Autobus che trasportano ragazze, tante, le più belle mai viste. Mazzette di soldi e troppi contanti che girano. Non si parla di Arcore o Palazzo Grazioli, ma di un’altra residenza scelta da Silvio Berlusconi tre anni fa, nell’estate del 2010: il castello di Tor Crescenza a pochi chilometri da Roma. L’ingresso del castello è costernato di statue, fontane, con un divano che sullo sfondo dà il benvenuto. Accanto un pianoforte, lo stesso che amava suonare Berlusconi nei giorni trascorsi in quella dimora. A distanza di tre anni, una fonte che preferisce rimanere anonima, rivela al Fatto i dettagli di quel periodo con l’ospite più atteso. Si tratta di una persona che frequenta e frequentava anche all’epoca quel castello, molto vicina anche al suo proprietario, il barone Fabrizio Sardagna Ferrari. Berlusconi ha affittato il castello per 11 mesi; seicento mila euro sarebbero stati consegnati “in nero”, rivela la nostra fonte. A questi, bisogna aggiungere altri 100 mila euro, che sarebbero però stati pagati regolarmente con un bonifico. Berlusconi si era rifugiato lì per qualche mese, poi quando è scoppiato il caso Ruby (la prima volta ne parla il Fatto il 26 ottobre 2010), è andato via da un giorno all’altro.

La notizia della nuova dimora estiva scelta da Berlusconi era finita sui giornali già nel 2010. La fonte parla di due tipi di cene che si tenevano: quelle che proseguivano fino alle tre di notte, con canti e balli; e quelle più serie. Di queste ultime, le foto – per dimostrare che lì non si faceva il bunga-bunga – vennero pubblicate il 2 marzo 2011 su Chi. Sul settimanale è stata pubblicata anche un’intervista a Mariarosaria Rossi, ex consigliere municipale di Roma e ora deputata di Forza Italia, tra i collaboratori più stretti dell’ex premier. Proprio la Rossi è stata intercettata dalla procura di Milano al telefono con Emilio Fede, che le annunciava il suo arrivo – in quel caso a Villa San Martino – con due amiche. “Ah che palle che sei” dice la Rossi al telefono, “due amiche, quindi bunga bunga, due de mattina, io ve saluto eh?!”.

A Chi la Rossi spiega che per bunga-bunga intendeva “una serata che si sarebbe sicuramente prolungata dopo la cena con la proiezione di un film o con musica dal vivo”. Su Tor Crescenza, invece, racconta di aver organizzato due cene per Berlusconi, a cui erano invitate anche le deputate pdl. La fonte che parla al Fatto racconta che quelle con le deputate, non erano le uniche cene che si erano tenute nella villa, ma ce ne erano molte altre, con belle donne e contanti: “Berlusconi è venuto qui nel 2010”.

Alle feste chi c’era?
Le feste erano organizzate dalla Rossi, si sentiva tanto onorevole, senatrice. Lei era la capa e chiamava chi voleva. Facevano le cene qui, e cantavano tutti la canzone “meno male che Silvio c’è”. Lui suonava il pianoforte. É bravissimo.

Veniva anche Mara Carfagna? Ci parlava?
Ma sì, anche con la Rossi.

Si ricorda chi altro era presente?
Ma… tutte loro. Facevano sempre le cene. Lui arrivava per le dieci, poi arrivavano due pulmini verdi con i vetri neri. Uscivano le vamp che cantavano… e poi cominciava la grande festa. Ma lui (Silvio Berlusconi, ndr) è un uomo eccezionale, perchè alle tre, quattro (di notte, ndr) andava su e la mattina, quando mi svegliavo presto per fare una passeggiata, lo incontravo. Alle 7 la mattina! Quello è uomo da tre ore di sonno a notte. Quando è andato a Torcrescenza ha preso (il castello, ndr) in affitto. Lui voleva comprarlo.

A quanto voleva comprarlo?
120 milioni.

Invece per l’affitto quanto è stato pagato?
Non posso dirlo, ma è stato pagato tutto in nero.

Tutto in nero?
Tutto, tutto in nero. Poi hanno dovuto fare il comunicato stampa dicendo che lui era ospite.

E in nero quanto è stato pagato?
Beh, tra una storia e l’altra 600 mila euro.

Per 11 mesi?
Sì.

Pagamento in contanti?
È chiaro.

Ma i bigliettoni chi glieli ha portati?
C’era una segretaria che mi portava i soldi.

Ma la Minetti veniva?
No, mai vista.

Mentre le altre ragazze venivano con il pulmino?
Sì perché le portava sempre Lele Mora. Ma erano belle, talmente belle. Tra le più belle che abbia visto in vita mia.

Ruby non è mai andata a Tor Crescenza?
Ruby mai, perché la tiene su a Milano. Qui c’erano due tipi di feste: quelle giuste, e quelle dove si cantava e si faceva casino.

Quindi sono stati pagati 600 mila euro?
Tutto in nero… Allora vi spiego, ogni sera quando entravano c’era un pacco (di soldi, ndr). Quindi saranno stati 100 mila euro a sera.

A sera?
Sì.

Per le ragazze?
Per le ragazze. Ma tu non hai idea del giro di soldi? Poi è andato via che era novembre, era venuto fuori che la Boccassini aveva fatto casino… Quando se ne è andato via in malo modo, scusandosi, “qui non posso stare, pensano che faccia casino” (diceva Berlusconi). Spinelli ha dato cento mila euro.

In quel caso non in nero però.
No, tutto corretto. La napoletana, invece, io credo che sia innamorata davvero.

Francesca Pascale?
Qua non è mai venuta.

