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Flotilla, scarcerati Abukeshek e Avila. Saif arriva a Barcellona e annuncia: “Preparo la valigia e raggiungo i miei compagni in Turchia”

La notizia è stata data dal ministero degli Esteri israeliano. Per Saif volo per la Spagna dopo tappa ad Atene, Thiago accompagnato in Egitto prima di imbarcarsi in un aereo per il Brasile
Flotilla, scarcerati Abukeshek e Avila. Saif arriva a Barcellona e annuncia: “Preparo la valigia e raggiungo i miei compagni in Turchia”
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Saif Abukeshek e Thiago Avila sono liberi. Dopo oltre una settimana dall’arresto in acque internazionali e la detenzione nelle carceri israeliane, il ministero degli Esteri di Tel Aviv ha reso noto che i due attivisti della Global Sumud Flotilla sono stati espulsi. Abukeshek è stato portato ad Atene e da lì trasferito a Barcellona dove è atterrato intorno alle 17.30: l’attivista palestinese ha infatti la cittadinanza spagnolo. E dall’aeroporto di El Prat, accolto da decine di attivisti tra bandiere della Palestina e applausi, arriva il suo annuncio: “Sto andando a Barcellona per preparare la mia valigia e riunirmi con i miei compagni in Turchia”. “Il nostro viaggio è appena iniziato“, ha assicurato. Avila, invece, sta per essere accompagnato in Egitto, per poi essere imbarcato su un volo diretto in Brasile, suo Paese d’origine.

In un post su X, il ministero di Tel Aviv ha dichiarato che “dopo il completamento delle indagini, i due provocatori professionisti, Saif Abukeshek e Thiago Ávila, appartenenti alla flottiglia delle provocazioni, sono stati espulsi oggi da Israele”. E poi ha ammonito: “Israele non permetterà alcuna violazione del legittimo blocco navale di Gaza”. “Il nostro compatriota Saif Abukeshek è già libero in volo verso la Spagna, dove ritroverà la sua famiglia e i suoi cari nelle prossime ore”, aveva annunciato su X dal ministro spagnolo degli Esteri, José Manuel Albares, che ha ringraziato l’ambasciata di Spagna in Israele, l’ambasciata di Atene e il team del ministero degli Esteri: “Proteggere gli spagnoli è la priorità assoluta”, ha concluso.

Appena arrivato nella capitale greca, Saif ha postato sui social un video-messaggio per ricordare che “restano indietro migliaia di prigionieri palestinese bambini, donne e uomini. Sono sicuro – ha aggiunto – che il trattamento che ho subito non è paragonabile alle sofferenze che subiscono, le testimonianze che abbiamo delle loro torture, delle violenze ogni giorno”. Poi, prima di imbarcarsi su un volo verso la Spagna, ha anche lanciato un appello: “Dobbiamo continuare a mobilitarci, non possiamo dimenticare i prigionieri palestinesi” ringraziando anche “tutti coloro che si sono mobilitati, il team legale Adalah, la mia famiglia, mia moglie e i bambini, i miei colleghi del movimento, le 180 persone coraggiose” membri della Global Flotilla. “Ho ascoltato la vostra voce”, durante la permanenza in carcere, “mi ha dato la forza, ma non abbiamo ancora finito il lavoro. Dobbiamo andare avanti, dobbiamo continuare a mobilitarci fino a che Palestina sarà libera”, è l’esortazione di Saif Abukeshek, nel ricordare “la gente in mare che sta facendo la sua parte”, in relazione alle altre imbarcazioni della spedizione umanitaria, che puntano a raggiungere Gaza. L’attivista fa appello a “sollevarsi in ogni angolo del mondo” “in terra e per mare per una Palestina libera”.

Abukeshek e Avila erano stati sequestrati nella notte tra il 29 e il 30 aprile con circa altri 180 volontari della Flotilla, nell’inaudita e spregiudicata operazione della Marina israeliana venuta ad assaltare a ovest di Creta, in acque internazionali sotto controllo greco, 22 delle 58 barche partite da Augusta domenica 26. Gli altri erano stati rilasciati dopo maltrattamenti vari su una “nave prigione”, 34 i feriti, mentre i due membri dello Steering Committee della Flotilla erano stati deportati in Israele. Qui hanno fatto sette giorni di carcerazione durissima.

La notizia della liberazione dei due membri del comitato direttivo era arrivata ieri mattina sulle barche della Flotilla dirette in Turchia e aveva dato vita a momenti di festa a bordo. La missione ha raggiunto oggi la costa turca: qui è iniziata la Conferenza internazionaleCivilian resistance against genocide“. Mentre la Flotilla decide se e come scendere di nuovo verso Gaza nell’Università di Muğla studiosi, esperti legali e professionisti a mondiali si riuniscono “per esaminare il blocco di Gaza, il genocidio, il passaggio umanitario, la resistenza civile, la responsabilità degli Stati e la responsabilità ai sensi del diritto internazionale”. Previsto l’intervento, tra gli altri, della relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, Francesca Albanese. Nonostante la richiesta degli Stati Uniti, avanzata su istanza israeliana, di non agevolare e non aprire i porti alla Flotilla, la Turchia accoglie le imbarcazioni e ospita la conferenza su Gaza.

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