Tre attentati tra la notte di San Silvestro e venerdì. L’esecuzione di un commerciante d’auto, freddato con 3 colpi di pistola al volto in un agguato dalle modalità mafiose. A Foggia l’inizio del 2020 è stato segnato da una catena di bombe e omicidi che ha spinto Libera ad organizzare una mobilitazione in città, programmata per venerdì 10.

Un corteo per “rispondere alla violenza criminale”, spiega l’associazione antimafia di don Luigi Ciotti, che tre anni fa accese per prima i fari sulla situazione del Foggiano, dove le quattro ‘teste’ della criminalità organizzata (Società Foggiana, mafia del Gargano, Cerignola e clan di San Severo) negli ultimi anni hanno lasciato una lunga scia di sangue nonostante il lavoro dell’Antimafia barese.

Le decine di arresti e operazioni del 2019 hanno fiaccato ma non smantellato i clan della città, come dimostra la recrudescenza degli scorsi giorni con due bar incendiati, il Suv di un uomo che aveva rispedito al mittente le richieste di alcuni malavitosi e l’omicidio del commerciante. E ora Foggia ha paura. Così Libera lancia un invito alla partecipazione a cittadinanza, associazioni, forze sindacali, studenti, amministratori e al mondo della chiesa. “Nessuno si senta escluso”, dice l’associazione antimafia annunciando che venerdì ci sarà anche il presidente don Luigi Ciotti.

“Davanti a questa violenza mafiosa, una cosa è certa bisogna schierarsi”, è il suo appello che segue quello degli scorsi mesi del prefetto Raffaele Grassi al mondo imprenditoriale. “Per non lasciare sole le vittime di questa violenza, per non lasciare soli i rappresentati dello Stato, le forze dell’ordine, la magistratura impegnati quotidianamente in operazioni importanti ed efficaci. Per non lasciare soli i cittadini”, insiste don Ciotti.

“Bisogna schierarsi come cittadinanza responsabile e valorizzare il lavoro di resistenza delle tante realtà di quel territorio che provano a costruire percorsi di bellezza e di cambiamento. Bisogna schierarsi per chiamare il male per nome e non girarsi dall’altra parte – conclude Luigi Ciotti – perché il male non è solo di chi lo commette ma anche di chi assiste senza fare nulla per contrastarlo. Tutti insieme a Foggia perché serve coraggio di avere più coraggio da parte di tutti”.

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