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Ultimo aggiornamento: 14:09

Flotilla, il ministro israeliano Ben Gvir irride gli attivisti legati e in ginocchio: “Benvenuti, siamo i proprietari di questa casa”

Il video diffuso dall'esponente del governo Netanyahu sui social. La ministra Miri Regev: "Ora gli facciamo ascoltare l'inno israeliano in loop"
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“Benvenuti in Israele, qui comandiamo noi!”. “Chiunque scenda qui, tutti questi sostenitori del terrore, capiranno cosa succede a chi attacca così Israele”. Gli attivisti della Global Sumud Flotilla sequestrati in acque internazionali sono sbarcati da neanche un’ora ad Ashdod, gli avvocati di Adalah sono ancora in attesa fuori dall’hangar e non li hanno ancora visti. Ma Itamar Ben-Gvir non poteva mancare all’appuntamento. Il ministro israeliano della sicurezza nazionale, responsabile della polizia e noto estremista e colono, non poteva mancare all’appuntamento con la propaganda. Si è presentato vestito in camicia nera e kippah, ha fatto un giro tra le centinaia di attivisti che venivano sbarcati, con le mani legate dietro la schiena da fascette, e fatti inginocchiare a terra nell’hangar. In un video condiviso dallo stesso ministro sui social lo si vede sventolare una bandiera di Israele e gridare “Benvenuti, noi siamo i padroni di casa”, oppure rispondere a un attivista inginocchiato e ammanettato che cercava di interloquire con uno slogan “Am Yisrael Chai”, “viva Israele. Anche nel 2025, con la prima spedizione della Global Sumud Flotilla, il ministro Ben-Gvir aveva usato l’arresto degli attivisti per fare uno show.

Quest’anno però c’è la campagna elettorale, e non è solo. C’è anche la ministra dei Trasporti Miri Regev, deputata del Likud e ministra dei Trasporti, tra le figure più polarizzanti del partito di Benjamin Netanyahu, da anni è associata a battaglie culturali di estrema destra e scontri con il mondo artistico e con la sinistra israeliana. Ma anche coinvolta in scandali per ipotesi di corruzione. Regev ha montato ad uso social un video in stile “vi porto a vedere”: la si vede aspettare la nave prigione israeliana mentre entra in porto, poi entrare circondata dalla polizia nell’hangar mentre parla dei “sostenitori del terrore” appena sbarcati e racconta che assicura “che non hanno portato alcun aiuto umanitario, non hanno alcun collegamento con gli aiuti umanitari. Arrivano ubriachi, con l’alcol, sostenitori il terrore, per attaccare la sovranità dello Stato di Israele, danneggiare l’assedio ad Hamas”. “Li rimanderemo indietro”, “li metteremo in prigione”, conclude Regev.

Nessuno dei due ministri sembra preoccupato dalle immagini di maltrattamento e chiara violazione dei diritti dei detenuti che vengono mostrate nei video sotto alle loro parole. Semmai il contrario. L’associazione di avvocati per i diritti umani Adalah ha risposto ai post dei ministri con un comunicato: “Israele sta attuando una politica criminale di abuso e umiliazione contro gli attivisti che cercano di opporsi ai crimini in corso di Israele contro il popolo palestinese. Questi eventi seguono la documentazione da parte di Adalah di modelli simili di maltrattamenti contro gli attivisti nelle precedenti missioni della flottiglia, per le quali Israele non ha dovuto rendere conto a nessuno. Gli avvocati di Adalah, insieme a un team di volontari dedicati, sono entrati nelle strutture portuali nelle ultime ore, stanno fornendo loro consulenza legale e continueranno a chiedere il loro rilascio immediato e incondizionato. La comunità internazionale deve adottare misure urgenti per proteggere i membri della flottiglia da questa condotta brutale e illegale da parte dei funzionari israeliani”.

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