Al suo terzo anno come direttrice Ilaria Bonacossa sceglie il tema del desiderio, momento di rottura – ligne de fuite come per Gilles Deleuze e Félix Guattari – capace di fornire visioni altre al sistema e alla visione canonica di un’opera darte. A celebrarlo nella sua forma più passionale anche la mostra “Abstract Sex: We don’t have any clothes, only equipment”, sotto la curatela di Lucrezia Calabrò Visconti e il gallerista Guido Costa, nella storica boutique torinese Jana. Sette invece le sezioni che quest’anno animano la futuribile location del Lingotto, tra cui la principale Main Section, che mostra il lavoro di 97 gallerie tra italiane e straniere, New Entries, dedicata a venti giovani spazi internazionali, Dialogue, una sezione speciale di trenta gallerie focalizzate solo su dialoghi tra artisti e Art Spaces & Editions, riservata ai collezionisti di multipli d’artista. Concludono le tre sezioni speciali: Present Future, dedicata a creativi under 40 con progetti inediti, Back to the Future, atta a riscoprire i pionieri dell’arte contemporanea tra il 1960 al 1999 e Disegni.

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