La ministra dell’interno, Luciana Lamorgese, ha inaugurato sabato mattina la nuova sezione della Direzione investigativa antimafia (Dia) a Foggia, solo qualche ora dopo l’esplosione di una bomba davanti a un negozio a Lucera. La decisione è stata presa dopo i numerosi attentati ai danni di imprenditori e commercianti compiuti negli ultimi tempi nella provincia. Episodi che hanno fatto salire ai massimi livelli l’allerta e che hanno spinto il Viminale a inviare 91 uomini nel capoluogo dauno.

La titolare del Viminale ha avvertito che “il problema di questo territorio sono sempre le denunce che sono troppo poche“. Per poi annunciare che lavorerà anche su quello e che il 10 marzo sarà a Foggia all’inaugurazione dell’anno accademico per parlare di legalità ai giovani. La ministra ha voluto sottolineare anche che “Foggia e i suoi cittadini hanno il diritto di esercitare i propri diritti di libertà“, messi a repentaglio da una criminalità sempre più sfrontata.

In mattinata Lamorgese ha incontrato il prefetto di Foggia, Raffaele Grassi, e si è complimentata per il lavoro svolto: “Credo che il segnale che abbiamo dato oggi sia importantissimo perché l’apertura di una sezione della Dia in così poco tempo e con un organico già ben definito è un segnale concreto della presenza dello Stato“. La ministra ha aggiunto che “tutto questo, in tempi così ravvicinati, non sarebbe stato possibile senza la sinergia che c’è in questo territorio”.

Ma qualche ora prima del discorso della titolare del Viminale si verificava l’ennesimo attentato ai danni di un’attività commerciale. Una bomba è esplosa davanti al negozio “Baby Fashion” a Lucera, danneggiando la saracinesca del locale che aprirà al pubblico nei prossimi giorni. A riguardo la ministra ha cercato di minimizzare, dicendo che “statisticamente parlando è di molto sceso il numero dei reati verificatesi nell’ultimo periodo” e che bisogna “guardare nel complessivo”, perché “la risposta c’è stata ed è stata una risposta forte e i risultati si vedono“.

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