Sei soldati francesi sono rimasti feriti in raid con drone a Erbil
Sei soldati francesi sono rimasti feriti in un “attacco con drone” a Erbil, nel Kurdistan iracheno. Lo annuncia lo Stato Maggiore francese.
Sei soldati francesi sono rimasti feriti in un “attacco con drone” a Erbil, nel Kurdistan iracheno. Lo annuncia lo Stato Maggiore francese.
Momenti chiave
L’Arabia Saudita ha intercettato oggi tre droni diretti al giacimento petrolifero di Shaybah. Il ministero della Difesa del regno del Golfo ha affermato che “un drone diretto al giacimento di Shaybah… è stato intercettato e distrutto“. In precedenza, il ministero aveva affermato che due droni diretti allo stesso giacimento erano stati distrutti in modo simile, annunciando l’intercettazione in un post separato su X. L’Arabia Saudita ha confermato ieri di aver impedito diversi attacchi con droni contro l’impianto, cruciale per la produzione petrolifera del Paese. I prezzi del petrolio sono aumentati da quando Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi aerei contro l’Iran alla fine del mese scorso, uccidendo la sua Guida suprema e facendo precipitare il Medio Oriente in guerra. Gli attacchi missilistici e i droni iraniani di rappresaglia hanno quasi bloccato il trasporto marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita un quinto del greggio globale.
Il capo di stato maggiore israeliano, Eyal Zamir, ha approvato il proseguimento delle operazioni contro Hezbollah, a seguito dei pesanti bombardamenti lanciati dalle milizie sciite libanesi nel nord del Paese. Lo ha riferito il portavoce dell’Esercito israeliano, Effie Defrin, citato da Ynet. “Abbiamo affrontato una dilemma – ha detto a proposito delle critiche ricevute per la poca trasparenza sui rischi legati agli attacchi di Hezbollah – volevamo evitare panico inutile, sapendo di essere fortemente preparati sia in difesa sia in attacco. Ho tratto insegnamenti come portavoce dell’esercito, li studieremo e ci miglioreremo”.
I prezzi del greggio tornano a correre a New York con le tensioni in Medio Oriente e gli attacchi alle navi nello Stretto di Hormuz: il Wti segna un balzo del 9,67%, e chiude a 95,69 dollari al barile, mentre il Brent ritorna sopra i 100 dollari, a quota 100,56, grazie al guadagno del 9,33%
Il presidente indiano Narendra Modi ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo iraniano Masoud Pezeshkian “per discutere della grave situazione nella regione”. Lo ha annunciato Modi su ‘X’ spiegando di aver “espresso profonda preoccupazione per l’escalation delle tensioni e la perdita di vite umane tra i civili, nonché per i danni alle infrastrutture civili”. Il presidente iraniano ha sottolineato che “la sicurezza dei cittadini indiani, insieme alla necessità di un transito senza ostacoli di merci ed energia, rimangono le massime priorità dell’India. Ha ribadito l’impegno dell’India per la pace e la stabilità e ha esortato al dialogo e alla diplomazia”.
“In Bahrein è scattato l’allarme antimissili, le autorità esortano i cittadini a mettersi al riparo”. Lo scrive al Jazeera.
“È vero che siamo alleati degli americani, ma non siamo parte degli attacchi che vengono effettuati contro l’Iran. Quindi non c’è l’Italia tra gli obiettivi considerati ostili“. Lo ha affermato al Tg4 il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che citando il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ha assicurato: “Non ci sono segnalazioni di problemi immediati. Detto questo, non bisogna mai sottovalutare i rischi“. “Abbiamo adottato tutte le contromisure necessarie per garantire la sicurezza dei nostri cittadini e di tutte quelle che potrebbero essere le aree a rischio obiettivo di possibili attentati – ha informato il vicepremier – la nostra intelligence, i nostri servizi segreti, la polizia, i carabinieri e la guardi di finanza vigilano con grande attenzione”. “Non ci sono segnalazioni di attacchi immediati, anche perché l’Italia non è in guerra con l’Iran, non intende partecipare a questa guerra”, ha aggiunto.
Gli Emirati Arabi Uniti hanno intercettato oggi 10 missili balistici e 26 droni lanciati dall’Iran. Lo ha reso noto il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti. Dall’inizio della guerra, il 28 febbraio, le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti hanno intercettato 278 missili balistici, 15 missili da crociera e 1.540 droni. Sei persone sono state uccise nei raid iraniani, tutte straniere.
I militari italiani a Erbil “verranno spostati in tempi rapidi, cosi’ come accaduto in Kuwait”. Lo afferma al Tg4 il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. “I nostri militari – prosegue Tajani – sono li’ per addestrare i curdi. È difficile addestrarli restando sotto le bombe…”.
Il primo ministro indiano, Narendra Modi, ha avuto un colloquio telefonico con il Presidente iraniano, Masoud Pezeshkian. Modi ha sottolineato che la sicurezza dei cittadini indiani e la necessità di garantire il libero passaggio di merci ed energia restano le massime priorità
L’esercito israeliano ha confermato di aver colpito ieri diversi posti di blocco a Teheran, allestiti dalla milizia Basij. Secondo residenti e media statali iraniani, citati dal New York Times, i checkpoint, gestiti da miliziani in abiti civili e affiliati alle Guardie della Rivoluzione Islamica, sono stati ripetutamente colpiti da attacchi con droni. Negli episodi sarebbero morti anche alcuni civili, aumentando i timori tra la popolazione riguardo agli spostamenti in città. L’esercito israeliano non ha confermato ufficialmente l’uso dei droni, ma ha diffuso video che mostrerebbero attività di sorveglianza aerea su uno dei posti di blocco.