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Se Silvia Salis si candiderà davvero alle primarie, saremo molti a non volerla più sostenere

Non voterò nessun partito che candidi Silvia Salis o si allei con lei alle prossime elezioni
Se Silvia Salis si candiderà davvero alle primarie, saremo molti a non volerla più sostenere
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Credevamo (uso il plurale perché non siamo pochi e, di questo passo, saremo legioni) che Silvia Salis, sindaca di Genova, fosse persona seria e di parola, quando, emergendo sulla ribalta pubblica, scelse di candidarsi a Sindaca di Genova nel 2025. Noi la votammo.

Credevamo! Dopo alcuni mesi, trascinata anche dalla sua autostima, alquanto narcisista e ammaliata dalla vertigine del potere, si rese disponibile per fare da “federatrice” dall’inesistente campo largo, acuto, trapezoidale, dodecagonale per fare l’anti-Meloni. Al lancio di Renzi: “Silvia Salis è un nome forte per le primarie”, la Sindaca, sventurata, rispose.

Lei può fare della sua vita ciò che vuole, ma non a spese (pubbliche) degli altri, ingannando chi l’ha eletta e dimostrando di essere come quelli che dice di volere combattere. La candidatura formale urbi et orbi di Renzi rende la situazione seria e grave.

Continuano a chiamare sinistra, sapendo di mentire, quella cosa che, in Italia, è morta dal 2000 in poi annegata nel fetore berlusconista, adeguandovisi con naturalezza. Se Matteo l’arabico, che al costo di 80mila euro invidia il Rinascimento di Bin Salman esaltandolo, è di sinistra, è finito il mondo. Il Leopoldo è intriso di sé, usa chi gli serve e butta via chi non gli serve.

A seguito di diverse proteste sui social e sulla stampa, Silvia Salis sentì l’urgenza di precisare su Instagram che avrebbe terminato il suo mandato sindacale di 5 anni a Genova, dedicandosi alla cura della sua città, come aveva promesso in campagna elettorale. La città non ha sentito alcun effetto della “cura Salis”, semmai ha sperimentato un peggioramento nelle condizioni di vita della città: traffico caotico, rumori, schiamazzi sistematici notturni, centro storico ridotto a Far West serale e notturno, con assenza totale della Polizia Municipale, nonostante la chiarezza della Costituzione (Cost. art. 32; Codice civ. art. 844 con artt. 2043 e 2050) e della Corte di Cassazione (Cassazione Civile, Sez. II, Ordinanza n. 6906 del 11 marzo 2019).

La Sindaca di Genova sappia che, se si candida alle primarie del campo largo, molti non la voteranno, tranne chi ha interessi a perseguire benefici personali. Il suo padrino Renzi è spergiuro settenario: “Se perdo il referendum costituzionale considererò fallita la mia esperienza in politica” (in politica, non nel partito, dove comunque ha lasciato i suoi pretoriani).

Se Salis farà parte di questo scenario mortale, in tanti l’abbandoneremo, e senza alternative serie, etiche e forti, resteremo a casa e non andremo a votare, per la prima volta (io, dopo 61 anni). Non importa il risultato. Se la Repubblica deve cadere, che cada, con tutti i Filistei, ponendo fine allo scempio di scegliere sempre il meno peggio per arrivare alla bassezza immorale di oggi. Meloni e la banda di “meritevoli” (sic!!!). finiranno il lavoro di sbattere l’Italia contro il muro dell’incapacità ignorante e affonderanno.

Sia chiaro: io, Paolo Farinella, prete, e non solo io, non voto nessuna congrega dove, anche indirettamente, vi saranno Renzi e Calenda – che sono di destra “estrema” – come il Pd che non sa cosa sia, ma certo non è mai stato di sinistra, perché non ha mai avuto una politica sociale. Schlein è di sinistra? Cosa dicono lorsignori delle guerre e delle armi? Quale politica di pace? E sulle spese militari? Sul lavoro e l’Ai? Sulla politica migratoria, storicamente inarrestabile ma gestibile, si può avere una parola di diritto e di civiltà? O si insegue Vannacci, aumentandone il consenso?

Non voterò nessun partito che candidi Silvia Salis o si allei con lei, alle prossime elezioni, usufruendo della finzione delle preferenze che sono la più grande truffa della democrazia. Noi non lo meritiamo. Garantisco alla Sindaca che siamo/saremo in molti, in tanti, folle e miriadi che pensiamo ancora e agiremo di conseguenza. La nostra dignità non ha prezzo: abbiamo “il dovere [di difenderla] con disciplina e onore” (Cost. it. Art. 54).

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