Flotilla, i sedicenti Patrioti protestano per le violenze ma glissano sull’atto di pirateria
Lo scandalo, che ha persino fatto sortire dal suo atavico torpore il ministro degli esteri Tajani sarebbe dunque quello del trattamento inumano riservato agli attivisti della Flotilla nel covo dell’Idf. Scandalizzato Mattarella, persino Meloni ha alzato un sopracciglio, mostrando al mondo che non è affetta da paralisi totale. Mi chiedo se l’IDF fosse stato più soft, se Ben Gvir non avesse fatto la sua pagliacciata a favore di telecamere (cosa che per altro ha già fatto in occasioni analoghe) in tal caso il nostro governo avrebbe balbettato qualcosa? Avrebbe, come finalmente ha fatto, convocato l’ambasciatore e chiesto all’Europa di applicare sanzioni individuali (riuscendo nel contempo votare No alle sanzioni contro Israele) al pagliaccio in camicia nera?
Il punto non è la doverosa e sempre tardiva protesta, ma il merito per cui si protesta. Atti incivili, trattamento inumano, violenze certo, c’è tutto il repertorio nazifascista, ma il punto è che c’è qualcosa a monte rispetto alla quale a Palazzo Chigi e anche al Quirinale si glissa. Ed è qualcosa di ancora più grave. Quelle barche erano in navigazione in acque internazionali, a 600 miglia dal limite del blocco navale, illegale, imposto da Israele di fronte le spiagge di Gaza. L’IDF ha attaccato natanti civili in acque libere, barche disarmate. Ha aperto il fuoco, contro barche che battevano bandiera italiana il che equivale ad aver sparato su Catania o Milano, perché quelle barche, che sull’albero alzano il tricolore sono legalmente territorio della Repubblica. Un atto di pirateria, un attacco al nostro territorio identico a quello compiuto dai motoscafi dei pirati nel Mar Rosso contro i quali schieriamo, giustamente, le fregate della nostra Marina Militare.
E’ questo il punto dirimente. Il fatto che uno Stato canaglia si arroghi il diritto di compiere atti di pirateria senza che nessuno muova muscolo. Il governo di Tel Aviv sa che può fare quello che vuole senza rischiare alcuna conseguenza. Potere assoluto di compiere qualunque nefandezza. Su questo dovrebbe alzarsi in maniera netta, inequivocabile, senza tentennamenti o distinguo farisaici, la voce di un governo costituto per di più da sedicenti Patrioti. Un termine che in bocca a costoro non fa più ridere, ma fa indignare. Nel corso della prima Flotilla, una corvetta della nostra Marina è stata inviata a scortare le barche, ma solo sino al punto dove si sapeva che l’IDF sarebbe intervenuto, consumando il primo atto di pirateria. Il governo dei Patrioti ha costretto il Comandante di un’unità da guerra della nostra Marina, pagata con i soldi dei contribuenti, a compiere un atto di vigliaccheria, obbligandolo a restare a guardare mentre cittadini italiani venivano aggrediti e rapiti. Una vergogna assoluta.
Israele e gli Stati Uniti stanno affermando un principio secondo il quale i rapporti internazionali sono regolati solo dall’uso della forza, che qualunque Paese, che non è asservito ai loro desiderata, può impunemente essere attaccato nella totale impotenza del resto del Mondo. E’ accaduto con il Venezuela, con l’Iran, con il Libano, adesso stanno preparando l’attacco a Cuba, che non ha minacciato nessuno, che non possiede armi di distruzione di massa, ma subisce da tempo un embargo che sta massacrando la popolazione. La sua colpa non accettare di tornare ad essere una “provincia” statunitense, un immenso postribolo, come ai tempi di Fulgenzio Batista. Tutto questo avviene nella totale indifferenza della comunità internazionale che però si straccia le vesti per l’intervento russo in Ucraina e si mobilita, con grande dispendio di denari pubblici e armi per sostenere Zelensky e altrettanto farebbe se la Cina dovesse regolare i conti con Taiwan, nonostante l’isoletta non abbia alcuno status internazionale.
Questa è la politica senza etica, dove tutto è permesso e il diritto è modulato sulla potenza di fuoco.