul tema “posso solo raccomandare che sarebbe opportuno incentivare il ricorso alle cure palliative“.

Salvini: “Conte è il nuovo Monti. Noi torneremo al governo, orgoglio e dignità valgono più di mille poltrone”
Oggi in Aula al Senato ha ripreso la parola anche Matteo Salvini. L’ex ministro dell’Interno non parlava a Palazzo Madama da quel 20 agosto in qui, replicando all’annuncio delle dimissioni del premier, la rottura fu ufficializzata anche in Parlamento. E, proprio come quel giorno, il duello a distanza è stato proprio con quello che fino a poche settimane fa era anche il suo leader. “Ho conosciuto per mesi quello che sembrava un presidente del Consiglio”, ha detto. “Poi non so che cosa è cambiato, cosa gli hanno promesso. Da un premier mi aspetto un’idea per l’Italia, non insulti continui. E’ un uomo organico al potere, senza dignità. Abbiamo scoperto un nuovo Monti, un nuovo Gentiloni. Chi si somiglia, si piglia”. Per il leghista, lui che ha aperto e voluto la crisi, ora il tradimento è del M5s: “Noi torneremo a governare questo Paese per amore dell’Italia e non della poltrona. Con orgoglio. Perché orgoglio e dignità valgono più di mille poltrone”. E ha promesso che però “gli avversari”, “non scapperanno per sempre”: “Stiamo già lavorando al programma del prossimo governo con pazienza, con serenità, con stile”, ha detto. “Il peccato originale è che il vostro governo nasce senza un minimo di appoggio popolare, legittimo formalmente ma abusivo nella sostanza. Al di là di una legge elettorale, che io mi auguro maggioritaria e tale per cui chi prende un voto in più governa, lasciare in mano a dei senatori a vita, che vengono qui se hanno tempo, noo… è la casta della casta della casta; è un sospiro di sollievo non dover giustificare la fiducia arrampicandomi sugli specchi”. Salvini ha paragonato Conte e i 5 stelle alle “vecchie mummie della prima Repubblica“. E ancora: “La dignità non vale 1000 poltrone” di un governo “formalmente legittimo ma di fatto abusivo”. Quindi, il leghista si è detto disponibile a parlare con la nuova ministra dell’Interno: “Sono assolutamente a disposizione del nuovo ministro degli Interni per i dossier aperti. Non per i consigli perché non ne ha bisogno, ma può contare sulla mia leale collaborazione perché si occupa di sicurezza del Paese. Mi auguro che non si pieghi ai ricattucci della sinistra cancellando i decreti sicurezza perché farebbe il male di questo Paese”.

CRONACA ORA PER ORA (AGGIORNATA FINO ALLE ORE 22,30)

22.20 – Richetti: “Avanti con Calenda”
“Domani comunicherò le necessarie conseguenze delle mie scelte. Ho stima e rispetto per tutti gli amici del Pd e non voglio creare imbarazzi dopo la decisione di astenermi sulla fiducia. Insieme a Carlo Calenda e tanti amici, con umiltà, scriveremo una bella pagina insieme”. Lo scrive su Twitter il senatore Matteo Richetti che dopo non aver votato la fiducia al Senato dovrebbe comunicare la scelta di passare al gruppo Misto e uscire dal Pd.

21.57 – Zingaretti: “Non metteremo la patrimoniale”
“Malgrado i disastri di quel governo e di Salvini, non metteremo la patrimoniale”. Lo ha detto il segretario Pd Nicola Zingaretti a DiMartedì su La7.

21.52 – Zingaretti: “Considero in mia squadra anche ministri M5s”
“Di Maio penso mi consideri un alleato, io ci credo. Io ho una squadra valida di ministri del Pd, ma considero nella mia squadra anche i ministri M5S. Così il segretario del Pd Nicola Zingaretti intervenendo a Di Martedì, su La7.

21.50 – Calenda: “Richetti coraggioso, lavoriamo insieme”
“Coraggioso e coerente Matteo Richetti; lavoreremo insieme. Sarà tosta ma entusiasmante. Benvenuto”. Così Carlo Calenda al senatore che, secondo indiscrezioni, dopo essersi astenuto sulla fiducia al governo sarebbe in procinto di annunciare l’abbandono del Pd, l’iscrizione al Gruppo Misto e di guardare politicamente allo stesso Calenda.

21.40 – Paragone (M5s): “Il Pd è nemico del popolo”
“Avete riportato Bruxelles a casa: il Pd è nemico del popolo”. Lo scrive su Facebook il senatore del M5S Gianluigi Paragone, postando il video del suo intervento di oggi al Senato, in occasione del voto di fiducia sul governo Conte bis.

