Il mondo FQ

Garlasco, perché i legali dell’indagato Sempio non avranno un compito facile

Come poteva l'indagato essere a conoscenza dell’esistenza della chiavetta nell’aprile dello scorso anno? Qui a mio avviso c'è un punto centrale
Garlasco, perché i legali dell’indagato Sempio non avranno un compito facile
Icona dei commenti Commenti

Il nuovo capitolo che intende riscrivere il giallo di Garlasco è giunto in queste ore alle battute finali con la chiusura delle indagini che la Procura di Pavia ha notificato alle parti: per i magistrati l’autore dell’omicidio della povera Chiara Poggi sarebbe Andrea Sempio che avrebbe agito con le aggravanti della crudeltà dovuta ai numerosi colpi da arma contundente ripetutamente inferti alla vittima e dei motivi abietti legati ad un rifiuto che la studentessa avrebbe opposto alle avances sessuali del suo assassino.

Tra gli indizi di colpevolezza che gli inquirenti attribuiscono ad Andrea Sempio ci sono alcune intercettazioni ambientali effettuate tramite una cimice posta nella sua auto nell’aprile dello scorso anno, soliloqui nei quali il trentottenne avrebbe confessato, secondo l’accusa, di aver visionato dei video intimi fra la vittima e il suo fidanzato Alberto Stasi, di aver tentato un approccio con Chiara ma di essere stato respinto anche attraverso alcune telefonate a casa Poggi qualche giorno prima del delitto, brevi colloqui durante i quali la ragazza, invitata ad un incontro, gli avrebbe intimato di lasciarla in pace e gli avrebbe addirittura buttato giù la cornetta.

La “penna” a cui l’indagato fa riferimento nell’intercettazione, a mio avviso, è uno dei punti centrali dell’impianto accusatorio perché identificabile con una chiavetta usb su cui Chiara avrebbe scaricato quei video intimi presenti sul suo computer – che era in uso a tutta la famiglia – dopo essersi accorta che erano stati visti da altri soggetti. Sappiamo che Sempio accedeva a quel pc in virtù della sua frequentazione con il fratello di Chiara, Marco, suo amico quindi si può ipotizzare che abbia potuto visionare i video privati della ragazza, che si sia infatuato di lei ritenendola in maniera erronea e del tutto soggettiva una preda disinibita e disponibile fino a diventarne ossessionato.

Il movente potrebbe proprio scaturire dal fatto che l’indagato abbia tentato un approccio respinto dalla vittima e che quel 13 agosto del 2007 abbia approfittato di un momento in cui Chiara era a casa da sola per tentare un’avance degenerata in aggressione violenta e poi omicidio.

Secondo i difensori di Sempio, in quel monologo l’indagato non avrebbe fatto alcuna confessione bensì avrebbe scimmiottato il contenuto di una trasmissione televisiva o di un podcast in cui si era ipotizzata una ricostruzione del movente del delitto. Ma io mi chiedo – e lo fanno anche gli inquirenti – come poteva essere a conoscenza dell’esistenza della chiavetta nell’aprile dello scorso anno quando nessun programma televisivo e nessun altro canale di informazione aveva reso noto questo particolare?

A rafforzare il quadro accusatorio a mio parere ci sono anche gli oltre 3000 commenti che Sempio ha scritto in un forum di seduzione dove manifestava una forte misoginia e una concezione della donna come oggetto per il soddisfacimento del piacere maschile e lo stupro come un’affermazione della virilità del maschio.

Nelle ultime ore la stampa ha inoltre reso note altre intercettazioni ambientali, rilevate sempre nell’auto dell’indagato, una su tutte quella del 12 maggio 2025 dove Sempio diceva: “Quando sono andato io… il sangue c’era” in riferimento al fatto che sotto le suole di Alberto Stasi non fosse stato ritrovato materiale ematico. Per quale motivo Sempio avrebbe dovuto fare un riferimento così preciso alla propria presenza sulla scena del crimine e alla visione di chiazze di sangue sul pavimento se non si fosse realmente recato all’interno della villetta di via Pascoli il 13 agosto del 2007?

Si capisce a questo punto, una volta avvenuta la discovery degli atti, quale importanza rivesta la verifica relativa alle informazioni diffuse dai media sulla pennetta usb e quale peso possano avere le intercettazioni dei monologhi di Sempio che sembrano restituire un quadro molto chiaro di ciò che la pubblica accusa sta tentando di ricostruire da un anno e mezzo a questa parte. E si capisce altresì che i legali della difesa dell’indagato non avranno un compito facile nel tentare di dimostrare che i soliloqui intercettati così come gli appunti nelle agendine sequestrate al loro assistito e il materiale rinvenuto nel suo computer non costituiscano gravi indizi di colpevolezza. Molto più gravi, a mio avviso, di quelli raccolti a suo tempo a carico del condannato in via definitiva, Alberto Stasi.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione