Una brutta storia di schiaffoni, urla, bicchieri in volo e parole in libertà, con il marchio regale, ma con un dettaglio al momento rimasto sconosciuto. La vicenda riguarda Fabrizio Sardagna Ferrari Von Neuberg e Hohenstein, barone per chi pratica i sangue blu e la sua consorte Sofia Borghese, principessa. La donna ha denunciato il marito per violenze che si sarebbero consumate nel castello da fiaba a due passi da Roma, quello di Torcrescenza, dimora scelta anche da Silvio Berlusconi nell’estate del 2010. Il giudice Simonetta D’Alessandro ha mandato a processo Fabrizio Sardagna per lesioni personali e maltrattamenti in famiglia, prima udienza fissata nel 2015. Gli episodi incriminati si sarebbero consumati fino al 2012 e anche i figli della coppia sarebbero stati destinatari degli improperi del padre.

Ma c’è altro nell’epilogo amaro del matrimonio di corte ed emerge dalle carte, consegnate dalla difesa dell’uomo, agli atti del procedimento, di cui è titolare il pm romano Vittoria Bonfanti. Le testimonianze raccontano di un personaggio, già noto alle cronache, che – secondo la difesa del barone – avrebbe contribuito a consumare il rapporto d’amore scatenando l’ira di Fabrizio Sardagna. É il custode Eugen Petrisor che nel giugno 2012, durante l’indagine difensiva, racconta, in un verbale di informazioni all’avvocato Antonio Maio: “La moglie del conte Ferrari ha una relazione con Francesco Piscicelli”. Relazione che sarebbe stata scoperta ad inizio 2012 durante i turni di guardia del custode. Nessun caso di omonimia, Francesco Maria De Vito Piscicelli è il famoso imprenditore con l’immagine macchiata dalle risate sul terremoto del-l’Aquila, coinvolto nello scandalo grandi eventi, ma che poi ha fornito un contributo ai magistrati nella ricostruzione della rete di malaffare e potere.

Piscicelli, da tempo amico di Sofia Borghese, è stato ospitato da Fabrizio Sardagna a partire dalla fine del 2011. Dopo qualche mese la scoperta riferita dal custode. Una relazione extraconiuguale che avrebbe spezzato il cuore del barone e una storia d’amore lunga 30 anni. É uno dei capitoli della difesa firmata dagli avvocati di Sardagna. Nulla giustifica episodi di violenza dei quale è accusato l’uomo, e il processo accerterà la veridicità delle accuse, ma questo particolare completa il quadro. “É vero sono stato ospite qualche volta castello, ma con Sofia Borghese sono solo amico da anni, il resto sono stupidaggini. Più volte ho dovuto difendere Sofia Borghese dalle aggressioni del marito” replica Piscicelli che non vuole aggiungere altro. Una storia, mille ricami. Proprio Piscicelli, difeso dall’avvocato Giampietro Anello, ha denunciato per truffa il barone, nel 2012, per un contenzioso insorto nell’acquisto di un immobile. Ma al di là delle trame, di certo nel castello adesso resta un barone nella solitudine dei campi da golf, con sei domestici a fargli compagnia.

di Valeria Pacelli e Nello Trocchia

Da Il Fatto Quotidiano del 7 dicembre 2013