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Ancora “liste farlocche”: valanga di candidati nei piccoli Comuni. Dietro al fenomeno l’aspettativa retribuita per gli appartenenti alle forze dell’ordine

Interessati tanti centri con meno di mille abitanti. In questa tornata elettorale a Monteleone di Puglia 9 aspiranti sindaci e 85 consiglieri per soli 748 elettori: oltre 40 i candidati delle forze dell'ordine
Ancora “liste farlocche”: valanga di candidati nei piccoli Comuni. Dietro al fenomeno l’aspettativa retribuita per gli appartenenti alle forze dell’ordine
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Ormai le elezioni solo alle porte, mancano pochi giorni e continua a riproporsi nei piccoli comuni la questione delle cosiddette “liste farlocche”. Una storta di “invasione elettorale”, favorita dalle norme che, nei centri con meno di mille abitanti, non impongono la raccolta firme e consentono ai candidati, soprattutto appartenenti alle forze dell’ordine, di ottenere aspettative retribuite.

A Monteleone di Puglia, nei Monti Dauni, questo paradosso è evidente nei numeri poiché alle amministrative del 24 e 25 maggio prossimo, il piccolo borgo foggiano si ritrova con nove liste, nove candidati sindaci e 85 aspiranti consiglieri: numeri fuori scala per una comunità che conta appena 748 elettori. Tra queste liste sono ben 54 i candidati che appartengono alle forze dell’ordine e che beneficeranno dell’aspettativa retribuita. Il paradosso vede solo due candidati sindaco espressione del territorio. Gli altri arrivano da città lontane, da Trieste a Palermo, spesso senza alcun legame con il paese. Così, la sfida vera resta quella tra il sindaco uscente Giovanni Campese e Sebastiano Maraschiello. Tutto il resto appare come il sintomo di una legge che, invece di facilitare la democrazia, rischia di svuotarla di significato.

Ma Monteleone è solo la punta dell’iceberg. Il fenomeno delle “liste farlocche” attraversa da tempo l’Italia dei piccoli comuni. In Molise, a Conca Casale, poco più di 160 abitanti, si contano nove candidati sindaco e altrettante liste anche qui i candidati appartenenti alle forze dell’ordine sono oltre 40. A Cercepiccola le liste sono sette con 30 candidati tra poliziotti e agenti. A Casalciprano, 420 abitanti, cinque liste di cui 3 legate al fenomeno. Idem anche a Roccasicura. Non da meno l’Irpinia, dove a Sorboserpico, poco più di 500 abitanti, le liste sono 7 dove circa 50 i candidati sono tra quelli che beneficeranno dell’aspettativa retribuita.

È il fenomeno dei cosiddetti candidati fantasma, diffuso ormai da tempo in tutta Italia. Tra i casi più emblematici del passato c’è quello di Nicola Barbiero, poliziotto penitenziario che ha collezionato ben 12 candidature alla carica di sindaco, l’ultima nel 2023. In 12 elezioni Barbiero ha preso 12 voti con ben 4 tornate elettorali dove non ha ricevuto neppure una preferenza come nel 2018 a Ripabottoni, nel 2021 a Guardiareggia e a Torrella del Sannio per ben due elezioni nel 2017 e nel 2022. Dodici, tutte consecutive, anche per Rocco Vizzaccaro, anche lui della penitenziaria, che lo scorso anno con la sua candidatura a sindaco contribuì al record di Bisegna nella provincia dell’Aquila: 25 liste per 212 abitanti. Qui prese zero voti come anche nel 2023 a Campodimele; nel 2017 a Torrella del Sannio; nel 2015 a Roccasicura e nel 2014 a Pettoranello del Molise. Meglio è andata con un solo voto nelle competizioni di Civitella Alfedena, Tora e Piccilli, Fontegreca e Acquaviva D’isernia. In 12 competizioni Vizzaccaro ha portato a casa, in totale, solo 10 voti raggiungendo probabilmente il record di candidato sindaco meno votato nella storia della Terza Repubblica.

Tra le sigle più diffuse compare Progetto Popolare, con base a Colleferro e programmi elettorali fotocopia, nei quali compare persino l’istituzione della festa della Befana. Alle liste legate alle forze dell’ordine si aggiungono poi quelle nate dalle ceneri del partito L’Altra Italia, i cui vertici sono a processo con l’accusa di aver realizzato liste con candidati a loro insaputa. Attraverso petizioni su problemi locali, secondo l’accusa, recuperavano documenti utili a costruire liste in piccoli comuni con candidati ignari di esserlo. Quegli stessi vertici oggi si sono riciclati nel movimento Sovranisti per l’Italia e per la Libertà, che ha presentato liste a Benevello, Castiglione Tinella, Casarano, Isola del Piano, Borgoratto Alessandrino, Sueglio, Esino Lario, San Giovanni Rotondo, Scheggino e ancora a Monteleone di Puglia dove il candidato si fa chiamare “Stripmen”. In questo caso, però, lo scopo non è l’aspettativa retribuita ma la costruzione di un soggetto politico di estrema destra con peso elettorale nazionale.

Il fenomeno delle liste farlocche “crea molti problemi soprattutto ai più anziani che si ritroveranno una scheda elettorale con 9 simboli, di cui la maggior parte di liste fantasma”, spiega Noè Andreano, vicepresidente di Anci Puglia: “Inoltre – aggiunge – anche tra le forze dell’ordine è diffuso un malcontento perché a causa di questi ‘furbetti’ il sistema va in crisi per via della mancanza di personale. Immagina che solo tra Monteleone e Sorboserpico avremmo oltre 70 agenti in aspettativa. Chi li sostituirà? Bisogna attivare uno strumento normativo che vada a cambiare la legge nei piccoli comuni con la raccolta firme anche nei centri più piccoli”.

Una soluzione, in realtà, era già stata messa nero su bianco. “Un disegno di legge, nel 2021, aveva al centro la questione della raccolta firme, non prevista nei comuni sotto i mille abitanti” spiega Massimo Bosso, esperto del fenomeno che da anni per passione studia le competizioni elettorali nei piccoli comuni nalizzando dati e circostanze, per la maggior parte grottesche. L’ex senatore “Luigi Augussori – continua Bosso – aveva proposto l’introduzione di firme in percentuale. Ad onor del vero basterebbero anche poche firme per arginare il fenomeno”. “Dopo l’approvazione in Senato, nel 2024 l’iter si è fermato alla Camera e da tempo misteriosamente niente si muove. Questa proposta, di origine leghista ma condivisa da tutte le forze politiche, sembra sia poco interessante o forse poco comprensibile per l’attuale maggioranza”, aggiunge Gabriele Maestri, fondatore del sito isimbolidelladiscordia.it che racconta le storture delle campagne elettorali.

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