L’artista di Ghent, da sempre interessato a tematiche quali la sofferenza del corpo, la memoria e la necessità di un superamento da costrizioni fisiche ed emotive, celebra la sua presenza torinese con la mostra “ALETHEIA”, immergendo il pubblico in un limbo organico di corpi dalle sembianze lacerate e layers epiteliali. Per la Fondazione Sandretto Re Reabudengo, De Bruyckere, concepisce una serie di opere inedite ispirate ad una sua recente esperienza: la visita ad una conceria ad Anderlecht, in Belgio. Le pelli si trasformano in informi agglomerati ricoperti da efflorescenze cristalline che sottolineano l’importanza del corpo tramite la sua assenza; sculture respingenti ma al contempo immersive, eco di condizioni umane attuali e passate.

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