20.48 – Di Maio: “Quota 100 non si tocca”
“Quota 100, il decreto dignità sono provvedimenti che non si toccano, alla legge Fornero non si torna, sia ben chiaro, questa è una garanzia dei Cinque stelle”. Lo ha detto Luigi Di Maio a ‘Di Martedì di Giovanni Floris.

20.47 – Di Maio: “Contento di ministro dell’Interno senza social”
“Sono contento di un prefetto, senza i social, al ministero degli Interni”. Così il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, risponde con una battuta ad una domanda sui migranti nel corso della trasmissione ‘DiMartedì’ sul La7 in onda stasera.

20.45 – Di Maio: “Si devono tagliare i parlamentari”
“Ad ottobre si devono tagliare definitivamente i parlamentari, servono due ore di lavoro ed è fatta”. Lo ha ribadito il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, intervenendo a ‘Di Martedì’ su La7.(

19.30 – Conte: “Stagione di rilancio e di speranza”

19.00 – Il Conte 2 ha ottenuto la fiducia con 169 sì

18.30 – Riunione tra Franceschini e i capigruppo Pd
E’ in corso al Senato una riunione con il capodelegazione Pd a palazzo Chigi, Dario Franceschini, i capigruppo dem Andrea Marcucci e Graziano Delrio, il responsabile Riforme della segreteria Zingaretti, Andrea Giorgis, e il senatore Dario Parrini.

18.15 – Prima chiama del voto di fiducia al governo Conte 2
È in corso, nell’Aula del Senato, la prima chiama del voto sulla fiducia al Governo Conte 2.

18.07 – Paragone (M5s): “Siamo passati dalle parole guerriere alla rivoluzione mite. Io mi asterrò”

18 – Richetti (Pd): “Sarà mio premier ma senza la mia fiducia. Io mi asterrò”

17.45 – Perilli (M5s): “Salvini vittima di uno straniamento”
“Ascoltando i colleghi mi è venuto in mente Rashomon, il film di Kurosawa che raccontava di diverse realtà a seconda del punto di vista di ogni attore. E sentendo Salvini penso che sia vittima di uno straniamento”. Lo dice il vice capogruppo M5s del Senato, Gianluca Perilli in occasione delle dichiarazioni di voto in cui esprime la fiducia del gruppo al governo Conte bis. Per Perilli le “spiegazioni sui motivi di questa crisi non sono ancora arrivate: sento parlare di sgarbi, atti definitivi ma ancora nulla sui provvedimenti che avrebbero spento questo governo”.

17.40 – Marcucci (Pd): “Lavoreremo lealmente in Parlamento”
“Ci attende una opposizione rumorosa, senza idee e senza prospettive; non troveremo da loro il rispetto che meritano Camera e Senato. Ma noi, signor presidente del Consiglio le daremo lealmente la fiducia e lavoreremo in Commissione ed Aula per realizzare il programma che abbiamo deciso insieme”. Lo ha detto in Aula al Senato il presidente dei senatori del Pd, Andrea Marcucci, annunciato il sì del gruppo dem alla fiducia. Marcucci ha confutato le affermazioni delle opposizioni, che la maggioranza abbia dato vita al governo per “paura” delle elezioni: “paura semmai, senatore Salvini, ne ha lei per le vicende russe e per le indagini”. Il capogruppo del Pd si è poi rivolto ai colleghi di M5s e Leu. “Non è un percorso facile abbiamo avuto un confronto forte, ma con senso di responsabilità e amore per il nostro Paese abbiamo deciso un percorso su obiettivi su cui il Paese ha bisogno. Con il M5S abbiamo pensato ad un rilancio complessivo del sistema italiano, abbiamo pensato a più investimenti green e a riportare al centro della nostra azione politica il lavoro. Finalmente l’Italia sta tornando a contare in Europa, chi ama l’Italia dovrebbe riconoscere i risultati che fanno bene alla collettività. La Lega invece continua a fregarsene degli interessi del Paese. Bisogna andare oltre i calcoli di bottega, con il M5s siamo riusciti costruire un progetto comune, dobbiamo avere la forza di portarlo avanti. Il senso di responsabilità del Parlamento ha prevalso sul disegno suicida di Salvini”.