Ma quindi sono stati pagati 700 mila euro per stare a Tor Crescenza?
Sì… Poi a tutti i domestici ogni volta venivano date 500 di mancia.

Il Fatto Quotidiano ha contattato via email l’avvocato Niccolò Ghedini per consentire diritto di replica su una vicenda, che al di là delle feste e delle donne presenti, racconta di un importante pagamento in nero: 600 mila euro per l’affitto del castello. Ma nessuna risposta ci è stata data.

di Valeria Pacelli e Nello Trocchia

Da Il Fatto Quotidiano del 7 dicembre 2013

LE REAZIONI

1- GHEDINI: “RICHIESTA IN RITARDO, MA E’ TUTTO INVENTATO”. Niccolò Ghedini, legale di Silvio Berlusconi, ha preferito rispondere stamattina, dopo la pubblicazione dell’articolo, tramite agenzia di stampa. “La richiesta di chiarimenti” su Tor Crescenza “è pervenuta al mio studio subito dopo l’orario di chiusura e non vi è stata quindi possibilità alcuna di interloquire. Nel merito la narrazione dell’anonimo è totalmente inventata e smentita dalla precisa documentazione dalla quale consta che tutti i rapporti economici sono stati regolati in modo più che trasparente e a mezzo bonifici bancari. Si tratta quindi dell’ennesima invenzione”.

In realtà la richiesta di chiarimenti è pervenuta allo studio legale Ghedini-Longo poco prima delle 19. Lo studio legale, come chiarito dalla segretaria, sarebbe stato chiuso alle 19.30. Il Fatto ha inviato a Ghedini una mail con la richiesta di chiarimenti e i contatti della giornalista, che ha chiesto e ottenuto una mail di conferma di ricezione da parte dello studio legale. La segreteria dell’avvocato ha confermato per mail al Fatto di aver ricevuto la richiesta. L’avvocato Ghedini non ha risposto fino a stamattina. Quanto al testimone che ha rivelato al Fatto la vicenda, preferendo restare anonimo per eventuali e sicure conseguenze, è una persona che conosce bene i fatti perché presente. Il Fatto ha a disposizione ogni prova della veridicità dell’articolo, registrazioni vocali e video. Davanti alle autorità competenti deciderà che cosa fare.

2 – CARFAGNA: “FATTO MASCHILISTA, A TOR CRESCENZA SOLO UNA CENA CON PARLAMENTARI”. “Ormai non importa quello che si dice o da chi lo si fa dire, basta che sia fango – commenta invece Mara Carfagna, portavoce del gruppo Forza Italia alla Camera, citata nell’intervista come uan delle partecipanti alle feste -. Sono cinque anni che Il Fatto Quotidiano tra blitz e maldicenze, cerca di accreditare la teoria che chi ha fatto scelte politiche diverse dalle loro appartiene a categorie ignobili e prive di moralità. Ho cercato di difendermi con il mio lavoro, ma quella del Fatto Quotidiano è una violenza inaccettabile che tende a delegittimare per l’ennesima volta la mia reputazione e la mia dignità”. Un atteggiamento “razzista e maschilista”, continua, annunciando una possibile azione legale. “Non sono mai stata ad Arcore – sottolinea Carfagna – come ho testimoniato dinnanzi al tribunale di Milano che ne ha preso atto, né ho mai partecipato alle cene nel castello di Tor Crescenza. Tranne una con molti altri parlamentari”.

Nell’articolo pubblicato oggi non è stato affermato in nessun modo che l’onorevole Carfagna avesse partecipato a quel genere di cene fatte di canti e balli, come ha raccontato la fonte. Non è stata fatta alcuna insinuazione. Anche la senatrice Fi Mariarosaria Rossi ha inviato alle agenzie di stampa le sue repliche: “In relazione al farneticante e ridicolo articolo pubblicato dal Fatto rilevo che evidentemente questo giornale non ha ancora elaborato il lutto. Non si rassegna, infatti, con la decadenza ad aver perduto Berlusconi come unico simbolo e bersaglio in grado di giustificare la sua danarosa esistenza. Mi rendo conto che il quotidiano di Travaglio cerchi di incrementare le vendite alimentando il suo core businness, che è l’odio contro Berlusconi e contro tutti coloro che gli sono vicini. Noi, che abbiamo come colpa imperdonabile quella di saperlo innocente e di volergli bene. Quasi come danno collaterale, con sprezzante indifferenza, sono quindi colpita anch’io da questo giornalismo diffamatorio, che gode, chissà perché, della collaborazione e di un occhio di riguardo da parte di alcuni pubblici ministeri”.

3 – M.R. ROSSI: “ORGANIZZATRICE? CI HO MESSO PIEDE DUE VOLTE”. Maria Rosaria Rossi, indicata dalla fonte co0me organizzatrce delle feste, parla di articolo “farneticante” e replica: “Sono stata fatta passare per organizzatrice e testimone di cene scandalose al castello di Tor Crescenza”, cosa che “nessuna smentita o sentenza può sanare, insinuando sempre e comunque il dubbio che io possa non essere la persona e la parlamentare rispettata e rispettabile che tutti conoscono. Il tutto è stato costruito basandosi sulle parole di un testimone anonimo, impossibili perciò da verificare”. Ancora, afferma la parlamentare, “mi dolgo che Il Fatto per una volta non abbia avuto a disposizione i miei tabulati e i riscontri gps del mio cellulare, da cui avrebbero potuto dedurre che io nel famoso castello, in quel 2010, ci ho messo piede solo due volte, per di più in occasione di cene ufficiali ampiamente pubblicizzate dalla stampa nazionale”. Anche Maria Rosaria Rossi annuncia di volersi rivalere “in qualsiasi sede, penale e civile”.

Aggiornato dalla redazione web alle 20