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Il sottosegretario leghista Federico Freni si ritira dalla corsa alla presidenza della Consob, Giorgetti: “Decisione sua”

L'indicazione del sottosegretario all'Economia alla presidenza dell’Autorità che vigila sulla Borsa, in sostituzione di Paolo Savona, era trapelata già nel mese di gennaio scorso
Il sottosegretario leghista Federico Freni si ritira dalla corsa alla presidenza della Consob, Giorgetti: “Decisione sua”
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Niente da fare. Il sottosegretario all’Economia Federico Freni si è ritirato dalla corsa alla presidenza della Consob. “Faccio un passo indietro”, ha annunciato il leghista a Repubblica. Freni avrebbe già comunicato la sua decisione alla premier Giorgia Meloni, al titolare del Tesoro Giancarlo Giorgetti e al leader del suo partito Matteo Salvini. “È una decisione sua. Posso dire di essere contento, così almeno continua a lavorare con noi…”, ha dichiarato il ministro Giorgetti rispondendo ai giornalisti alla Camera.

L’indicazione di Freni alla presidenza dell’Autorità che vigila sulla Borsa, in sostituzione di Paolo Savona (nominato dal governo Conte-1 nel 2019), era trapelata già nel mese di gennaio scorso. Quando la nomina sembrava a un passo, però, tutto si è complicato per uno scontro politico all’interno del centrodestra. A mettersi di traverso è stato il vicepremier e leader di Forza Italia Antonio Tajani: “Consob non può essere parte di una lottizzazione politica. Per la delicatezza della situazione serve un candidato autorevole, non espressione di un partito”, ha dichiarato il ministro degli Esteri. La corsa verso la presidenza si era ulteriormente complicata ad aprile quando si è fatta strada anche una possibile valutazione legale sul cambio di ruolo e poi il guaio dell’indagine delle autorità Ue sull’indipendenza delle autorità nazionali.

Adesso, pertanto, si riapre la partita per la presidenza della Consob. Matteo Salvini raggiunto più volte dai cronisti nel Transatlantico della Camera in occasione del question time, ha evitato di rispondere alle domande sul caso, fino a sbottare: “Ragazzi, oggi non parlo…“. Il nervosismo del leader leghista, osserva a mezza voce un esponente di primo piano della maggioranza che segue il dossier nomine fin dall’inizio, vale più di molte dichiarazioni. Secondo questa lettura, Freni avrebbe deciso di farsi da parte anche perché sarebbe venuto meno il sostegno decisivo di Fratelli d’Italia e della premier Giorgia Meloni. “Da persona di grande responsabilità ed elevato senso istituzionale, Federico Freni ha preso atto della situazione e ha scelto di sfilarsi dalla corsa per la presidenza della Consob. In questo modo, Freni dimostra di non voler creare problemi al governo, all’Authority e al Paese”, fanno sapere fonti del Carroccio.

Forza Italia, che non ha mai nascosto il proprio veto sul nome di Freni, ribadisce la sua posizione attraverso il portavoce nazionale Raffaele Nevi: “La Consob è importante e dobbiamo trovare una figura autorevole, forte e credibile, che sia al di sopra della dinamica politica”. “La nostra obiezione – precisa Nevi – non è a Freni a ma a una figura politica alla guida dell’Autority, fosse stato un altro nome sarebbe stato lo stesso”. Alla domanda se domani la nomina andrà in Cdm, il portavoce degli azzurri risponde: “Dipende dalla premier, è lei che istruisce”. I nodi da sciogliere, pertanto, rimangono ancora tanti.

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