17.35 – Conte domani sarà a Bruxelles
Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, mercoledì 11 settembre, sarà a Bruxelles per incontri presso le istituzioni comunitarie. Alle 10.30 il premier incontra la presidente eletta della Commissione Europea, Ursula von der Leyen (Palazzo Charlemagne); alle 11.30 incontro con il presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk (Europa building); alle 12.30, incontro con il presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, presso il Parlamento europeo. Nel pomeriggio, alle 16 Conte incontrerà il presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, presso Palazzo Berlaymont; alle 16.45, incontro con il presidente designato del Consiglio Europeo, Charles Michel, presso Palazzo Egmont.

17.30 – Napolitano: “Assente per motivi di salute, ma dico sì”
“Sono dispiaciuto che le mie attuali condizioni di salute non mi consentano oggi di prendere parte alla seduta del Senato sulla fiducia. Intendo però rendere noto il mio orientamento, come Senatore di Diritto e a Vita, favorevole alla nascita del nuovo governo, pur di fronte a oggettive difficoltà e alla necessità di meglio definire convergenze politiche e programmatiche e la loro tenuta nel tempo”. Lo afferma il presidente emerito della Repubblica e senatore a vita Giorgio Napolitano.

17.22 – Cartelli Fdi: “Voto”
Cartelli tra i banchi di Fratelli d’Italia con la scritta ‘voto’ intervallata da tricolori al termine dell’intervento di Luca Ciriani nell’Aula del Senato. Il presidente Elisabetta Casellati li ha subito fatti rimuovere.

17 – Leu: “Voteremo convintamente sì alla fiducia”

16.50 – Terminata la replica di Conte. Ora dichiarazioni di voto
E’ terminata la replica del premier Giuseppe Conte in Aula al Senato in occasione del dibattito sulle linee programmatiche del nuovo governo. Ora sono iniziate le dichiarazioni di voto sulla fiducia all’esecutivo.

16.50 – Senatori M5s (e in parte Pd) applaudono in piedi Conte
Applausi dei senatori del M5s, che si sono alzati in piedi, e di una parte di quelli del Pd (rimasti seduti, compreso Matteo Renzi che non ha neanche applaudito) quando il premier Giuseppe Conte ha concluso la sua replica, nell’aula del Senato. Nessuna reazione da parte del resto dei senatori.

16.45 – Conte: “Evitiamo di concentrarci sul tema porti aperti e porti chiusi”

16.45 – Conte su Bibbiano: “Non interveniamo sulle inchieste in corso”
Sugli affidi illeciti il governo “non interviene sulle inchieste in corso ma una misura è stata adottata: è stata istituita presso il ministero della giustizia una commissione per un più efficace censimento degli affidi”

16.40 – Conte: “Con riforma fiscale incentiveremo le imprese a crescere”
“La riforma fiscale la vogliamo impostare con riguardo a un incentivo per le imprese, non vogliamo che siano dissuase alla crescita sulla base di una tassazione più penalizzante. Vogliamo semplificare e rendere il fisco amico. Vogliamo alleggerire nel complesso la pressione fiscale”.

16.30 – Conte: “Programma rimarca importanza della scuola e della ricerca”
“Sono contento che mi sia stato riconosciuto che questo programma rimarca molto l’importanza di investire nella scuola e nella ricerca: il nostro obiettivo non è tanto investire di più ma meglio. I docenti hanno di che lamentarsi se compariamo la loro situazione rispetto all’estero. C’è molto da fare in termini di coordinamento e raccordo sulla ricerca, nel reclutamento dei ricercatori. Ci sono migliori pratiche acclarate al livello internazionale che ci consentono un percorso di migliorare tutto il comparto. Penso a un’agenzia nazionale per rendere più competitivo il nostro sistema”.

16.20 – Cori leghisti contro Conte: “Senza onore”
“Senza onore!”. Così alcuni senatori leghisti hanno urlato interrompendo più volte la replica del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in Aula, che aveva parlato della decisione presa dalla Lega “unilateralmente” l’8 agosto di ‘avviarè la crisi di governo. Sono seguiti cori: Dignità, dignità!”, scanditi battendo le mani sui banchi.

16.17 – Conte: “Parlate di dignità. Ma non può essere riconosciuta a seconda che io sia al vostro fianco o meno”
“Fino a ieri ero l’alfiere degli interessi nazionali e ora scopro che non lo sono mai stato. Poi con calma nelle prossime settimane spiegherete al Paese cosa ci sia di dignitoso in tutti i repentini voltafaccia che ci sono stati in poche settimane”.

16.17 – Conte: “Dare agli altri la colpa dei propri errori è il modo migliore per conservare la leadership di un partito politico”
“Assegnare ad altri le proprie colpe è il percorso più lineare per essere deresponsabilizzati a vita, un modo certo, non il migliore, per salvare la propria leadership. Errare è umano, ma dare agli altri le proprie colpe è il modo migliore per conservare la leadership del proprio partito”.

