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Futuro Nazionale, la strategia di Vannacci per superare la Lega: giovani nelle piazze e “riciclati” della politica. Così crescono comitati e iscritti

Centinaia di comitati in pochi mesi, 50mila iscritti, i sondaggi che danno il partito in crescita e nuove adesioni di parlamentari e amministratori. Cosa sta succedendo all'interno di Fn (e intorno)
Futuro Nazionale, la strategia di Vannacci per superare la Lega: giovani nelle piazze e “riciclati” della politica. Così crescono comitati e iscritti
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Tra loro si chiamano “futuristi”, chiaro riferimento a Filippo Tommaso Marinetti. E infatti tra opuscoli e social campeggiano parole come “virtù”, “entusiasmo”, “vitalità”. Lui, però, è “il Generale”. Con la g maiuscola. La venerazione è evidente: nelle piazze, ai comizi, o quando si chiacchiera al telefono con gli iscritti. Il culto della personalità ma anche della persona: non a caso Roberto Vannacci, impegnatissimo in una campagna elettorale senza fine, tra una tappa e l’altra mostra il corpo semi-nudo per il tuffo di Capodanno (la memoria storica, per ovvie analogie, ci riporta alle immagini di Mussolini che raccoglie il grano). Ma ci sono i fatti, ora, che suggeriscono qualcosa di più di una suggestione: Futuro Nazionale sta arrivando. Cresce nei sondaggi – al momento oscilla tra il 3,5% e il 4% – crescono gli iscritti (più di 50mila); i comitati si moltiplicano a vista d’occhio, sono centinaia sparsi in tutta Italia; e sempre più politici, dal nazionale al locale, lasciano il proprio partito di provenienza per iscriversi al movimento dell’ex europarlamentare del Carroccio. L’ultima, in ordine di tempo, la leghista Laura Ravetto.

I giovani in piazza e i comitati che crescono come funghi

La parola d’ordine, mutuata dall’esperienza trumpiana, è remigrazione: all’ultimo comizio, a Vigevano, veniva scandita a voce alta, a mo’ di coro. E quindi naturalmente ci sono gli invasori, c’è la lotta all’Islam, la difesa identitaria (qualsiasi cosa sia), la sicurezza. Partiamo da qui, dalle piazze. In piazza Ducale, nella città pavese, secondo la Questura c’erano 500 persone: un numero consistente in tempi di social e disaffezione dalla politica. Quasi tutti uomini, in prima fila tantissimi giovani, un Tricolore. Vannacci parla per quasi un’ora, poi il rito di salviniana memoria: un’altra ora di selfie. Pochi giorni prima è a Torino, in un locale a Barriera di Milano: anche lì, pienone; sul palco il deputato-pistolero Emanuele Pozzolo. Prima ancora Genova, le birre e le foto con gli alpini, e Bari, all’Hotel Parco dei Principi e di nuovo centinaia di persone. Stesso copione a Salerno e Napoli, con l’inaugurazione di nuovi comitati.

Già, i comitati. In pochi mesi in Sicilia ne sono nati 73, in Veneto 110, in Lombardia 104. A Milano, per esempio, c’è quello del referente Emanuele Ajello, romano, 37 anni, più di 100mila follower su Facebook. Un passato da attore e regista, così spiegato il profilo pieno di video: sull’Islam, sul 25 aprile, sul Duce che ha fatto solo cose buone, salvo entrare in guerra con Hitler, e così via. “La ragione per cui sono entrato in Futuro Nazionale e ho fondato un comitato? Non ho mai fatto politica attiva, ma ero deluso dalla politica, perché non mi sono mai riconosciuto né in un leader né, di conseguenza, in un partito. Invece in Vannacci mi riconosco, riconosco una figura che incarna perfettamente le doti e le caratteristiche di un leader. Il leader rispecchia i miei valori e le mie idee”. Una specie di – positiva – folgorazione. “Appena è uscito dalla Lega, mi sono interessato al suo movimento. Ora organizzo gazebi, promuovo raccolte firme, faccio campagne video”. È vero che i giovani si stanno interessando a Fn? “Verissimo, vediamo 18-20enni molto entusiasti. Si avvicinano ai gazebo, si informano. Lo fanno perché Vannacci promuove un discorso identitario che fa breccia nei loro cuori. E poi c’è la questione della sicurezza. I giovani la vivono in prima persona, perché tanti di loro sono vittima di violenze da parte di coetanei, delle famose seconde generazioni di immigrati. Quando avevo la loro età non era così, c’erano i filippini al massimo Ma i filippini sono brave persone”.

