Bryan Cranston

berryOutsider della cinquina, ma non dal cuore dei fan della serie tv stracult che l’ha reso superpop, Bryan Cranston è il talento a forma di attore. A darne prova sono state le 5 stagioni di Breaking Bad in cui ha rivestito i panni del prof di chimica Walter White, che in un momento critico della vita decide di “cucinare” e spacciare metanfetamina. Nel ruolo del mitico “Walt”, l’attore nato a Los Angeles ha vinto 4 Emmy e un Golden Globe: impossibile staccarsi da un personaggio di quella portata. Eppure l’inossidabile Cranston, che è anche regista e produttore, è riuscito a conquistarsi la sua prima candidatura all’Oscar come protagonista di un biopic che più meta-hollywoodiano non si poteva: L’ultima parola – La vera storia di Dalton Trumbo. Diretto da Jay Roach, è il racconto dello sceneggiatore più pagato nella Hollywood tra i ’40 e i ‘50 ma anche del maggiormente perseguitato dal maccartismo. Dopo mesi di carcere, lo sceneggiatore comunista fu inserito nella lista nera di Hollywood e dovette lavorare sotto falso nome per mantenersi. È proprio con un’altra “identità” che arrivò a vincere due Oscar: per Vacanze Romane (1954) e The Brave One (1957). Potente, eccentrico, chiacchierone e creativo all’ennesima potenza il “personaggio” Dalton Trumbo era una sfida di alto livello e Bryan Cranston l’ha superata a pieni voti: giusta la sua nomination anche se possibilità di vittoria sono minime.

INDIETRO

Oscar 2016, i fantastici dieci: da DiCaprio a Fassbender, ecco tutti gli attori in corsa per la statuetta

AVANTI
close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Mózes: le incompiutezze di un ragazzo e di un padre fantasma smemorato

prev
Articolo Successivo

Fuocoammare, Lampedusa vista con gli occhi di un bambino. Cioè i nostri

next