16.16 – Conte: “Anche le forze di opposizione diano il loro contributo”
“Dobbiamo fare di tutto per poter realizzare le riforme che stanno a cuore al Paese, in una prospettiva di nuova legislatura” europea. “Confido che anche le forze di opposizione diano il loro contributo perché quello che costruiremo in questa legislatura andrà a beneficio di tutti gli italiani”, a partire dalla “revisione del patto di stabilità e crescita”.

16.11 – Conte: “Molti degli interventi indulgono sul passato”
“Molte dichiarazioni indulgono sul passato, sono rimaste ferme all’8 agosto quando con una certa arroganza una forza politica ha ritenuto di arrivare unilateralmente a una crisi di governo, di portare il Paese alle elezioni, alla campagna elettorale da ministro dell’Interno, e ancora sempre unilateralmente e arbitrariamente di concentrare definitivamente tutti i poteri, pieni poteri. Se questo era lo schema, il progetto, l’obiettivo è comprensibile che chiunque l’abbia ostacolato, pur nel rispetto della Costituzione, per senso di responsabilità sia diventato nemico. Gli amici di ieri, gli interpreti del cambiamento diventano nemici”, aggiunge. Poi, rivolto all’aula che rumoreggiava, Conte dice: “Non abbiate paura delle parole. Io sono qui da stamattina in religioso silenzio”.

16.10 – Conte: “Europa investa di più in Africa. Non possiamo fare a meno della Cina”

16.08 – Conte: “Gentiloni sarà un importante presidio per l’Italia. Anche per chi verrà dopo questo governo”
“La neo presidente Ursula von der Leyen riconosce all’Italia il portafoglio più forte che c’è. La polemica politica e le logomachie sono intense e vivaci, ma vi invito a considerare il commissario come colui che rappresenterà l’Italia intera. Lo farà per cinque anni, sarà un importante presidio non per la maggioranza di turno”.

16.07 – Conte: “Permettetemi di unirmi agli auguri per il genetliaco della senatrice Segre”
“Permettermi di unirmi agli auguri per il genetliaco della senatrice Segre. Credo tutti possiamo convenire che ci è ancora molto preziosa la sua personale testimonianza su una delle più buie pagine del Novecento”. In ossequio all’esigenza di un “linguaggio più rispettoso dichiaro il mio personale appoggio per l’iniziativa che ha annunciato la senatrice Segre” per la costituzione di un Osservatorio sull”hate speech”, linguaggio “che sta pervadendo la società e nei social media”.

16 – Conte interviene al Senato (qui la diretta tv)

15.48 – La presidente Casellati chiama Salvini “Casini”
Lapsus della presidente del Senato Elisabetta Casellati, che si è rivolta a Matteo Salvini chiamandolo “senatore Casini”. “Casini no, per favore”, ha replicato lui.

15.46 – Salvini alla ministra Lamorgese: “Mi auguro che non si pieghi ai ricattucci della sinistra cancellando i decreti sicurezza”
“Sono assolutamente a disposizione del nuovo ministro degli Interni per i dossier aperti. Non per i consigli perché non ne ha bisogno, ma può contare sulla mia leale collaborazione perché si occupa di sicurezza del Paese. Mi auguro che non si pieghi ai ricattucci della sinistra cancellando i decreti sicurezza perché farebbe il male di questo Paese”. Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini in Aula al Senato.

15.46 – Salvini: “Faremo opposizione leale in Aula, ma anche in piazza. Torneremo a governare questo Paese”

15.44 – Salvini: “Vogliono la riforma della legge elettorale e l’inciucio a vita”
“Chi prende un voto in più governa. Se voi andate avanti su questo tema raccoglieremo le firme” sulla legge elettorale. Lo dice Matteo Salvini, intervenendo al Senato e soffermandosi sulle trattative in corso nella maggioranza sulla nuova legge elettorale di tipo proporzionale. “Subito si riuniscono per parlare di un tema che interessa alla gente: la legge elettorale”, ironizza. “Con questa legge vogliono garantire l’inciucio a vita”, attacca.

15.43 – Salvini: “Mi permetto di ricordare Conte, l’uomo che sussurrava alla Merkel. Alla faccia della lealtà”
“L’Europa la vogliamo diversa. E vogliamo un’Italia a testa alta: l’immagine dell’uomo che sussurrava alla Merkel non fa bene al Paese. A proposito di stile…alla faccia”.