I politici in cerca di un posto al sole (forse)

Accanto ai neofiti come Ajello, però, ci sono gli esponenti dell’associazione Il mondo al contrario e, un po’ ovunque, una schiera di politici di lungo corso. Sempre a Milano, uno dei referenti è Massimiliano Bastoni: volto noto nel capoluogo lombardo, leghista della prima ora, per due volte consigliere comunale, poi consigliere regionale al Pirellone (con lo slogan “Bastoni contro gli immigrati”). A questo periodo risalgono le divergenze col Carroccio: la vicinanza con Lealtà e Azione, la formazione del gruppo che si rifaceva al Comitato Nord di Umberto Bossi, la conseguente espulsione dalla Lega e l’ingresso in Forza Italia. Da pochi mesi la scelta di Fn: “Il passaggio è stato naturale. I temi che oggi affronta Vannacci sono gli stessi che ho portato avanti nella mia carriera politica. La difesa dell’identità culturale, i temi etici, la sicurezza, la politica sull’immigrazione, mi sento rappresentato da lui in tutto e per tutto. La Lega ha fatto troppe giravolte, Salvini ha detto e fatto il contrario di tutto ciò che sosteneva avrebbe detto e fatto. Un esempio? La Fornero. E ora i suoi lo stanno spernacchiando, uscendo dal partito”. Bastoni non vuole fare nomi ma dice che “tante persone sia a livello nazionale sia a livello locale lo molleranno. Ma so anche di passaggi imminenti da Fratelli d’Italia. L’attrattiva di Futuro Nazionale e del suo leader è altissima. FdI cala perché è evidente che in quattro anni il governo non ha soddisfatto i propri elettori, soprattutto sull’immigrazione. Il senso di insicurezza non è cambiato, e poi ci sono i temi economici, le accise, le pensioni”.

I passaggi, dunque. Nelle ultime settimane si sono fatti più frequenti. Ravetto, l’ultima di importanza. Ma a spulciare un po’ le notizie locali si trova una lunga lista: il consigliere regionale del Veneto, Stefano Valdegamberi, ex Lega, i consiglieri dei Comuni veneti di Bassano del Grappa (Gianluca Pietrosante, ex FdI) e di Castagnaro (Alex Fabrizio Gambarin, ex Lega), di San Giuliano Terme in provincia di Pisa (Simone Fabbrini, ex FdI), l’ex candidato sindaco di Terni, Orlando Masselli, il consigliere comunale di Matera, Marco Bigherati, la consigliera del Friuli-Venezia Giulia, Maddalena Spagnolo, ex Lega, il sindaco di Civitanova, Fabrizio Ciarapica, ex Forza Italia (insieme al consigliere Paolo Diop), l’ex consigliere veneto Joe Formaggio.

In tutto ciò i sondaggi vedono il partito in crescita: Swg al 4,1%, Demopolis al 3,6%. Ma la sensazione è che il partito, da qui alle Politiche dell’anno prossimo, sia destinato ad ampliare i consensi. L’alleanza col centrodestra, tuttavia, non è scontata. Per Bastoni “Vannacci l’ha detto più di una volta, in primis vengono i programmi. Con la coalizione si possono condividere alcune cose, ma le colonne portanti di Fn non possono essere messe in discussione. Se vengono condivise va bene, altrimenti si va da soli“. Ajello si sbilancia: “La mia idea è che correremo col centrodestra, e vinceremo. Vannacci diventerà ministro. Può fare quello dell’Interno, degli Esteri o della Difesa”. Sia come sia, l’obiettivo è superare la Lega. Uno smacco per Salvini, che proprio con la “mossa Vannacci” salvò la cadrega alle Europee.

Mail: a.marzocchi@ilfattoquotidiano.it
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In foto Roberto Vannacci e a destra il comizio di Vigevano (immagine presa dal profilo ufficiale di Vannacci)

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