È vero che ogni ipotesi di reato sarebbe prescritta ma sarebbero fatti di grande rilevanza anche per gli storici. È così che il procuratore aggiunto di Palermo, Vittorio Teresi, definisce eventuali reati collegati alle intercettazioni di Giuseppe Graviano, che a proposito del 1992 – anno delle stragi di Falcone e Borsellino – dice: “Berlusca mi chiese questa cortesia”. Il boss di Brancaccio si è collegato oggi con l’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo per essere interrogato dalla corte d’assise che sta celebrando il processo sulla cosiddetta Trattativa tra pezzi dello Stato e la mafia.

“Mi avvalgo della facoltà di non rispondere”, ha detto Graviano che ancora una volta non ha voluto chiarire i misteri celati dietro le sue azioni degli anni novanta e le sue parole del 2016-2017″. “Certo che non ha risposto. Sapeva bene quale era contenuto e la valenza di quelle intercettazioni. Non si poteva neanche permettere di rispondere per fare proclami”, commenta Teresi, che insieme ai pm Antonino Di Matteo, Roberto Tartaglia e Francesco Del Bene rappresenta l’accusa in dibattimento.

Ieri è stato il giorno della sfida sulla parola chiave. “Bravissimo” invece di Berlusca è l’interpretazione della difesa di Marcello Dell’Utri di quell’ascolto. La differenza non è da poco e cambia il senso della frase pronunciata il 10 aprile del 2016 da Graviano. Nella sua passeggiata in cella con il detenuto campano Umberto Adinolfi, il boss di Brancaccio, secondo i periti della difesa di Marcello Dell’Utri non avrebbe quindi pronunciato la frase “Lo stavano indagando…Berlusca mi  ha chiesto questa cortesia.. per questo è stata l’urgenza”. Ma solo “Lo stavano indagando”, e poi un “bravissimo” per confermare la frase di Adinolfi “disse lui”. Sekret, il nuovo format di inchiesta di Marco Lillo – presto disponibile sulla nostra piattaforma Loft – ha pensato di pubblicare il video con l’audio (con la trascrizione effettuata dalla Dia) in modo che ciascuno possa farsi la sua idea. 
“Io ho sentito la parola Berlusca. Mi fido fortemente dei periti nominati dalla corte il cui giudizio è stato assolutamente in linea con quello dei nostri periti”, dice Teresi. Se fosse confermata questa versione, quindi, Graviano direbbe di avere fatto una cortesia a Berlusconi nel 1992. Di quale cortesia parla? E soprattutto? Essendo trascorsi 25 anni, tutte le eventuali ipotesi di reato sarebbero prescritte? “Certo – dice Teresi – Ma certi fatti li devono guardare i magistrati ma anche gli storici perché possano portare rilievi per gli uni e per gli altri”.