15.41 – Salvini: “Se qualcuno pensa di portare in Aula lo Stato spacciatore, dovrà passare sul nostro corpo”
“Cercheremo di limitare i danni ma porteremo delle proposte, poi se qualcuno pensa di portare in Aula lo Stato spacciatore, dovrà passare sul nostro corpo. Ho sentito Saviano parlare di legalizzare la cocaina: provateci, noi vi terremo per sempre qui in Aula”.

15.41 – Salvini: “Presidente Conte è un anno che aspettiamo la riforma del codice degli appalti”

15.41 – Salvini: “Gentiloni agli Affari europei? Aspetterei a fare festa”
“Avete svenduto l’interesse italiano per qualche poltrona, ma le hanno rifilato una sola. Spero di essere smentito”.

15.41 – Salvini: “Speriamo non si torni a una Repubblica giudiziaria”
“Speriamo di non andare verso una Repubblica giudiziaria: di permettere ai sindaci di fare i sindaci, agli imprenditori gli imprenditori”. Lo afferma il leader della Lega, Matteo Salvini, intervenendo nell’Aula di Palazzo Madama. “La riforma – aggiunge – è bella che scritta, tra Bonafede, Orlando e Lotti”.

15.40 – Salvini: “Alla Fornero non si torna. Ai porti aperti neppure”
“Alla legge Fornero non si torna, ai porti aperti e al business dell’immigrazione clandestina non si torna, siamo pronti a fare opposizione giorno e notte”.

15.35 – Salvini: “Regionali alle porte, la liberazione dal Pd potrà diventare realtà in tutte le Regioni”
“Ci sono le regionali alle porte: milioni di italiani che potranno votare. A meno che non vi inventiate qualcosa, la liberazione dal Pd potrà diventare realtà in tutte le regioni. Per noi ‘maicolPd’, rimane ‘maicolpd’”.

15.34 – Lega fa partire i cori “dignità” mentre Salvini parla

15.33 – Salvini: “Non potrete scappare all’infinito”
“Siamo pubblici dipendenti, dovremmo essere contenti di essere giudicati dai nostri datori di lavoro: chi non vuole passare dal voto vuol dire che non ha la coscienza a posto”.

15.32 – Salvini: “Siete minoranza del Paese e nei vostri partiti. Governo basato su spartizione poltrone e sulla paura”
“C’è un’allergia di una certa sinistra al popolo, alla piazza, quasi che ormai sia un delitto andare in piazza. Ieri in piazza c’era gente sorridente e senza manganelli. Abituatevi alle piazze, siete minoranza nel Paese: voi siete maggioranza solo nei giochi di palazzo per salvare le poltrone. Il governo è basato sulla spartizione delle poltrone e sulla paura del voto degli italiani. E’ questa l’unica paura esistente. Noi rispondiamo con il sorriso amando i nostri avversari”.

15.31 – Renzi entra in Senato mentre Salvini parla. Di Maio assente
Il senatore del Pd Matteo Renzi è entrato in Aula al Senato. E’ entrato e si è seduto al suo posto proprio quando Matteo Salvini ha cominciato a parlare. Il ministro Luigi Di Maio è assente dall’Aula.

15.30 – Salvini interviene al Senato: “Non la invidio presidente Conte-Monti”
Salvini ha preso la parola tra gli applausi dei senatori del Carroccio: “Non la invidio, presidente Conte-Monti. Si vede uno quando ha il discorso che gli viene da dentro e quando uno deve eleggere un compitino a cui non crede neanche lui. Siete passati dalla rivoluzione al voto di Casini, Renzi, Monti”. Lo afferma il leader della Lega, Matteo Salvini, intervenendo nell’Aula di Palazzo Madama. “Torno a casa con una poltrona di meno, ma con tanta dignità in più. Lascio voi a giudicare se questa operazione è di verità, e di coscienza: milioni di italiani non la pensano così”.

15 – Fonti governative: “Ogni giovedì ci sarà riunione del cdm”
Ogni giovedì il governo guidato da Giuseppe Conte con M5s, Pd e Leu terrà una riunione del Consiglio dei ministri. Lo spiegano più fonti governative di maggioranza secondo le quali l’intesa di massima, salvo eccezioni, è coordinare fin d’ora le agende ministeriali in modo che il giovedì sia la giornata in cui si svolgono i Cdm.

