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Cgil raccoglie firme per due leggi di iniziativa popolare sulla sanità pubblica. Lo scopo: interromperne il declino

La Cgil vuole lanciare un SOS di aiuto e di ascolto perché non sono più rimandabili le criticità e danni provocati dalle controriforme dei vari governi
Cgil raccoglie firme per due leggi di iniziativa popolare sulla sanità pubblica. Lo scopo: interromperne il declino
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di Enza Plotino

Io firmo e tu? Si torna ad appellarsi alla Costituzione. Nella nostra Carta, l’Italia ha scelto di garantire il benessere individuale e collettivo e assicurare l’assistenza ai bisogni di salute. Un Paese che non cura più i suoi malati e che lascia indietro milioni di persone che non hanno soldi per curarsi è un Paese in profonda crisi.

Un Servizio sanitario nazionale che è stato fiore all’occhiello dell’Italia nel ‘900 sta crollando paurosamente sotto i colpi di un governo che ostinatamente continua a foraggiare la sanità privata togliendo soldi necessari ad avviare il rilancio di quella pubblica dopo il periodo pandemico e sta sacrificando la dotazione di personale e la programmazione sanitaria, al grido dell’insostenibilità del sistema sanitario nazionale. Come interrompere questo declino?

La Cgil ha avviato una campagna di raccolta firme per due proposte di legge di iniziativa popolare, promosse insieme ad un vasto numero di organizzazioni e associazioni della società civile, dedicate ai temi della sanità pubblica e degli appalti. “Io firmo per il diritto alla salute” e “Io firmo per stesso lavoro, stesso contratto” sono le due proposte di legge che indicano una strada alternativa alle tesi sull’insostenibilità del Servizio sanitario nazionale. “L’obiettivo è ridare risposte alle persone e fiducia ai professionisti, riconoscendo l’urgenza di interventi concreti, prima di ogni progetto complessivo di riforma”.

Insieme a diverse associazioni, la Cgil vuole lanciare un SOS di aiuto e di ascolto perché non sono più rimandabili le criticità e danni provocati dalle controriforme che si sono succedute governo dopo governo e Regione dopo Regione in un crescendo di inefficienze e disagi.

L’iniziativa di legge popolare “Disposizioni per rendere effettivo il diritto alla salute mediante il rafforzamento del Servizio Sanitario Nazionale e la valorizzazione del personale” respinge al mittente l’autonomia differenziata in tema di sanità, chiede di incrementare il finanziamento del fondo sanitario nazionale destinato alla sanità pubblica, reclama il superamento del blocco delle assunzioni del personale medico e infermieristico, stabilisce limitazioni alle esternalizzazioni nella sanità pubblica, auspica interventi per incentivare la scelta di corsi di studio per infermieri e per medici di medicina generale, insiste sullo sviluppo della medicina territoriale (distretti socio-sanitari e case di comunità) e si augura una riduzione delle liste d’attesa, il miglioramento dei servizi di salute mentale e il potenziamento della verifica autonoma, con finanziamenti pubblici, sulla efficacia comparativa dei farmaci che tante discrepanze di trattamento e un’offerta disomogenea del Servizio, sta creando nelle Regioni.

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