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Il governo Meloni condanna le umiliazioni agli attivisti della Flotilla, ma in Ue vota contro l’embargo sulle armi a Israele. A favore Pd-M5s-Avs

L'emendamento ha ricevuto l'ok di tutto il campo progressista italiano, dai pentastellati ad Avs, fino al Pd compatto, con le sole eccezioni di Laureti, Gori e Tinagli che hanno preferito astenersi
Il governo Meloni condanna le umiliazioni agli attivisti della Flotilla, ma in Ue vota contro l’embargo sulle armi a Israele. A favore Pd-M5s-Avs
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Ai microfoni si parla di “linea rossa superata, ma in aula si rimane al fianco di Israele. Il governo Meloni gioca due partite diverse se si passa da Roma a Bruxelles. La presidente del Consiglio definisce “inaccettabilile umiliazioni agli attivisti della Flotilla da parte di Israele alla presenza del ministro per la Sicurezza Nazionale, Itamar Ben Gvir. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, fa convocare l’ambasciatore dello ‘Stato ebraico’ alla Farnesina. Il minsitro della Difesa, Guido Crosetto, critica Tel Aviv sui social. Ma alla fine dei conti, al Parlamento europeo si accodano ai rispettivi gruppi politici e, compattamente con l’estrema destra, votano per bocciare un emendamento che chiede l’embargo sulle armi europee a Israele.

Nel testo presentato dal Movimento 5 Stelle si chiedeva “di prendere atto con profonda preoccupazione delle conclusioni contenute nella relazione dal titolo Made in Italy for the Genocide Industry: Military and Energy Exports to Israel che indica che l’Italia continua a esportare materiale militare verso Israele senza interruzioni sin dall’ottobre 2023; di chiedere l’immediata istituzione di un embargo sulle armi completo e giuridicamente vincolante che vieti la vendita, il trasferimento e il transito di armi, munizioni, attrezzature militari e prodotti a duplice uso verso Israele, che rimanga in vigore fintantoché proseguiranno le operazioni militari nei territori palestinesi occupati e non sarà garantito il pieno accesso umanitario a Gaza e alla Cisgiordania; di invitare la Commissione e il Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) a valutare il rispetto da parte degli Stati membri dei loro obblighi ai sensi della posizione comune 2008/944/PESC1 bis del Consiglio e del trattato sul commercio delle armi; di esortare il Consiglio di sicurezza e l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ad adottare un embargo sulle armi universalmente vincolante nei confronti di Israele, conformemente alla Carta delle Nazioni Unite”.

L’emendamento, però, non ha ricevuto il via libera dell’aula, con soli 126 voti a favore, 406 contrari e 116 astenuti. Un po’ perché il fronte progressista si è sgretolato, con alcune prese di posizione sorprendenti, come quella del gruppo socialista spagnolo che, nonostante il governo di Pedro Sanchez abbia autonomamente imposto l’embargo sulle proprie armi a Tel Aviv, si è astenuto salvo poche eccezioni. E un po’ perché il Partito Popolare Europeo, di nuovo, ha fatto fronte comune con la destra e l’estrema destra per bocciarlo. Così Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia si sono mostrati compatti nel votare contro, dopo aver ostacolato più volte in Consiglio Ue anche la sospensione dell’accordo di associazione tra Bruxelles e Tel Aviv.

Dalla lista dei voti emerge anche che in Europa il campo largo si palesa sul dossier più inaspettato. Dall’inizio dell’invasione di Gaza, che ha provocato più di 70mila vittime, il Partito Democratico è la formazione italiana che più di tutte ha sofferto la spaccatura interna, tra chi chiedeva prese di posizione decise contro l’operato del governo Netanyahu, in linea con quanto avvenuto in Spagna col governo di Pedro Sanchez, e i rappresentanti più vicini alle posizioni di Tel Aviv che, invece, si opponevano appellandosi al “diritto d’Israele a difendersi“. L’emendamento ha ricevuto l’ok di tutto il campo progressista italiano, dai pentastellati ad Avs, fino, appunto, al Pd compatto, con le sole eccezioni di Laureti, Gori e Tinagli che hanno preferito astenersi. Mentre la vicepresidente del Parlamento, Pina Picierno, spesso in contrasto col suo stesso partito, ha votato insieme al resto del Pd e ha pure chiesto provvedimenti sanzionatori nei confronti del ministro Ben Gvir: “Le immagini dei membri della Freedom Flotilla trattenuti e umiliati dalle autorità israeliane sono inaccettabili – ha dichiarato – Tra loro vi sono anche cittadini europei e italiani, trattati con modalità incompatibili con il rispetto della dignità della persona e dello Stato di diritto. Itamar Ben Gvir col suo operato e la sua apologia della violenza è il simbolo di un progressivo deterioramento dello stato di diritto in Israele. Attacchi ai contrappesi democratici, radicalizzazione delle istituzioni, uso della violenza come strumento politico. Oltre alla convocazione urgente dell’ambasciatore israeliano, il governo italiano dichiari, come già fatto da altri Paesi Ue, Ben Gvir persona non grata nel nostro Paese e seguano le doverose sanzioni“.

La bocciatura provoca la reazione del M5S che con l’eurodeputato Gaetano Pedullà denuncia che “la maggioranza di centrodestra copre al Parlamento europeo i ripetuti e vergognosi crimini israeliani nel giorno in cui gli attivisti della Flotilla vengono maltrattati, inginocchiati e umiliati davanti alle telecamere. Gli europarlamentari di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia hanno infatti votato contro l’emendamento al rapporto Kovatchev presentato dal collega Danilo Della Valle in cui si si chiedeva l’immediata istituzione di un embargo di armi per vietare la vendita, il trasferimento e il transito di armi, munizioni, attrezzature militari e prodotti a duplice uso verso Israele. La destra ha dimostrato ancora una volta di essere dalla parte sbagliata della storia“.

X: @GianniRosini

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