14.30 – Casini: “Discorso di Conte pieno di spunti interessanti. Fiducia a tempo”
“Il discorso del Presidente del Consiglio è pieno di spunti interessanti. Penso al tema demografico ed al provvedimento sulle gratuità degli asili nidi. Condivido in particolare il riferimento all’atlantismo e all’europeismo che ritrovano dignità nelle aule del parlamento italiano. Questa è la nostra tradizione, queste sono le nostre radici, questo è il nostro ineludibile futuro se noi non vogliamo consegnarci a un sovranismo irresponsabile che porterebbe solo guai all’Italia, rendendoci – come lo siamo stati in quest’ultimo anno – completamente ininfluenti. Il resto del programma è un impasto, come sempre capita, di buone intenzioni e di propositi che andranno tutti verificati alla luce del cammino parlamentare”. Lo ha detto, intervenendo nell’Aula del Senato, Pier Ferdinando Casini.

14.19 – Il senatore a vita Monti: “Voto la fiducia”
“Se dovessi essere coerente con me stesso dovrei votare la fiducia” e “oggi ho deciso di pretendere maggiore coerenza da me stesso che da altri e quindi di mettere alla prova una posizione di sostegno alla fiducia ma sottolineo molto che è indispensabile un vero mutamento di indirizzo”. Così il senatore a vita Mario Monti in Aula al Senato durante il dibattito sulla fiducia al governo.

14.01 – Lanièce (Autonomie): “Voterò la fiducia”
“Il mio è un atteggiamento positivo verso il nuovo esecutivo anche per il suo profilo europeista. Una fiducia” che potrà essere confermata “nella legge di Bilancio” se verranno inserite misure “a favore dei nostri territori”. Lo ha detto Albert Laniece, senatore delle Autonomie, annunciando in aula al Senato il sì alla fiducia al Conte 2.

13.40 – Bonino: “Governo diversamente populista. +Europa voterà no”
Il programma di Giuseppe Conte letto ieri alla Camera è stato non solo “enciclopedico” ma un “un libro dei sogni e una fiera delle ovvietà”. Lo ha detto in aula al Senato Emma Bonino esprimendo a nome di +Europa il dissenso rispetto al nuovo esecutivo. “Ottimo e abbondante, avrebbe detto mia mamma, aggiungendo che tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e per me, e per +Europa, c’è un oceano”. Rivolto poi a Luigi Di Maio, Bonino ha avvertito che “la Farnesina non può essere trasformata nel quartier generale di un partito o la sede di un governo ombra”. Il programma, secondo Bonino, avrebbe dovuto anche indicare le risorse e le priorità, mentre così come si è manifestato rischia di essere la piattaforma di un “governo diversamente populista” e per questo +Europa “voterà contro”.

13.35 – Borgonzoni (Lega) mostra t-shirt su Bibbiano. Bagarre in Aula
Aula sospesa al Senato per qualche minuto dopo che l’esponente leghista Lucia Borgonzoni durante il suo intervento si è tolta la giacca mostrando una t-shirt bianca con una scritta ‘Parliamo di Bibbiano’. Subito è stata ripresa dalla presidente dell’aula Elisabetta Casellati che le ha chiesto di ricomporsi e poi ha interrotto la seduta. Alla ripresa è stata nuovamente interrotta da cori ‘Dignità dignità’ Borgonzoni è candidata al le regionali in Emilia Romagna, dove si trova Bibbiano.

13.30 – Capigruppo al Senato si riunisce per la riforma della legge elettorale
Questa sera alle 18.30 dovrebbero incontrarsi in Senato i capigruppo di M5s, Pd e Leu per discutere della riforma della legge elettorale. Lo si apprende da fonti di maggioranza. La riforma del sistema di voto dovrebbe essere incardinata in Senato, mentre alla Camera dovrà essere deciso entro domani il calendario per l’esame in ultima lettura della riforma costituzionale per il taglio dei parlamentari.

13.20 – Intervento Segre applaudito dai senatori Pd-M5s-Leu
L’intervento della senatrice a vita Liliana Segre è stato applaudito dai senatori del Pd, del Movimento 5 stelle e di Leu. Alcuni di loro si sono poi avvicinati al suo posto per stringerle la mano e farle gli auguri di compleanno. Tra gli altri, il senatore a vita Mario Monti. Precedentemente, parlando dei simboli religiosi esposti dai politici, Segre è stata interrotta da alcuni senatori leghisti che le hanno ricordato di quando il presidente Conte è stato ospite di Bruno Vespa con i simboli di padre Pio. Segre non ha risposto e ha ripreso il suo discorso.

13.14 – Segre, sì a fiducia: “Ho temuto imbarbarimento società”
“Mi accingo a esprimere fiduciosa un voto favorevole a questo governo”. Così la senatrice a vita Liliana Segre interviene in Aula al Senato nel corso del dibattito sulla fiducia al nuovo esecutivo. “Il mio atteggiamento di fronte alla nascita del governo – dice ancora – è di preoccupazione e allo stesso tempo di speranza. Ho temuto un inesorabile imbarbarimento della nostra società” e ora “mi attendo che il nuovo governo operi concretamente” per la “difesa della democrazia e dei principi di solidarietà nati dalla Resistenza”.

12.55 – Applausi Pd a Bressa che nel suo intervento ha annunciato la nomina di Gentiloni
Applausi del Pd a Gianclaudio Bressa che nel suo intervento in Aula al Senato annuncia la nomina di Paolo Gentiloni a commissario Ue agli Affari economici e si congratula. Annuncio che è stato pressoché ignorato dai senatori degli altri gruppi parlamentari in un’Aula tra l’altro semi deserta.

12.41 – Candiani: “Governo Conte sottomesso all’Europa”
Duro attacco del senatore leghista Stefano Candiani al Pd, al M5s e in parte al premier Giuseppe Conte, durante il suo intervento al Senato nella discussione sulla fiducia al governo. Le sue parole sono state interrotte più volte dagli applausi degli altri leghisti, mentre dall’altra parte dell’emiciclo i senatori dem e quelli 5s sono rimasti in silenzio. Candiani, che fino a un mese fa era sottosegretario al ministero degli Interni, ha accusato il governo Conte bis di “sottomissione all’Europa” e di aver realizzato “il funerale della politica” e la “restaurazione della prima Repubblica”.

12.37 – De Bonis: “Condivido programma, difficile realizzarlo”
“Dopo aver ascoltato la lunga relazione riformista” del presidente Conte “posso dire che il nuovo programma di governo è condivisibile. Nei fatti però la realtà è opposta. Mancano le coperture. Come eviteremo l’aumento dell’Iva? Chiederemo aiuto all’Europa sul deficit? Il mio augurio è che non si taglino ulteriormente i servizi ai cittadini. In questa prospettiva come prospettiamo il nuovo umanesimo?”. Lo ha detto intervenendo un Aula il senatore ex M5s ora al Misto Saverio De Bonis che conclude il suo intervento con una richiesta: “Sono convinto che l’Italia abbia bisogno di punti fermi su agricoltura e residui tossici e poi di una moratoria sulla tecnologia 5G e assicuri la gestione delle acque e dei beni pubblici”.

12.30 – Salvini: “Gentiloni conferma patto col diavolo”
Paolo Gentiloni commissario Ue? “È la conferma che Conte ha fatto il patto col diavolo, con Macron e Merkel. È l’ennesimo tradimento del signor Conte e anche dei 5 stelle: mandano un vecchio uomo del Pd, come Gentiloni, a Bruxelles”. Così Matteo Salvini, leader del Carroccio, parlando con i giornalisti in Senato ha commentato la nomina dell’ex premier agli Affari Economici.

11.54 – Airola: “Sì alla fiducia con tanti dubbi”
“Voterò sì alla fiducia” ma “con tanti dubbi”. Lo dice all’Adnkronos il senatore M5S Alberto Airola.

11.33 – Nugnes: “Il mio sarà un sì attento”
“Il mio sarà un sì critico, anzi, un sì attento”. Lo ha precisato Paola Nugnes, ex M5S ora al Misto, all’Adnkronos in merito al voto al governo Conte bis a palazzo Madama.

11.29 – La senatrice a vita Cattaneo: “Voto sì, ma non è incondizionato”
La senatrice a vita Elena Cattaneo ha annunciato il voto favorevole al governo Conte 2 nel corso del suo intervento in Aula sottolineando la necessità di investire in ricerca e istruzione. “Non è un voto di fiducia organico o incondizionato, ma legato di volta in volta ai provvedimenti”, ha specificato.

11.20 – Paragone: “Non esco dall’Aula, farò discorso contro Conte”
La notte ha portato consiglio? “A chi, a loro? Speriamo, ma non credo”. Risponde con una battuta ai cronisti il senatore del M5S Gianluigi Paragone, arrivando a Palazzo Madama. Alla domanda se uscirà dall’Aula in occasione della fiducia, Paragone risponde di no. Poi, parlando in buvette con alcuni senatori grillini, l’esponente 5 Stelle annuncia: “Farò un discorso durissimo contro Conte”.

11.20 – Cerno: “Esecutivo abbia un’anima”
In Parlamento il clima è quello di uno stadio durante un derby, il derby democratico. La partita più difficile che l’Italia abbia giocato dal ’94 in poi. Suggerisco con pacatezza il governo Conte: alzi il profilo, si rivolga al Paese, costruisca un sogno. Sarebbe un errore sperare nella vittoria a tavolino, che non ci sarà. È vero come in tanti ripetono che la Costituzione garantisce al Parlamento di poter esprimere un governo che detenga una maggioranza in Aula, ma sono gli italiani che alla fine ci giudicheranno. E soprattutto chi crede all’alleanza Pd-M5S, come me oggi, pretende da premier e ministri che dimostrino che questo esecutivo ha un anima, non solo una composizione”. Lo dice Tommaso Cerno, senatore del Partito democratico.

11.10 – Zanda: “Se alleanza effimera sarà suicidio”
“Se questa alleanza sarà effimerà sarà un suicidio delle nostre forze politiche, altrimenti aiuterà l’Italia a stare in Europa. Essenziale la tenuta interna dei gruppi parlamentari”. Lo ha detto Luigi Zanda del Pd durante il suo intervento al Senato. “Per cambiare veramente e arrivare dove solo poche settimane pensavamo fosse impossibile dobbiamo prima di tutto cambiare molto di noi stessi e dei nostri pregiudizi”, ha aggiunto.

11.01 – Nugnes: “Vera discontinuità è togliere decreti Salvini”
La senatrice Paola Nugnes, fuoriuscita dal M5s, interviene al Senato e parla del precedente governo come “incubatore” della destra populista e chiede “vera discontinuità” sui decreti Sicurezza e sulle politiche migratorie. La parlamentare ha anche sottolineato la necessità di discontinuità sulle tematiche ambientali.

10.58 – Giarrusso (M5s): “Se voto la fiducia? Vedrete…”
“Se voto la fiducia? Lo saprete…”. Così il senatore del M5S Mario Michele Giarrusso, intercettato dall’Adnkronos a Palazzo Madama. Il parlamentare pentastellato negli scorsi giorni aveva criticato il Pd per le sue posizioni su Atlantia.

10.45 – Salvini parla alle 14.30, Conte replica alle 15.30
Giuseppe Conte interverrà nell’Aula del Senato intorno alle 15.30. Il presidente del Consiglio prenderà infatti la parola in replica al dibattito generale sulla fiducia che dovrebbe concludersi intorno a quell’ora. Verso le 14.30 prenderà la parola il leader della Lega Matteo Salvini, mentre al momento non è previsto che intervenga in Aula il senatore Pd Matteo Renzi.

10.33 – Parla Stefàno, cori ‘Bibbiano’ dalla Lega
Durante l’intervento di Dario Stefano del Pd che parlava di Matteo Salvini nell’Aula del Senato dai banchi della Lega sono partiti cori su Bibbiano. ‘Bibbiano, Bibbianò hanno ripetuto i senatori del Carroccio interrotti dal suono della campanella del presidente Elisabetta Casellati.

10.23 – De Falco: “Demolire Sicurezza bis”
“L’annuncio della parziale rivisitazione del decreto Sicurezza bis, sembra ritrovare la medesima insufficienza e genericità, poiché quelle norme, creando un contrasto insanabile con le norme internazionali, devono essere disapplicate. Se l’intervento demolitorio fosse minimale, sarebbe del tutto insoddisfacente, anche rispetto ai semplici ma fondamentali rilievi mossi dal presidente della Repubblica”. Lo ha detto Gregorio De Falco, senatore del gruppo Misto, nel corso del dibattito a palazzo Madama sulle dichiarazioni programmatiche del governo, rispetto alle quali, però, non ha puntualizzato se voterà a favore o meno.

10.15 – Salvini arrivato a Palazzo Madama
Il leader della Lega Matteo Salvini è arrivato nell’Aula del Senato ancora semivuota. Applausi dei senatori della Lega e cori ‘Matteo! Matteo!’ Salvini si è poi seduto tra i banchi del Carroccio vicino a Roberto Calderoli.

10.12 – Conte in Aula. I leghisti: “Traditore”
Il premier Giuseppe Conte è entrato nell’aula del Senato, per la fiducia. E’stato accolto da urla e dal coro “traditore, traditore” da parte di alcuni senatori leghisti. Si è seduto tra i ministri degli Esteri Luigi Di Maio e quello dell’Interno Luciana Lamorgese. Presiede l’aula il presidente del Senato Elisabetta Casellati.

10.10 – Inizia il dibattito. Voto di fiducia alle 18
Al via nell’Aula del Senato il dibattito generale sulla fiducia al nuovo governo. Il premier Giuseppe Conte, che ieri ha consegnato il discorso programmatico a Palazzo Madama, interverrà in sede di replica nel primo pomeriggio. Seguiranno le dichiarazioni di voto e il voto di fiducia che dovrebbe concludersi intorno alle 18.

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